L?Organizzazione Mondiale della Sanità però non la pensa così, e sono stati proprio i suoi studi sulla cancerogenicità dei diesel Euro 3 a dare una spinta alle limitazioni della circolazione.
No, questo non è vero. Parliamo di cosa c?è in quello studio, che venne distribuito a Lione il 12 giugno scorso. I diesel utilizzati per quell?esperimento, erano motori diesel di compressori americani usati nelle miniere fino al 1988, alimentati con gasolio ricchissimo di zolfo, non elettronici, non common rail. E infatti questo studio che ora viene tanto citato è stato iniziato nell?88 prendendo in esame 12.000 minatori che avevano smesso di lavorare in miniera ed esaminandoli fino a quest?anno, quindi per 24 anni, per vedere quanti di loro avessero contratto un tumore. Bene, di questi 12.527 hanno contratto un tumore 700 persone. La proporzione nella popolazione normale è di circa 500 casi invece di 700. Non una gran differenza, e inoltre di questi 700, 200 sono ancora vivi. Ci si sarebbe aspettato che fossero ben di più i malati. Ciò che non si dice in quello studio è che qualunque combustione, anche di un motore a benzina, è estremamente cancerogena se respirata in una miniera, in quelle condizioni. Lo stesso esperimento condotto su qualunque camino, o bruciatore di un combustibile fossile, in quelle condizioni avrebbe dato un risultato ben peggiore. Qualunque combustione è cancerogena, e il diesel non è affatto la più dannosa, anzi. E? il contrario. Purtroppo lo studio ha mandato in tilt chi ha appreso la notizia senza avere a disposizione tutti i dati. Si può manipolare tutto.