<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 1870 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
Ma allo stesso modo non si può andar avanti di status quo, ignorando i problemi che ci sono in un’area che ha quasi la metà della popolazione dello stivale.
Altrimenti se vale il ‘ognuno pensi a se stesso’, facciamo che la ricchezza prodotta da Lombardia /Veneto e Piemonte la si tiene dentro i confini regionali.
Sono d'accordo su questo punto, che non mi pare in conflitto con la mia idea.
A proposito della situazione padana, ricordo male o durante il lockdown l'effetto della drastica riduzione del traffico privato non è stato così rilevante come si pensava?



Io non sto affatto sostenendo che ridurre il traffico nelle zone più congestionate sia inutile, dico solo che la strategia di contenimento delle emissioni non può riguardare solo la mobilitià privata (con un accanimento quasi da Santa Inquisizione) e che elettrificare gli impianti di riscaldamento non è cosa né di immediata né di semplice applicazione.
 
Ultima modifica:
A proposito della situazione padana, ricordo male o durante il lockdown l'effetto della drastica riduzione del traffico privato non è stato così rilevante come si pensava?
In realtà gli inquinanti gassosi (tipicamente i NOx) ad esmissione diretta sono diminuiti.
Quelli che sono diminuiti meno sono i PM, in quanto subsidenti e facilmente risospensibili in aria con le piccole correnti circolanti. Il tempo stabile, assenza di forti correnti direzionali e, sopratutto, di precipitazioni di qualsiasi sorta, hanno lasciato inalterato lo status quo, attenuando solo le emissioni e la risospensione per sollevamento da battistrada. Il che ci riporta alla necessità del lavaggio (non solo spazzolamento) delle strade.
 
Io non sto affatto negando che ridurre il traffico nelle zone più congestionate sia inutile, dico solo che la strategia di contenimento delle emissioni non può riguardare solo la mobilitià privata (con un accanimento quasi da Santa Inquisizione) e che elettrificare gli impianti di riscaldamento non è cosa né di immediata né di semplice applicazione.
La Santa Inquisizione lasciamola alle pagine della Storia, con il caso c'entra assai poco.
Questa era la situazione:
 
Per la precisione estraggo sintenticamente:

I principali risultati hanno messo in luce i seguenti dati.


Per quanto riguarda le emissioni:


  • Nei mesi di febbraio e marzo le emissioni di inquinanti sono diminuite in maniera decisa, per poi cominciare gradualmente a crescere con l’allentamento del lockdown, fino a tornare su livelli pressoché normali,
  • le emissioni di ammoniaca non hanno subito significative variazioni, visto che l’agricoltura non è stata interessata dal lockdown,
  • le emissioni di particolato hanno registrato una riduzione inferiore rispetto a quelle degli inquinanti, a causa dell’aumento del consumo generato dal riscaldamento domestico in modo differenziato da regione a regione, in funzione della diffusione della biomassa. il picco di riduzione delle emissioni di particolato si è registrato in aprile.

Per quanto riguarda le concentrazioni:


  • Le concentrazioni di inquinanti gassosi (NO, NO2, benzene) sono diminuite coerentemente con le emissioni degli stessi
  • Le concentrazioni di particolato mostrano una dinamica più complessa a causa dell’origine mista (primario + secondario) e del ruolo del meteo. Durante il lockdown sono stati registrati alcuni picchi con superamento delle concentrazioni limite di 50 μg/m3, tutti avvenuti in periodi e aree caratterizzate da meteo stabile favorevole alla concentrazione di particolato
 
Un breve estratto dei commenti conclusivi:

“Rispetto a studi precedenti, questo lavoro ha mostrato l’influenza delle condizioni meteorologiche sulla concentrazione dei PM. Il confronto fra le misure delle concentrazioni di gas e particelle prima e durante il periodo di lockdown è importante per studi aventi come obiettivo la correlazione tra emissioni da traffico ed inquinanti. Inoltre, l'impatto della riduzione delle emissioni da traffico fornisce lo scenario di un futuro caratterizzato dall’aumento su larga scala dei veicoli elettrici”, sottolinea Campanelli.
 
Per completezza, sarebbe da considerare anche il fatto che durante il lockdown non si è fermato solo il traffico ma anche molte attività produttive, e che gli NOx prodotti dai motori sono valutabili in circa la metà se non meno.
 
Non voglio entrare nella polemica né tantomeno scivolare in politica, se ci limitiamo a quanto si osserva però si nota qualche segnale di "correzione".

Leggo in questo modo, per esempio, l'introduzione del criterio delle zone FUA all'interno della tornata di incentivi che si appresta a partire, poi magari si potrà ragionare o criticare introduzione di questa o quella zona come l'aver ignorato quell'altra zona ancora, però a livello di concetto macro direi che va esattamente nella direzione di accelerare/agevolare (benché sia un "brodino" in termini di numeri assoluti) il ricambio in alcune zone più critiche.

Purtroppo il problema della pianura padana o delle grandi città italiane, soprattutto al nord, è qualcosa che richiederà tantissimo tempo e tantissime risorse ma che certamente va affrontato in maniera completa (auto, riscaldamenti, efficienza degli stabili, industrie, ecc.).


Devo dire che sono abbastanza rassegnato

-Parliamo di un' area oltre che, densamente popolata, e' gia' congestionata di strade, ferrovie, capannoni
-Nonostante la progressiva desertificazione industriale, il problema resta
-Si dovrebbero, fra le altre, rimuovere o riconvertire le centinaia di stalle e porcilaie
-I blocchi per le modifiche necessarie alla miglioria della mobilita', sono malvisti dai tanti cittadini coinvolti
-Costi complessivi in Euri, fuori da ogni tasca, almeno la nostrana

Mi viene cosi' da pensare che la speranza sia nella medicina e.....
....50 anni fa, sembrava che la scomparsa dei pesci nei vari corsi d' acqua fosse ormai cosa certa....
Invece niente. Hanno tenuto e sono sempre li'; si sono evidentemente adattati....
Fosse mica cosi' pure per l' uomo

??

:emoji_wink::emoji_wink:
 
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Sono d'accordo su questo punto, che non mi pare in conflitto con la mia idea.
A proposito della situazione padana, ricordo male o durante il lockdown l'effetto della drastica riduzione del traffico privato non è stato così rilevante come si pensava?



Io non sto affatto sostenendo che ridurre il traffico nelle zone più congestionate sia inutile, dico solo che la strategia di contenimento delle emissioni non può riguardare solo la mobilitià privata (con un accanimento quasi da Santa Inquisizione) e che elettrificare gli impianti di riscaldamento non è cosa né di immediata né di semplice applicazione.
Avevo trovato qui sui forum uno studio del CNR, che in realtà riportava dei dati abbastanza diversi dal link che hai postato.
 
Per completezza, sarebbe da considerare anche il fatto che durante il lockdown non si è fermato solo il traffico ma anche molte attività produttive, e che gli NOx prodotti dai motori sono valutabili in circa la metà se non meno.
E dall’altro lato molta più gente era a casa e usava molto più il riscaldamento.
L’agricoltura non si è nei fermata, gli allevamenti pure. Il trasporto di merci deperibili nemmeno o saremmo morti di fame.
 
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