Veramente la Costituzione, giusta o sbagliata che sia, dice all'art. 53:
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Capacità contributiva significa tutto e nulla (ovviamente, siamo nel Belpaese)
E' capacità contributiva possedere un immobile (acquistato con denari che erano già stati tassati, ovvero al netto della contribuzione progressiva)?
Ed agli amanti della Carta, quando il prelievo Imu raggiunge aliquote pari all'1% del valoire reale dell'immobile, non sovviene anche l'art. 42?
Art. 42.
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.
Quale accento dobbiamo dare a questo malefico articolo 42, la tutela dei beni propri legittimamente acquistati o l'espropriazione dissimulata degli stessi a beneficio del moloch pubblico? E si si punta sulla lenta e costante espropriazine, quale indennizzo ci viene versato?
E non fatemi i paragoni con la tassa di possesso dell'auto (altrettanto odiosa) perché, almeno in teoria, vi è un corrispettivo in termin di servizi alla mobilità (lasciamo stare poi come ... ). L'Imu non trova alcun corrispettivo, perché i servizi generali di cui "beneficia" un immobile erano già in buona parte coperti dalla Tarsu ed ora lo saranno anche più dalla Tares ...