Molto strano vedere partite di così alto livello con due italiani.
Lo svolgersi di una partita di tennis con un italiano/a, per me, è un’altalena di emozioni: positive quando è punto per l’italiano (maggiori con un vincente, più sfumate su un errore dell’avversario, sia non forzato che forzato), negative quando perde il punto (particolarmente negative quando c’è l’errore non forzato).
Partendo dal presupposto che non ho avuto alcuna preferenza per i tre connazionali arrivati ai quarti, ho iniziato a vedere la partita Berrettini-Arnaldi con animo tranquillo: sicuramente uno dei nostri vince!
Però, durante il match, le emozioni erano come anestetizzate, non riuscivo a gioire per il punto di uno, anzi ero più dispiaciuto per la perdita dell’altro. Insomma strane sensazioni, almeno per ora, vediamo con Cobolli-Arnaldi. Ritengo Cobolli più attrezzato per una finale, ma come non riconoscere ad Arnaldi quello che sta facendo dopo un lungo infortunio: ho visto recuperi pazzeschi e generosissimi con Collignon, Tiafoe e Berrettini, un vero e proprio muro.
Vediamo se domani riesco a godermi di più la partita.
Comunque, anche se non li godrò fino in fondo, mi auguro di vederne ancora molti di questi match tra italiani.