L'esterofilia è invece discutibilissima.
Salvo le classiche eccezioni che confermano la regola, se un costruttore "risiede" o comunque produce in un dato paese, le sue percentuali di vendita in quel dato paese saranno invariabilmente superiori rispetto alle percentuali in singoli stati "esteri", perciò Renault avrà un market share maggiore in Francia rispetto all'Italia o alla Germania o al Portogallo, mentre Vw avrà market share maggiore in casa che non in Spagna. La cosa vale anche per certi costruttori che assemblano "fuoricasa", Honda per esempio ha un grosso hub produttivo a Swindon UK e non a caso un'Honda su tre vendute in tutta l'Europa si fermano in UK ed Irlanda. Anche Nissan ha market share superiore in UK rispetto agli altri paesi europei, ed anche Nissan è arrivata in Europa passando per Sunderland e, come Honda, conquistando la gratitudine degli inglesi per aver dato loro parecchio lavoro negli anni della crisi del manifatturiero inglese.
La grossa differenza sta però nelle percentuali di venduto in casa e fuori casa: mentre Renault, Peugeot, VW hanno congrui market share casalinghi ma vendono abbastanza bene anche nel resto dell'Europa, la sezione europea di FCA (escludendo perciò Chrysler, Ram e via dicendo) è ancora decisamente legata al mercato di casa, con casi estremi come Y che vende per il 98,15% in Italia, e 1,85% nel resto dell'Europa. Molti prodotti FCA vendono più in Italia che non in tutto il resto dell'Europa, complessivamente il 52% delle Fiat ed il 55% delle Alfa vendute nel 2016 è rimasto in Italia, quindi il fenomeno non si chiama esterofilia: è mancato gradimento delle italiane da parte del resto dell'europa, che verso i produttori non di casa è tiepidino (in Germania di francesi e jap ne girano, in Francia di tedesche e jap ne girano, in Spagna c'è parecchia roba non Seat) a patto che non sia italiano. Se riescono a far delle Alfa che non si smontino, può anche darsi che il trend si inverta...