<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Influenza + omeopatia | Page 11 | Il Forum di Quattroruote

Influenza + omeopatia

maddeché ha scritto:
Non ho un bimbo sotto mano, purtroppo. :rolleyes:
Mi contenterò di baciare una bimba (naturalmente che sia abbondantemente e incontrovertibilmente maggiorenne) :lol:

...mal che vada fai un salto all'anagrafe con un rotolo di banconote in tasca....
 
stone1958 ha scritto:
Suggerisco inoltre di leggere questo:

http://www.informasalus.it/it/articoli/farmacologo_omeopatia.php

Opinioni ed interpretazioni se ne trovano a migliaia , anche di persone serie e competenti che in perfetta buona fede sono convinti della loro idea, per cui ti ribadisco amichevolmente il parere che ognuno è giusto si scelga il cerusico che meglio preferisce, se la terapia funziona praticala. Personalmente ,provata sulla mia pelle, non ha funzionato, e ripeto il mio consiglio se sei malato con la M maiuscola lascia perdere l'omeopatia, peccato perchè personalmente l'idea della medicina con il nome da pozione magica latin-gaelico la trovo molto divertente, così come la prescrizione meticolosa con tanto di rituale esecutivo folkloristica. Come dice un mio caro amico medico se non hai un cxxx và tutto bene , dalla camomilla all'omeopatia, se sei davvero malato le cose cambiano. :lol:
 
stone1958 ha scritto:
Suggerisco inoltre di leggere questo:
http://www.informasalus.it/it/articoli/farmacologo_omeopatia.php
cito testualmente (dal tuo link):
"È palese che il problema viene ulteriormente complicato dal fatto che si dice che l?uomo è anche spirito ? ?fatto ad immagine e somiglianza di Dio? (Gen 1,26)" .

ecco, per me questa è la pietra tombale su tutto l'argomento: uno che per spiegare il funzionamento di un (presunto) farmaco mi tira in ballo un cosidetto testo sacro scritto qualche migliaio di anni fa non è certo il luminare a cui mi rivolgerei per una consultazione scientifica. io vivo nel XXI secolo e le faccende di spirito le lascio ai preti: da medici e scienziati mi aspetto argomenti un po' più solidi.
 
chepallerossi ha scritto:
stone1958 ha scritto:
Suggerisco inoltre di leggere questo:
http://www.informasalus.it/it/articoli/farmacologo_omeopatia.php
cito testualmente (dal tuo link):
"È palese che il problema viene ulteriormente complicato dal fatto che si dice che l?uomo è anche spirito ? ?fatto ad immagine e somiglianza di Dio? (Gen 1,26)" .

ecco, per me questa è la pietra tombale su tutto l'argomento: uno che per spiegare il funzionamento di un (presunto) farmaco mi tira in ballo un cosidetto testo sacro scritto qualche migliaio di anni fa non è certo il luminare a cui mi rivolgerei per una consultazione scientifica. io vivo nel XXI secolo e le faccende di spirito le lascio ai preti: da medici e scienziati mi aspetto argomenti un po' più solidi.

Pero' non mi dici niente dei link precedenti
 
stone1958 ha scritto:
Pero' non mi dici niente dei link precedenti
già, scusami, ma c'è poco da dire. mi hai citato:
- una ricerca svolta su 17 pazienti (significatività pressoché nulla) che ha dato come risultato una non meglio precisata "impressione di miglioramento";
- una che si conclude con l'invito ad investigare l'effettiva efficacia del rimedio;
- una in cui era permessa l'assunzione contemporanea al prodotto omeopatico di farmaci e paracetamolo e che - in conclusione - "sembra" essere efficace.

il fatto poi che queste robe siano pubblicate non significa che siano probanti: le pubblicazioni servono proprio per sottoporre i risultati alla critica della comunità scientifica, e dubito che robe come questa possano dimostrare alcunché. ci vuole ben altro per convincere un medico - serio - dell'efficacia di un rimedio.
 
stone1958 ha scritto:
Penso che tu conosca la fonte. E' abbastanza autorevole?

Mah....

EXPLORE: The Journal of Science & Healing addresses the scientific principles behind, and applications of, evidence-based healing practices from a wide variety of sources, including conventional, alternative, and cross-cultural medicine. It is an interdisciplinary journal that explores the healing arts, consciousness, spirituality, eco-environmental issues, and basic science as all these fields relate to health.

... dubito che abbia l'impact factor....
 
chepallerossi ha scritto:
key-one ha scritto:
Il caso specifico e scientificamente documentato occorre chiederlo ad un medico omeopata che possa descriverlo come la letteratura medica rchiede.
allora mi metto comodo, perché mi sa che aspetteremo ancora un bel po'.
key-one ha scritto:
Personalmente so di molte malattie della pelle e allergie guarite o perlomeno molto migliorate con tecniche omeopatiche
siamo alle solite: guarigioni e miglioramenti certificati dal "sentito dire"... queste sì che sono argomentaaioni pesanti.
key-one ha scritto:
Oltre al già citato e riconosciuto dalla scienza ufficiale , trattamento dell'acido urico /gotta con colchicina in dosi omeopatiche
potresti citare la fonte? mi pare improbabile che la "scienza ufficiale" riconosca l'efficacia di trattamenti effettuati con principi attivi a dosi omeopatiche, dato che le diluizioni omeopatiche euqivalgono all'assenza total del principio attivo, negando quindi ogni possibilità di efficacia.
(ps. mi risulta che le dosi consigliate di colchicina per la cura della gotta siano di alcuni mg/giorno. un po' tanto per l'omeopatia, non trovi?)

Mettiamoci pure comodi in due , ad aspettare che allergie e malattie della pelle guariscano o migliorino sensibilmente - non in tempi biblici e quindi non per guarigione spontanea- con la medicina ufficiale.
Perchè con la maggior parte di tale malattie e non solo di quelle , questa medicina - non chiamiamola allopatica per carità - gioca a ping-pong , ricaccia indietro i sintomi che poi si ripresentano alla prossima occasione e al prossimo acquisto dei farmaci. Siamo alle solite ! Guarigioni e miglioramenti sbandierati sui bugiardini delle medicine chimiche o dal sentito dire dei pazienti tuttora affetti dal morbo , ma affezionati al farmaco che combatte e soffoca i sintomi senza andare alle cause prime.
La fonte del caso colchicina accettata anche dai non omeopati mi è stata riferita da un medico cardiologo tradizionale di cui mi fido , se tu sei medico puoi cercartela anche da te o su internet. E' vero che anche la medicina tradizionale occidentale usa la colchicina con alcuni mg/giorno , ma per l'appunto "sopportandone" , o meglio girando sul paziente, i pesanti effetti collaterali che rischiano , nel caso della gotta e alta uricemia di inficiarne i risultati. Solo in dosi omeopatiche - non so a che percentuale di diluizione , credo non le massime- funziona senza effetti collaterali.
Inoltre l'arnica 1000 viene prescritta da molti odontostomatologi - e quindi non omeopati per ruolo- per lenire e ridurre gli ematomi delle gengive , dopo gli interventi chirurgici su denti e gengive. Se non fosse abusato direi , provare per credere :D :lol:
 
key-one ha scritto:
La fonte del caso colchicina accettata anche dai non omeopati mi è stata riferita da un medico cardiologo tradizionale di cui mi fido , se tu sei medico puoi cercartela anche da te o su internet (...)
Inoltre l'arnica 1000 viene prescritta da molti odontostomatologi - e quindi non omeopati per ruolo- per lenire e ridurre gli ematomi delle gengive
colchinina e arnica sono principi attivi a tutti gli effetti, non vedo cosa ci sia di strano nel fatto che vengano usati in medicina. sul fatto invece che vengano usati efficacemente a diluizioni omeopatiche, scusami ma rimango della mia idea: diluizioni superiori a 12C o 24D (1 parte su 100 alla potenza di 12, piuttosto che 1 su 10 alla 24... fatti tu i conti di cosa vuol dire) sono soluzioni in cui di soluto non rimane nemmeno una molecola, e anche le diluizioni a potenze minori ampiamente usate dall'omeopatia presentano una quantità di soluto talmente basse da non essere nemmeno rilevabili (d'altronde se i principi attivi fossero davvero presenti nei prodotti omeopatici, questi diverrebbero a tutti gli effetti dei farmaci, ma così non è).

ps. non sono un medico.
 
Proprio sull'arnica mi è venuto il dubbio più grande, tanto da mettere in seria difficoltà anche le convinzioni della suocera.

Dunque, l'arnica è usata a dosi allopatiche per traumi e dolori articolari, con ottimi risultati, talvolta anche migliori delle pomate antinfiamatorie da banco. Ergo, in dosi omeopatiche dovrebbe provocare dolore o quanto meno di certo non dovrebbe farlo passare, proprio secondo il concetto che sta alla base dell'omeopatia stessa. Invece no, viene usata con lo stesso identico scopo.

Se qualche sostenitore dell'omeopatia mi può spiegare questa eccezione gliene sarei grato...
 
jaccos ha scritto:
l'arnica è usata a dosi allopatiche per traumi e dolori articolari, con ottimi risultati, talvolta anche migliori delle pomate antinfiamatorie da banco. Ergo, in dosi omeopatiche dovrebbe provocare dolore o quanto meno di certo non dovrebbe farlo passare, proprio secondo il concetto che sta alla base dell'omeopatia stessa. Invece no, viene usata con lo stesso identico scopo

touché. ;)
 
chepallerossi ha scritto:
key-one ha scritto:
La fonte del caso colchicina accettata anche dai non omeopati mi è stata riferita da un medico cardiologo tradizionale di cui mi fido , se tu sei medico puoi cercartela anche da te o su internet (...)
Inoltre l'arnica 1000 viene prescritta da molti odontostomatologi - e quindi non omeopati per ruolo- per lenire e ridurre gli ematomi delle gengive
colchinina e arnica sono principi attivi a tutti gli effetti, non vedo cosa ci sia di strano nel fatto che vengano usati in medicina. sul fatto invece che vengano usati efficacemente a diluizioni omeopatiche, scusami ma rimango della mia idea: diluizioni superiori a 12C o 24D (1 parte su 100 alla potenza di 12, piuttosto che 1 su 10 alla 24... fatti tu i conti di cosa vuol dire) sono soluzioni in cui di soluto non rimane nemmeno una molecola, e anche le diluizioni a potenze minori ampiamente usate dall'omeopatia presentano una quantità di soluto talmente basse da non essere nemmeno rilevabili (d'altronde se i principi attivi fossero davvero presenti nei prodotti omeopatici, questi diverrebbero a tutti gli effetti dei farmaci, ma così non è).

ps. non sono un medico.

Scusami , ma dove sta scritto che l'omeopatia non deve usare principi attivi ?
Una delle regole di questa medicina è proprio quella di usare principi attivi , anzi attivissimi , a volte addirittura venefici a dosi talmente basse da annullare gli effetti tossici e ottimizzarne i risultati terapeutici. Il secondo principio è quello del simile che cura il simile , vale a dire che la colchicina provocherebbe grosse intolleranze e gonfiori e l'arnica dolore e infatti essendo altamente tossiche ,così è. Riguardo alle diluizioni, non essendo un omeopata non mi sbilancio. Ma il criterio dell'omeopatia - se funziona e ammesso che si possa provare prima o poi - non è quello della quantità sufficiente , che vale invece per la medicina tradizionale o quella erboristica . Ma è altro , dato -dicono i medici omeopati- più dalla dinamizzazione e quindi dalla fisica che dalla chimica. Però alle diluizioni meno estreme, la sostanza attiva c'è e funziona proprio per la basissima dose di principio attivo , dose omeopatica. Credo che questo sia il caso dell'arnica 1000 e della colchicina che sempre a dosi omeopatiche - e quindi compatibili con i principi di diluizione e dinamizzazione- vengono somministrate.
PS neanch'io sono un medico
 
Ho seguito la discussione sull'omeopatia e ricordo che qualcuno ha detto che avrebbe desiderato conoscere almeno un caso clinico guarito con l'omeopatia. Ebbene, giusto in questi giorni ho letto in un sito di una agenzia di informazione sanitaria (www.informasalus.it) di un caso di broncopolmonite acuta guarita in 4-5 giorni con pochi granuli di un prodotto omeopatico: /www.informasalus.it/it/articoli/broncopolmonite-guarita-omeopatia.php.
Inoltre, ho visto che ci sono innumerevoli esperimenti fatti su persone, animali, piante e tessuti isolati che dimostrano l'efficacia delle alte diluizioni omeopatiche: ho trovato tutto questo nel libro che ho acquistato di Sukul: Farmacologia delle alte diluizioni (Ed. Salus Infirmorum).
Nella mia biblioteca ho anche un libro della stessa editrice intitolato: "Il meraviglioso potere dell?Omeopatia: 200 casi clinici guariti rapidamente e dolcemente con rimedi omeopatici" (di Gunavante).
Forse sarebbe da essere più cauti nel parlare quando non si ha una conoscenza specifica del settore.
Un caro saluto a tutti. Grazie
Raffaella
 
breviraffaella ha scritto:
Ho seguito la discussione sull'omeopatia e ricordo che qualcuno ha detto che avrebbe desiderato conoscere almeno un caso clinico guarito con l'omeopatia. Ebbene, giusto in questi giorni ho letto in un sito di una agenzia di informazione sanitaria (www.informasalus.it) di un caso di broncopolmonite acuta guarita in 4-5 giorni con pochi granuli di un prodotto omeopatico: /www.informasalus.it/it/articoli/broncopolmonite-guarita-omeopatia.php.
.......
Forse sarebbe da essere più cauti nel parlare quando non si ha una conoscenza specifica del settore.
Un caro saluto a tutti. Grazie
Raffaella

Cara Raffaella, non so se hai sollecitato altri "diversamente sostenitori" dell'omeopatia ad intervenire, nel qual caso inizio io.
Innanzitutto, scusandomi per la lunghezza, riporto la storia del paziente raccontata nel link che hai postato evidenziandone alcuni punti:

Sabato 8 gennaio 2011: Ho cominciato inspiegabilmente a tossire e la tosse è continuata anche durante la notte.

Domenica 9 gennaio: Tosse molto insistente e profonda. Inizia sicuramente la febbre (anche se non ne ho la certezza, perché detesto misurarmela) e io mi sento molto debole. So che in questi casi di solito va bene assumere l?Aconitum e allora decido di autocurarmi omeopaticamente e di prendere Aconitum 30ch.

Lunedì 10 gennaio: Ho trascorso una notte molto inquieta. Sto molto male e allora mi decido a misurare la temperatura: 38,5°C. Continua incessante la tosse secca che ora si associa ad un cerchio alla testa, viso molto rosso, debolezza, inappetenza, ansia con irrequietezza e una notte insonne con grande inquietudine che non mi ha fatto stare a letto: dovevo alzarmi e passeggiare per muovermi un poco, perché il movimento mi quietava sia l?ansia che l?irrequietezza. Vedendo che l?Aconitum 30ch non era stato efficace, ho pensato di potenziarlo passando ad Aconitum XMK durante tutta la giornata.

Martedì 11 gennaio: Ho passato una brutta e agitata nottata. Stessi sintomi, stessa febbre, stesso malessere. Nonostante la mia riluttanza a consultare i medici, mi sono dovuto arrendere e ho chiamato il mio Medico di Base. Egli, che è venuto subito perché sapeva che io non lo chiamo facilmente ma solo per condizioni gravi, dopo una accurata visita mi diagnostica senza ombra di dubbia una ?bella? broncopolmonare del polmone sinistro. Mi dice che il quadro obiettivo è talmente evidente che non serve la radiografia e mi prescrive una terapia antibiotica e cortisonica per 10 giorni.
Prima di iniziare tale terapia, dato che cerco di tenermi il più lontano possibile dai farmaci, decido di consultare telefonicamente il Dr. Roberto Gava, un omeopata che mi conosce bene e mi segue già da vari anni.
Finalmente trovo il Dr. Gava al cellulare e mi fa raccontare in modo dettagliato tutti i sintomi fin dal loro inizio insistendo su molti particolari sia fisici sia mentali del mio attuale stato di salute. Mi dice che dovrebbe vedermi per potermi visitare e per porre con più calma altre domande, ma dato che la visita non è possibile e dato che mi conosce bene perché mi ha in cura da tanti anni, accetta di prescrivermi una terapia omeopatica a patto però di tenerlo aggiornato quotidianamente sull?evoluzione dei sintomi. Mi prescrive il rimedio omeopatico Rhus toxicodendron XMK in monodose e mi dice di prendere solo 30-40 globulini, di scioglierli in mezzo litro d?acqua e di bere un piccolo sorso ogni ora (previo lo scuotimento della bottiglia), ad eccezione di quando dormo, fino alla comparsa dei primi sintomi reattivi dell?organismo. Io mi fido del Dr. Gava e della sua Omeopatia e faccio quello che mi dice.
Pertanto, chiedo a mia moglie di andare in farmacia ad acquistare solo il Rhus toxicodendron e non l?antibiotico e il cortisonico. Inizio a bere i sorsi dell?acqua medicata solo nel tardo pomeriggio e non assumo altro.

Mercoledì 12 gennaio: Mi sveglio che mi sento già un po? meglio: la febbre è meno intensa e va lentamente abbassandosi durante la giornata. Avendo notato questo cambiamento positivo, telefono di nuovo al Dr. Gava il quale mi consiglia di prendere un sorso ogni tre ore dello stesso rimedio. Proseguo nel modo indicatomi.

Giovedì 13 gennaio: Ho passato una notte tranquilla, perché ho dormito bene e sento che sto acquistando energia. La febbre è scesa e ora la temperatura è solo 37°C. Ho continuato tutto il giorno a sorseggiare lo stesso rimedio ogni 3-4 ore.

Venerdì 14 gennaio: Mi sono svegliato con la chiara sensazione che sto guarendo! Ho riacquistato il mio appetito, ma c?è ancora un po? di tosse e di debolezza. Ho ritelefonato al Dr. Gava che, dopo avermi posto molte domande sui cambiamenti dei sintomi, mi ha consigliato di mettere sotto la lingua 3 granuli di Sulphur 200ch e poi di scioglierlo nello stesso modo del rimedio precedente e di continuare per un paio di giorni bevendo un piccolo sorso 4 volte al giorno.
Nella mattinata mi sono fatto una bella doccia (ho saputo dopo che non era consigliata e che avrei potuto attendere ancora un po?) e verso mezzogiorno, complice un po? di sole, anche se faceva freddo sono uscito verso la legnaia a prendere un po? di legna per la stufa (d?inverno, noi preferiamo tenere spenti i termosifoni). Ero veramente stanco di fare l?ammalato e non vedevo l?ora di ritornare alle mie attività quotidiane!

Nei giorni successivi: È continuato il miglioramento e lentamente mi sono tornate tutte le forze.

Martedì 18 gennaio: Dopo una settimana di malattia mi sono recato dal Medico di Base per un controllo, senza però trovare il coraggio di confessargli che non avevo assunto i suoi farmaci, ma solo due rimedi omeopatici. Il medico mi ha comunicato che ero guarito quasi completamente, ma che si sentiva ancora qualche minimo crepitio nel polmone sinistro per cui dovevo continuare la terapia ancora per qualche giorno. Io però, confortato da questo riscontro, ho continuato a non assumere nulla (dato che il Sulphur mi era stato dato solo per 2 giorni), ben sapendo che l?Omeopatia attiva il sistema immunitario e poi è sufficiente lasciare tempo all?organismo di completare il suo lavoro di riequilibrio.

Sabato 22 gennaio: La tosse è sparita già da un po? ed io mi sento completamente guarito. Ringrazio l?Omeopatia di Hahnemann e il Dr. Gava, perché ho potuto superare sorprendentemente in pochi giorni una malattia grave senza compromettere il mio organismo!?.

Allora:
punto primo: abbiamo un paziente che chiaramente si fida SOLO dell'omeopatia e rifiuta categoricamente i farmaci e i medici. Tradotto, la situazione ideale per un potente effetto placebo (essì, esiste eccome....).
punto secondo: abbiamo un medico che diagnostica una "broncopolmonare" (sarà una broncopolmonite, forse? mah...) senza usare uno strumento diagnostico fondamentale che è la radiografia, probabilmente perchè sapeva, conoscendolo, che il paziente non l'avebbe fatta e si sarebbe "autocurato" con i metodi a lui cari. Pertanto, non sappiamo neanche se era davvero una broncopolmonite, e nel caso se fosse stata di tipo virale, per la quale, come tutti dovrebbero sapere, gli antibiotici non hanno effetto. Per cui, con buone probabilità, sarebbe guarita da sola (che è esattamente ciò che è successo, secondo me).

In sintesi: l'omeopatia nasce in un epoca in cui mancavano conoscenze scientifiche fondamentali, per cui ci poteva stare. Oggi quelle conoscenze ci sono, e smentiscono qualsiasi possibilità di attribuire al "rimedio omeopatico" una qualsiasi efficacia superiore a quella dell'acqua, perchè proprio di acqua si tratta. Il caso da te riportato non fa statistica, per le ragioni che ti ho detto.
 
http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/ormesi/

http://it.wikipedia.org/wiki/Ormesi

La convalida scientifica del fenomeno dell'ormesi , pur non essendo equivalente all'omeopatia , è avvenuta nel dopoguerra , mentre il numero di Avogadro risale ai primi dell'ottocento. Piccole quantità di sostanze tossiche o addirittura isotopi radioattivi hanno effetti positivi sull'organismo , mentre oltre una certa soglia manifestano la loro influenza patogena (curva ormetica).
Questo processo , ripeto assolutamente provato dalla scienza e per lungo tempo negato dalla ortodossia ufficiale, impregnata di positivismo rigido, procede nella medesima direzione - anche se in questo caso il numero di Avogadro è rispettato- dell'omeopatia : la dose infinitesimale di sostanza venefica ha effetti curativi. Potrebbe essere che la scienza arrivi a comprendere il processo omeopatico e a scoprirne la validità, analogamente a quanto avvenuto per la curva ormetica.
Ciò spesso accade per fenomeni già esistenti , ma negati dalla letteratura scientifica ufficiale , in quanto contraddicono le sue leggi già conosciute.
Nel caso dell' ormesi essa contrastava con la logica del processo industriale per il quale l'ordine di misura è la grande quantità e l'azione decisa e massiccia della chimica sui processi trasformativi della materia e dei materiali.
Potrebbe essere invece che si arrivi alla conclusione definitiva che l'omeopatia funziona solamente per effetto placebo.In quel caso bisognerebbe spiegare alcuni fenomeni di guarigione su animali e ancor di più alcuni miglioramenti morfologici delle piante trattate con rimedi oemopatici.

http://www.ilgiornale.it/parola_lettori/leffetto_fukushima_si_e_fatto_sentire_anche_governo/22-04-2011/articolo-id=518787-page=0-comments=1
 
Allora:
punto primo: abbiamo un paziente che chiaramente si fida SOLO dell'omeopatia e rifiuta categoricamente i farmaci e i medici. Tradotto, la situazione ideale per un potente effetto placebo (essì, esiste eccome....).
punto secondo: abbiamo un medico che diagnostica una "broncopolmonare" (sarà una broncopolmonite, forse? mah...) senza usare uno strumento diagnostico fondamentale che è la radiografia, probabilmente perchè sapeva, conoscendolo, che il paziente non l'avebbe fatta e si sarebbe "autocurato" con i metodi a lui cari. Pertanto, non sappiamo neanche se era davvero una broncopolmonite, e nel caso se fosse stata di tipo virale, per la quale, come tutti dovrebbero sapere, gli antibiotici non hanno effetto. Per cui, con buone probabilità, sarebbe guarita da sola (che è esattamente ciò che è successo, secondo me).

In sintesi: l'omeopatia nasce in un epoca in cui mancavano conoscenze scientifiche fondamentali, per cui ci poteva stare. Oggi quelle conoscenze ci sono, e smentiscono qualsiasi possibilità di attribuire al "rimedio omeopatico" una qualsiasi efficacia superiore a quella dell'acqua, perchè proprio di acqua si tratta. Il caso da te riportato non fa statistica, per le ragioni che ti ho detto.
[/quote]
Totalmente d'accordo con la tua analisi. Aggiungo che l'omeopatia fa girare miliardi di euro e non oso immaginare il fiorire di miracolose guarigioni costruite a tavolino in tutto il mondo. Inoltre, internet, ha ancor più dato fiato ai millantatori e pataccari. Con i miliardi si comparanofacilmente i pareri di autorevolissimi esperti in campo medico.
Mi pare di essere tornato ai venditori di unguenti miracolosi già attivissimi all'epoca dell' homo erectus.
Come mai l'omeopatia non ha trovato il modo di far crescere i capelli? Avrebbero fatto un figurone e una bella pernacchia alla medicina tradizionale.
Ma invece ....
 

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