jaccos ha scritto:
Thread molto interessante...
A parer mio l'uomo non deve il suo successo ne alla competizione ne alla collaborazione ma ad entrambe.
Le due sono una funzionale all'altra, complementari e al contempo inscindibili.
Se è vero che la guerra stimola il progresso, è vero anche che senza una collaborazione efficace non si vince e si viene annientati. Allo stesso modo, se è vero che la collaborazione (dato che il risultato di gruppo è migliore della somma dei singoli) porta progresso, essa è quanto mai forte e coesa quando unita da un obiettivo comune tale è la guerra e, di rimando, l'istinto di autoconservazione.
Scindere e contrapporre le due cose, imho, è una forzatura.
Concetto interessante.
Ma non significa forse che la collaborazione e' subordinata al conflitto?
Ossia, essa esiste in quanto necessaria alla sopravvivenza della cultura (intesa come meta-animale da un punto di vista evolutivo)?
Gli uomini sono, dopo tutto, animali sociali, ma solo entro il proprio branco (e lo Stato non e' che un'estensione del concetto di branco, attraverso le fasi di famiglia, clan, tribu' e popolo).
Altro discorso sulle società patriarcali vs matriarcali.
Le società della Vecchia Europa (cioè prima delle invasioni indoeuropee, si parla varie migliaia di ani fa) erano fondamentalmente matriarcali. Il dio principale era la Grande Madre, spesso raffigurata come una donna estremamente florida, con seni, glutei e ventre estremamente pronunciati, di cui sono state ritrovate numerose statuette.
Attraverso le analisi archeologiche gli esperti sono arrivati a concludere che fosse una società egualitaria ed evoluta, con trasmissione ereditaria per via femminile ma con una sostanziale parità tra i sessi. Queste società erano particolarmente pacifiche e fiorenti, basate sull'agricoltura e con forti spinte commerciali oltre che stanziali. Il fatto che spesso le città e i villaggi fossero costruiti nei pressi delle vie di comunicazione e delle fonti d'acqua, principalmente nelle zone più pianeggianti e facilmente raggiungibili e senza fortificazioni, suggerisce un influenza molto marginale della casta guerriera.
Viceversa, le popolazioni che invasero l'europa (secondo l'antropolinguista Marija Gimbutas fu la civiltà dei Kurgan, provenienti dal sud della russia) si caratterizzavano per l'essere delle società tribali dedite alla pastorizia e alle razzie, nomadi, patriarcali. In pratica l'esatto opposto delle civiltà della Vecchia Europa... Il pantheon degli dei era fondato sulle figure maschili, con il Grande Padre (il Giove/Zeus presente in tutti i culti indeuropei, dalla britannia all'india) a capo di tutto. Dopo le loro invasioni le città e i villaggi si spostarono bruscamente dai pianeggianti e favorevoli al commercio insediamenti precedenti alle zone più elevate e facilmente difendibili, con lo svilupparsi di strutture difensive. La società da matriarcale diventò patriarcale con una sensibile regressione del ruolo della donna a favore del maschio, strutturalmente più adatto alla guerra. Le lingue precedenti vennero quasi completamente sradicate, con l'unica eccezione del Basco.
Vi chiederete come fece un gruppo di pastori ad invadere un territorio sterminato che va dall'europa all'india... bhè, avevano tre grandi vantaggi: la conoscenza dei metalli, l'addomesticamento del cavallo e l'abitudine alla guerra. Pochi se comparati al livello di sviluppo nettamente superiore delle altre civiltà, ma sufficienti a soggiogarli...
Vi e' evidenza di questi conflitti (per chi sa "leggerla") negli antichi miti. Per esempio norreni, dove la guerra tra i Vanir (bassi, scuri e dai capelli neri) e gli AEsir (alti, chiari di pelle e dai capelli biondi) venne poi conclusa da una fusione delle due razze sigillata da matrimoni. Wotan, Thor, Baldr e gli altri nomi degli "dei" nordici non sarebbero sostanzialmente altro che i nomi di capi tribu' notevoli dell'epoca, poi miticizzati e tramandati.
V'e' evidenza inequivocabile delle invasioni dei popoli indoeuropei nel Calderone di Gundestrup.
Comunque, la cosa e' appunto la dimostrazione che una societa' intrinsecamente pacifica e collaborativa soccombe a una aggressiva e competitiva.