EdoMC ha scritto:
Oppure questi ridicoli vupregà, quando i luoghi di aggregazione e ricreazione dei giovani, vale a dire gli oratori, cadono a pezzi, e il catechismo non prevede attività coinvolgenti. Perchè un sacerdote, durante l'omelia, deve dirmi cosa devo o non devo fare, quando il SIgnore stesso mi ha dato il libero arbitrio?
Premesso che
Gesù e i Vangeli non obbligano a fare alcunchè, ma semplicemente indicano la via da percorrere più vicina alla volontà di Dio, hai affrontato una serie di argomenti "pesanti", difficilmente liquidabili in un post.
Cmq, IMHO,
i vupregà (di cui ho letto ieri per la prima volta) rappresentano un tentativo di avvicinare la gente alla chiesa; tu parli di oratori x i giovani, ma il problema è che i ragazzi non li frequentano +; non sono un elemento aggregativo come potavano esserlo 30 anni fa. Oggi sn visti come aggregazioni anacronistiche, quasi "da sfigati" e quindi è difficile che l'adolescente li frequenti. Si tentano xtanto vie alternative, magari non sempre brillatissime, ma xlomeno si prova.
L'omelia. E' una parte della celebrazione eucaristica; non la + importante. Se tu accetti l'eucarestia come mezzo di comunicazione col Signore, ne accetti in toto tutta la struttura, compresa la "predica" del sacerdote. Tale predica dovrebbe aiutare a comprendere meglio le Letture, oppure trattare qualche argomento di attualità x spegare il punto di vista delle Chiesa.
Senza dimenticare che i sacerdoti sono persone, coi loro limiti e i loro difetti. Ci sarà quello che non ha il dono dell'oratoria, chi è timido, chi di poche parole, chi non va mai al punto....
Ma non si va a messa x il prete.
Libero arbitrio.
Il Signore ce l'ha dato, ma dopo aver indicato una via da seguire. Quindi il senso è che per andare incontro alla volontà divina la strada da seguire è tracciata. Poi, se non vogliamo farlo, quello è un altro discorso.