<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La crisi dell'auto tedesca Mercedes, Volkswagen. | Page 31 | Il Forum di Quattroruote

La crisi dell'auto tedesca Mercedes, Volkswagen.

Sta diventando un' ossessione.

Tipo elettrico vs termico.

P.s.
Se dopo aver fatto fusione,
FCA & PSA in STLA

-------con l' intento di produrre 8,5 milioni di auto--------

il nostro colosso
MADE IN EUROPE e dependance in USA

-------------------sta OGGI, nel 2025 a 5,5 mln------------------

E ancora parla di investimenti miliardari
Appunto fa quello che sa fare meglio…. Parlare
 
Il loro più grande limite, zero flessibilità e pensiero di essere sempre i migliori, più ambiti e venduti... invece, solo ingiustificatamente costosi... ed il mercato prima o poi presenta il conto...
Adesso e cosi…. Ma non è sempre stato così…. Al tempo della Polo tdi 1,4 iniettore pompa c era anche un perché…. Vedi Golg 1,9 tdi
 
Al tempo della Polo tdi 1,4 iniettore pompa
Bah, il pde è stato ampiamente superato dal common rail, ma VW ci ha messo lunghi anni a rendersene conto. Anche il VANOS, per dine una, era una punta di diamante tecnologicamente, però ingiustificatamente troppo costoso rispetto a sistemi simili. A me è capitato di fare una visita (tramite un'amica che gestisce una grande concessionaria BMW, Mini) con un capoofficina tra le novità di allora, pre covid... ah, noi siamo i migliori in questo, in quello... in tutto... sì, vabbè...
 
Bah, il pde è stato ampiamente superato dal common rail, ma VW ci ha messo lunghi anni a rendersene conto. Anche il VANOS, per dine una, era una punta di diamante tecnologicamente, però ingiustificatamente troppo costoso rispetto a sistemi simili. A me è capitato di fare una visita (tramite un'amica che gestisce una grande concessionaria BMW, Mini) con un capoofficina tra le novità di allora, pre covid... ah, noi siamo i migliori in questo, in quello... in tutto... sì, vabbè...
Questo è stato un po il loro mantra e negli anni novanta ci stava visto che da un certo punto di vista avevano saturato lo spazio lasciato vuoto dalle case europee che avevano prodotti un pochino…. Meh

Quando ero giovane io sulle strade vedevi Thema 164 Croma e in secondo ordine E CX e 21 coi peugiottoni 504 se non erro bmw serie 5 e Audi 100 erano mosche bianche anche Passat erano poche.

Poi nei novanta cambia la musica
 
L'industria dell'auto cinese è sempre più forte. A giugno, l'export è cresciuto del 75%, superando per la prima volta la soglia del milione di veicoli (1,037 milioni). Il consuntivo semestrale (5,01 milioni) rafforza l'ipotesi di un 2026 con 10 milioni di veicoli esportati, un livello senza pari nella storia dell'auto. Al contrario, le Case estere sono sempre più deboli in Cina. Lo dimostrano i dati sulle vendite semestrali di BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen, in calo di una percentuale tra il 20 e il 30%.

(Fonte QR)
 
Chi cerca l'origine della crisi VW forse potrà confrontare la mia tesi con le sue.

In quella mirabolante corsa al primato si volle sfruttare anche il primato tecnologico e quel capolavoro di ingegneria a nome DQ200 avrebbe dovuto sbaragliare la concorrenza tutta che ammirata con il naso all'insù sarebbe rimasta impassibile a guardare.....

E invece putacaso......putacaso qualcosina di perfettibile c'era, ottimo cambio sì ma talvolta le frizioni strappano, sono poco confortevoli, è rumoroso.....si rompe....

E in Cina il DQ200 divenne un problema allo stupore estasiato dell'inizio seguono i triboli tribolati su cui interviene anche il governo stesso....siamo nel 2012....

E per correre ai ripari dalla terra di Albione si trasferisce lì la produzione.....per "sanare" un malcontento ma.....ma era meno peggio Albione e dopo un annetto e mezzo il cambio se ne trona addirittura in patria.....

Così VW non è più Das Auto per molti cinesi, almeno per quelli dqduecento ma auto magari fatta col Das, si migliorano di riflesso le produzioni dei vari cloni e.....e nel 2015 apriti cielo pure il dieselgate....

Si analizzando bene tutto la cuspide ossia il momento del passaggio per i cinesi di VW da oggetto del desiderio a auto laqualunque è presumibilmente tra il 2011 e il 2012.

Ma sono passati 13 anni, tempo per ridimensionarsi ve ne era....tempo per ricalibrare a livello mondiale produzioni ed obiettivi pure......evidentemente si spera che sia sempre sereno e non piova mai.....ma se piove un ombrelluccio......
due cose , la terra d'Albione e' la Gran Bretagna
la seconda e' che molti riparatori dicono che
i famosi DSG a secco a parte la primissima produzione sono stati fabbricati in Cina anche quelli che dovevano essere montati su auto europee. Lo dice pure il famoso canale Youtube del tizio che ripara questi cambi.
Tradotto hanno spostato li la produzione per fare contenti gli azionisti e la finanza.
I risultati pero' sono stati altalenanti.
Quelli sono stati gli anni in cui hanno bruciato la loro credibilita' come auto affidabili che era maturata negli anni 80 90.
Adesso pagano.
 
Molto giusto.

Il gas russo ha avuto parte preponderante
nello sviluppo automotive del paese
e soprattuttto in generale, vantaggi rispetto gli altri paesi Europei.
NEL CONTEMPO
La Cina, e' cresciuta in qualita' e verso l' alto di gamma:
naturale che la Triade perda quote di mercato.
Prima, a certi livelli, c' era solo lei.
Leggendo un po' in giro, nel complesso,
le Triadesche, al 2025, hanno perso il 28% dei 5 milioni di auto, cola' vendute, nell' anno del loro massimo storico,
Era il 2019.
Eh sì, con la Cina ci si è probabilmente illusi che il trasferimento di tecnologie e la delocalizzazione di una parte della produzione nell'Impero di Mezzo non presentassero rischi particolari per il "Made in Germany". Si pensava che tutto potesse procedere come era avvenuto con altri Paesi emergenti o in via di sviluppo – Brasile, Messico, Turchia, Europa orientale – dove gli investimenti occidentali avevano sì favorito la crescita locale, ma senza mettere realmente in discussione la leadership industriale europea.


Con la Cina è andata diversamente.


Non si è tenuto sufficientemente conto della forza del progetto economico avviato da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta e sviluppato nei decenni successivi. La Cina ha progressivamente affiancato alla guida politica del Partito Comunista un'economia sempre più orientata al mercato, con l'obiettivo dichiarato di competere ai massimi livelli nei settori industriali strategici.


L'automobile, come accadde in Occidente a partire da Ford, è diventata uno dei motori principali dello sviluppo economico del Paese. Oggi quindi la Cina non produce più soltanto copie economiche di modelli europei o giapponesi: propone vetture sempre più competitive, soprattutto nell'elettrico e nell'ibrido, con contenuti tecnologici di alto livello e prezzi molto competitivi.


Emblematico è il caso del BYD Yangwang U8, capace, in situazioni di emergenza, di galleggiare e muoversi in acqua per alcuni minuti. Non è una funzione pensata per sostituire una barca, ma allo scopo trarre in salvo gli occupanti in situazioni di emergenza , come le grandi alluvioni che interessano anche quel continente e dimostra il livello di ricerca e di innovazione raggiunto da alcuni costruttori cinesi. Fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare che fossero proprio loro a proporre soluzioni di questo tipo.
 
Ultima modifica:
Eh sì, con la Cina ci si è probabilmente illusi che il trasferimento di tecnologie e la delocalizzazione di una parte della produzione nell'Impero di Mezzo non presentassero rischi particolari per il "Made in Germany". Si pensava che tutto potesse procedere come era avvenuto con altri Paesi emergenti o in via di sviluppo – Brasile, Messico, Turchia, Europa orientale – dove gli investimenti occidentali avevano sì favorito la crescita locale, ma senza mettere realmente in discussione la leadership industriale europea.


Con la Cina è andata diversamente.
scusa, tu quante lauree hai?
a master invece come sei messo?

a me hanno detto che faccio ridere per avere affermato la stessa cosa sopra, ma sono solo diplomato quindi non posso parlare...:emoji_head_bandage:

:emoji_smirk:
 
Eh sì, con la Cina ci si è probabilmente illusi che il trasferimento di tecnologie e la delocalizzazione di una parte della produzione nell'Impero di Mezzo non presentassero rischi particolari per il "Made in Germany". Si pensava che tutto potesse procedere come era avvenuto con altri Paesi emergenti o in via di sviluppo – Brasile, Messico, Turchia, Europa orientale – dove gli investimenti occidentali avevano sì favorito la crescita locale, ma senza mettere realmente in discussione la leadership industriale europea.


Con la Cina è andata diversamente.


Non si è tenuto sufficientemente conto della forza del progetto economico avviato da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta e sviluppato nei decenni successivi. La Cina ha progressivamente affiancato alla guida politica del Partito Comunista un'economia sempre più orientata al mercato, con l'obiettivo dichiarato di competere ai massimi livelli nei settori industriali strategici.


L'automobile, come accadde in Occidente a partire da Ford, è diventata uno dei motori principali dello sviluppo economico del Paese. Oggi quindi la Cina non produce più soltanto copie economiche di modelli europei o giapponesi: propone vetture sempre più competitive, soprattutto nell'elettrico e nell'ibrido, con contenuti tecnologici di alto livello e prezzi molto competitivi.


Emblematico è il caso del BYD Yangwang U8, capace, in situazioni di emergenza, di galleggiare e muoversi in acqua per alcuni minuti. Non è una funzione pensata per sostituire una barca, ma allo scopo trarre in salvo gli occupanti in situazioni di emergenza , come le grandi alluvioni che interessano anche quel continente e dimostra il livello di ricerca e di innovazione raggiunto da alcuni costruttori cinesi. Fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare che fossero proprio loro a proporre soluzioni di questo tipo.
In Europa riduciamo tutto ad una faccenda economica, e il tuo pensiero ne è un esempio. D'altronde siamo la provincia di un impero, addestrata a pensare così per diventare innocua.
Dietro l'ascesa delle aziende cinesi non ci sono piani quinquennali economici; o meglio questi ci sono ma sono il frutto di una visione imperiale che mira al dominio geopolitico.
Non importa se i ricavi non arrivano subito, non importa se i margini sono negativi per anni: conta l'obiettivo finale che è la potenza economica non fine a se stessa ma asservita all'impero. I soldi che i cinesi fanno non vengono usati, come da noi, per pensioni e benessere collettivo ma per armi, infrastrutture e sviluppo tecnologico che, a loro volta, servono a rafforzare la potenza imperiale. Stesso discorso in America, con variazioni che non cambiano i fini.
Noi invece vogliamo fare soldi per migliorare la qualità della vita. E no, così non vinceremo mai
 
vabbè, ma che la cina voglia diventare la "padrona" del mondo, anche se qualcuno sembra non essersene accorto, cosa cambia relativamente a quello di cui all'oggetto del 3ad?
si stava discutendo del modo in cui probabilmente noi li abbiamo aiutati in molti settori, tra cui l'automotive appunto, insegnandogli letteralmente sul campo come fare e permettendogli così di arrivare dove sono in brevissimo tempo, mentre qualcuno la vede diversamente e dice che questo è dovuto ad un rapporto numerico di ingegneri.

Comunque keyone parlava giustamente di progetto partito negli anni 70, non piani quinquennali
 
Ultima modifica:
vabbè, ma che la cina voglia diventare la "padrona" del mondo, anche se qualcuno sembra non essersene accorto, cosa cambia relativamente a quello di cui all'oggetto del 3ad?
si stava discutendo del modo in cui probabilmente noi li abbiamo aiutati in molti settori, tra cui l'automotive appunto, insegnandogli letteralmente sul campo come fare e permettendogli così di arrivare dove sono in brevissimo tempo, mentre qualcuno la vede diversamente e dice che questo è dovuto ad un rapporto numerico di ingegneri
Cambia tutto. Noi e i tedeschi siamo guidati dai bilanci, I cinesi mangiano pure l'erba pur di arrivare ai loro obiettivi e non ci saranno dazi o altro che li fermeranno
 
Cambia tutto. Noi e i tedeschi siamo guidati dai bilanci, I cinesi mangiano pure l'erba pur di arrivare ai loro obiettivi e non ci saranno dazi o altro che li fermeranno
Non mi sono spiegato, intendevo cosa cambia per il fatto che siamo andati a casa loro ad insegnarli per filo e per segno come costruire le auto, regalandogli anche tutto il knowhow che sta dietro ad una linea o alla progettazione
 
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Se posso, anche se stiamo andando leggermente OT, suggerire di non vedere la Cina come orientata sopratutto al dominio geopolitico esterno, ma tener conto che quello a cui punta è la massimizzazione della produzione interna e il raggiungimento e mantenimento dell'apice tecnologico in modo da non subire agende esterne. Solo dopo viene il quadro politico ed economico esterno, tant'è che per quanto sostenga in maniera continua stati e regioni in conflitto perenne con noi, non sia loro alleata e non lo fa mai comunque esplicitamente.
Semplicemente perchè non fa parte degli obiettivi del governo.
E' questo orientamento alla produttività estrema ed all'avanzamento a tutti i costi in alcuni campi tecnologici che li sta portando da lustri a drogare non tanto il proprio mercato, ma la produzione aziendale.
Da questo deriva l'impatto che hanno avuto prima sul proprio mercato interno (marginalizzando i produttori tedeschi, giapponesi e americani) e poi su quello esterno (perchè il surplus di produzione sottocosto da qualche parte devi smaltirlo).
Tornando IT, le case tedesche hanno visto arrivare questo cataclisma? A mio avviso, per la maggior parte si, ma c'era troppo da ottenere e capitalizzare nel breve periodo e nessuno ha avuto il coraggio di tentare scappatoie: hanno fatto finta di fidarsi, ma sapevano che non era vero, dell'arrivo di nuovo tecnologie e della storicità dei propri brand.
My2c
P.S. e comunque ricordiamoci che in Europa siamo sempre uno di primi mercati mondiali globali (a volte il secondo, a volte il terzo), con 500 milioni di consumatori medio-alto spendenti ed un coordinamento unico di strategie commerciali e (a volte) industriali) e non è il caso di sottovalutarci e piangerci addosso.
Se non ci temessero non continuerebbero a darci sempre contro, sia direttamente sia tramite social.
Ci pensate che ci sono team e team di persone pagate solo per diffondere malcontento verso la UE?
A me questa cosa inorgoglisce, ma io sono un vecchio sciovinista... lo devo ammettere.
 
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