<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Islam: parassita socio culturale dell'Occidente. | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Islam: parassita socio culturale dell'Occidente.

Un Arabo fra i tanti.:XD:

http://it.wikipedia.org/wiki/Averro%C3%A8

http://it.wikipedia.org/wiki/Ibn_Bajjah

http://it.wikipedia.org/wiki/Avicenna

http://it.wikipedia.org/wiki/Rhazes

http://it.wikipedia.org/wiki/Jabir_ibn_Hayyan
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Arabi

L'elemento arabo-berbero (ma non dimentichiamo anche la presenza persiana) portò all'Occidente cristiano nuove conoscenze tecnologico-scientifiche, specie nell'agricoltura, con l'introduzione di non poche piante del tutto sconosciute (canna da zucchero, carciofo, riso, spinaci, banane, zibibbo, cedri, limone, arancia dolce e cotone, come pure spezie di vario tipo, quali la cannella, i chiodi di garofano, la noce moscata - ossia di Masqat - il cardamomo, lo zenzero o lo zafferano) ovvero reintroducendo colture abbandonate dalla fine del cosiddetto periodo classico "antico" (innanzi tutto l'ulivo e l'albicocco). Furono introdotte le tecniche costruttive dei mulini ad acqua e a vento, la carta (di provenienza cinese), e tecniche bancarie quali l'assegno e la lettera di cambio, senza dimenticare il formidabile apporto nella scienza della matematica, quali l'algebra e la trigonometria, il sistema decimale (elaborato in ambito indiano) e il concetto di zero. Un'altra innovazione tecnologica attribuita agli Arabi è l'introduzione in Occidente della bussola, già in uso in Cina.

I musulmani svilupparono grandemente la medicina, l'alchimia (genitrice della moderna chimica) e l'astrologia, con gli annessi studi astronomici (da ricordare l'introduzione dell'astrolabio). Anche nella filosofia il loro apporto contributivo per l'Europa continentale fu formidabile e, grazie alle traduzioni da essi approntate o da essi commissionate, si tornò a conoscere non pochi testi di filosofia e di pensiero scientifico prodotto in età ellenistica. Grazie a tali traduzioni l'Europa occidentale e centrale (che aveva quasi del tutto cancellato il ricordo del retaggio culturale espresso nell'antichità classica in lingua greca) tornò in possesso di opere da tempo trascurate e a rischio di totale oblio.

I musulmani sotto dominazione abbaside, fatimide e andalusi crearono biblioteche e strutture d'insegnamento pubbliche che - come nel caso di Cordova - costituirono di fatto le prime università del Vecchio Continente, alimentate dal sapere della cultura persiana antica, da quella indiana e da quella greca ed ebraica. In Occidente la fama di medici quali Avicenna e Raz&#299; divenne duratura, tanto che i loro lavori divennero libri di testo fino al XVIII secolo, mentre di notorietà non minore fruirono gli studi di filosofi quali Averroè (che di Aristotele "il gran Comento feo", diceva Dante Alighieri 1 4 144) e Geber, considerato per secoli anche in ambito cristiano il più grande alchimista.

Istituzioni politiche e sociali arabe
Classi sociali nelle zone conquistate dagli Arabi:

1. Il potere politico era in toto riservato all'elemento islamico conquistatore.

2. I convertiti all'Islam (mawali) avevano teoricamente gli stessi diritti dei musulmani di prima generazione ma per tutto il I secolo islamico (VII-VIII d.C.), sia in Asia e in Africa, sia in al-Andalus, i diritti politici pieni furono loro speciosamente negati dai conquistatori che li forzarono talora a pagare tributi cui i convertiti dovevano in teoria essere del tutto esentati, assoggettati come sarebbero dovuti essere alla sola zakat.

3. I non-musulmani godevano di diritti civili alquanto ridotti e pagavano tributi non eccessivi (jizya e kharaj) ma in ogni caso più gravosi di quelli dovuti dai musulmani. 4. Gli schiavi - pur trattati con relativa umanità - non avevano diritti politici ed economici, anche se, a partire dal IX secolo d.C., fu loro aperta la carriera militare. Massimamente preferiti erano per il "mestiere delle armi" i Saqaliba (all'incirca traducibile con ?Schiavoni?), provenienti dalle aree balcaniche ma anche dalle regioni franco-germaniche e dalla stessa Italia.
 
Voglio fare anche un'altra considerazione estendendo un po' la questione: gli arabi e i musulamani in generale, tra tutti i vari asiatici e africani, come modo di pensare, sono quelli che ci assomigliano di più.

Ad esempio, non ho potuto fare a meno di notarlo facendo un viaggio, sia pure da turista, nel nord ovest dell'India.
In questa zona c'era e c'è tuttora, anche se molti sono stati costretti ad andare in Pakistan quando se ne sono andati gli inglesi, un forte presenza musulmana.

Parlando con le persone e osservandone il comportamento, non ho potuto fare a meno di notare quanto i musulmani siano più simili a noi rispetto ai vari induisti, sikh etc.

Anche a livello di favorire il progresso sociale l'islam mi è sembrato avere un impatto migliore rispetto alle altre religioni, in particolare l'induismo con tutte 'ste storie delle caste e della reincarnazione mi è sembrato molto orientato a favorire una accettazione passiva della situazione senza impegnarsi più di tanto per migliorarlra; i musulmani mi sono sembrati, mediamente più volitivi ed impegnati.
 
Octane aveva parlatodegli ultimi 500 anni; andando in quella zona lì, penso che non ci sono dubbi che la Spagna, con la "reconquista" dei re cattolici, abbia fatto un salto indietro di qualche secolo, ripiombando nel medioevo da cui era uscita.

La spagna araba era un posto abbastanza tollerante rispetto alle religioni, con un agricoltura fondata sulla piccola proprietà.
La reconquista ha provocato l'uccisione o la cacciata di tutti quelli che avevano religione diversa (musulmani o ebrei che fosssero), la distruzione di tutti i luoghi di culto e, dal punto di vista politico ed ecnomico l'introduzione di un sistema simil feudale latifondista che in alcune zone del paese sopravvive ancora.
 
Non si può estrapolare dalla storia solo ciò che fa comodo alle proprie tesi.
La storia è una serie di va e vieni continuo che non si esaurisce mai.
E' un continuo
 
Io più che come parassitismo lo vedo come un normalissimo scambio di mercato. E' vero che loro dal punto di vista scientifico o tecnologico hanno fatto poco o niente, però, mettendoci dall'altra parte della barricata, possiamo anche dire che noi dal punto di vista energetico abbiamo fatto altrettanto, o meglio, non siamo ancora riusciti a slegarci dal petrolio. Per ua semplice questione di rapporto economia/sforzi: loro possono vendere il loro prodotto naturale a caro prezzo e, col ricavato, comprare i nostri prodotti tecnologici. Noi, di contro, riteniamo più conveniente sviluppare prodotti scientifici e tecnologici e continuare a comprare la loro energia. E', banalizzando, come Amadori che comprerà i trattori New Holland da Marchionne, perchè riterrà poco vantaggioso svilupparseli e costruirseli in casa, e Marchionne che comprerà le cotolette da Amadori perchè non ha tempo voglia o competenze per allevarsi i polli in casa. Quanto al denigrare gli usi e i costumi dell'Occidete, si sa che se si parla agli ignoranti del babau, questi ci credono: in stati non estremisti (io ho l'esperienza della Mauritania di qualche anno fa), il rapporto tra occidente e oriente si limita alla differenza di religione, usi e costumi, tutto qui. Ho anche diversi amici musulmani, che vengono da famigie aperte culturalmente, che si comportano, vestono, mangiano e bevono come perfetti occidentali. E lo sfruttamento dell'ignoranza non è solo nell'Islam: quante volte i nostri politici fanno le crociate, ad esempio, contro le automobili, e la gente corre a comprarsi la nuova euro 5 quando l'euro 3 che ha in casa funziona ancora egregiamente?
 
A proposito di sfruttamento dell'ignoranza e apertura dei paesi musulmani, vorrei anche dire che solo pochi decenni fa i paesi musulmani del Nord Africa e del medio oriente, dal punto di vista culturale, erano molto più laici, aperti ed evoluti di quanto lo sono adesso.
Basti pensare a quello che erano l'Egitto o il Libano o l'Afghanistan o anche altri paesi negli anni '60 e quello che invece sono adesso.

Nel frattempo, molti hanno avuto interesse a sfruttare l'ignoranza delle classi sociali più basse nel cercare di radicalizzare il conflitto con l'occidente.
 
Ringrazio chi mi sta dando 5 stelle su tutti gli interventi, probabilmente non merito tanto, non vorrei che qualcuno pensaasse che me le do da solo con un altro account.
 
renatom ha scritto:
A proposito di sfruttamento dell'ignoranza e apertura dei paesi musulmani, vorrei anche dire che solo pochi decenni fa i paesi musulmani del Nord Africa e del medio oriente, dal punto di vista culturale, erano molto più laici, aperti ed evoluti di quanto lo sono adesso.
Basti pensare a quello che erano l'Egitto o il Libano o l'Afghanistan o anche altri paesi negli anni '60 e quello che invece sono adesso.

Nel frattempo, molti hanno avuto interesse a sfruttare l'ignoranza delle classi sociali più basse nel cercare di radicalizzare il conflitto con l'occidente.

appunto...
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-30/onda-islam-085434.shtml?uuid=AYPWAhvC
 
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