<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2172 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 12 29,3%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 6 14,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 17,1%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 34,1%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 12 29,3%

  • Total voters
    41
Gli impianti più grandi (di diverse centinaia di mw) sono soggetti ad autorizzazione ministeriale, quelli fino ad 1-2 mw hanno una procedura semplificata e le autorizzazioni le rilascia il comune
Quelli più numerosi in questa forbice sono soggetti ad autorizzazione regionale

L'errore di fondo di tutto questo, è stato lasciare esclusivamente ai privati l'onere di realizzare tali impianti, quindi i soggetto in campo, che giustamente fanno impresa, devono massimizzare i ricavi

In tutto questo abbiamo le regioni ed i comuni che, nella maggioranza dei casi, ostacolano con tutti i mezzi che trovano (più o meno leciti, non è raro trovare configurato "l'eccesso di potere" nelle decine e decine di sentenze generate da queste opposizioni) l'iter autorizzativo ed i tempi si allungano

Di chi è la colpa fate voi, ma di certo il sistema agricolo che ha fatto grande l'Italia non esiste ne ci sono le condizioni per rilanciarlo, la questione energetica è imprescindibile, sia per motivi economici che per motivi climatici. Almeno ci si sta muovendo, l'immobilismo al contrario può portare solo ad un lento esaurimento ...
Da parte mia credo che la transizione andrebbe progettata partendo dal progetto degli impianti rispetto alla rete. Un soggetto fondamentale in questo percorso dovrebbe averlo Terna che poi deve gestire il tutto (dimensionamento delle centrali, sezione dei cavi, etc) e predisporre anche i sistemi di accumulo dell'energia per affrontare la notte, l'assenza di vento, la carenza d'acqua, ecc ecc.

Qualcuno s'è posto il problema? A me pare di no.
Stiamo per fare un macello e non ce ne rendiamo conto.
La domanda che uno deve farsi è perché invece di ridurre il consumo di energia si sta spingendo per consumarne in continuo? Induzione, pompe di calore, auto elettriche tutte tecnologie energivore per la rete elettrica. Non potendo programmare/gestire la produzione si è costretti a consumare.
 
Queste sono le realizzazioni che "inquinano" la reputazione del settore, e definirle agrivoltaico è dura da digerire, non si vede bene, ma sembrano bassi e senza spazio per una lavorazione dei terreni con macchine agricole, ma bisognerebbe vedere dal basso come sono

L'agrivoltaico dovrebbe essere come questo




Non mancano esempi virtuosi in Italia, anche nella mia regione, ma questo esempio in Canada potrebbe dare una idea delle potenzialità della cosa

Magari ci arriveremo a questo tipo di gestione.
Ma prima serve una legge che stabilisca le aree idonee.
Se segui il settore avrai notizie delle lotte promosse in Maremma o nel senese.

Esempio i 285 ettari (duecentoottancinque) nella piana di Rosia a Sovicille. Natura incontaminata, rotazioni agricole, tutto come dovrebbe essere ... parte uno da Milano e propone un progetto in quel paradiso .... roba da ergastolo morale.
Il video emozionale secondo me bene trasmette la differenza di punto di vista.


Ma anche in zone meno "famose" il problema è il medesimo.
Vedi uno spazio verde, te ne freghi di tutto e di tutti e proponi il tuo progetto di business.



O come questo a Catania. Cosa c'è di agricolo?

 
Il problema reale è proprio questo: l'agricoltura "piccola" non produce più reddito, tuttavia è fondamentale per la cura del territorio. Gli agricoli "storici" sono già trapassati o fuori dai giochi, quelli "boomer" stanno per uscirne, via loro (...noi...) sarà un fiorire di arbusti e malerbe di ogni tipo. IMHO, dovrebbe essere parte delle politiche ambientali provvedere a integrare il reddito delle piccole aziende agricole, proprio per la loro funzione di mantenimento del territorio, e questo non si fa mettendo giù pannelli ad baculum.....

Ed hai anche ragione, ma io prima che da agricoltore ragione da imprenditore, e faccio gli interessi della mia azienda, se ci fossero state delle misure a difesa del reddito delle aziende agricole e non improntate all'assistenzialismo con il sistema delle quote, avrei potuto fare anche scelte diverse

L'alternativa era o abbandonare i terreni limitandosi ad una manutenzione minima (condizione alla quale ero quasi arrivato tra l'altro), oppure farmi "fregare" i terreni da qualcuno (pubblico o privato speculatore), restando con il classico pugno di mosche in mano

Preciso comunque che non ho affittato i terreni
 
Magari ci arriveremo a questo tipo di gestione.
Ma prima serve una legge che stabilisca le aree idonee.
Se segui il settore avrai notizie delle lotte promosse in Maremma o nel senese.

Esempio i 285 ettari (duecentoottancinque) nella piana di Rosia a Sovicille. Natura incontaminata, rotazioni agricole, tutto come dovrebbe essere ... parte uno da Milano e propone un progetto in quel paradiso .... roba da ergastolo morale.
Il video emozionale secondo me bene trasmette la differenza di punto di vista.


Ma anche in zone meno "famose" il problema è il medesimo.
Vedi uno spazio verde, te ne freghi di tutto e di tutti e proponi il tuo progetto di business.



O come questo a Catania. Cosa c'è di agricolo?


Il problema che molti non possono aspettare i tempi biblici delle pubbliche amministrazioni; il ritardo nel settore è tragico
 

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