<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Fukushima: allarmismi smascherati. | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

Fukushima: allarmismi smascherati.

Pik39 ha scritto:
In questa storia non mi è chiara la ragione per cui il Governo giapponese ha continuato a lasciare l'iniziativa ad una industria privata senza intervenire d'autorità, vista la gravità dell'evento.

Perche' a differenza dell'Italia il Giappone, non ostante sia un paese con uno Stato certamente molto autoritario, e' una democrazia.
Lo Stato e' intervenuto entro quelli che sono i suoi compiti e la sua autorita', fornendo appoggio e mezzi dove e come possibile.
Ricordiamoci che, oltre all'"emergenza" Fukushima, che per ora ha riguardato un raggio di "ben" 30 km, e qualche migliaio di persone, lo Stato giapponese deve gestire un'emergenza CATASTROFICA che riguarda centinaia di migliaia di senzatetto e un'intera costa rasa al suolo, con un'emergenza economica, sanitaria e sociale considerevole.
 
Pik39 ha scritto:
belpietro ha scritto:
Pik39 ha scritto:
In questa storia non mi è chiara la ragione per cui il Governo giapponese ha continuato a lasciare l'iniziativa ad una industria privata senza intervenire d'autorità, vista la gravità dell'evento.

perché l'impresa privata è giapponese.

tu ti fideresti di più di un intervento privato giapponese, o statale italiano? :twisted:

Sicuramente più di un intervento japan. Comunque in una situazione del genere, penso che il Governo abbia il dovere di tenere sotto stretto controllo le decisioni del privato, onde evitare azioni che tendano a salvaguardare gli interessi dell'azienda, come pare che sia successo.

E infatti sta controllando. Ma come in Italia ancora non s'e' capito, il compito dello Stato e', appunto, verificare, NON gestire.
La situazione ovviamente e' estremamente complessa e delicata, e dunque e' facile che qualcuno rimesti nel torbido. Con la differenza che la' sono stati beccati subito e subito castigati.
 
arhat ha scritto:
si è dimostrato che non si dovrebbe costruisce qualcosa che se si rompe è in grado di estinguere il genere umano.

L'inguria l'era grosa e gio' 'sti fett...

Ossia: grazie per aver dimostrato cosi' efficacemente cosa intendevo con questo thread.
:thumbup:
 
jaccos ha scritto:
arhat ha scritto:
si è dimostrato che non si dovrebbe costruisce qualcosa che se si rompe è in grado di estinguere il genere umano.
Questo è il punto.
Se si rompe una pala eolica... al massimo cade e se uno è sfigato nel dna se la becca in testa.
Se si rompe una centrale nucleare, per quanto il rischio sia bassissimo, i danni sono ben diversi....

E se si rompe la mia pila a dinamo al massimo devo spendere altri 5 euro.
Allora che facciamo? Torniamo sugli alberi?
Il fuoco scotta.
 
AnyBody ha scritto:
Vero, ma è leggendo le parti in verde che si arriva a comprendere appieno il significato di quelle in rosso... :rolleyes:

Se poi uno studia l'italiano, capisce anche il significato del modo condizionale e della coniugazione "potrebbe" del verbo "potere". E capisce cosa significa "allarmismo".
 
Gunsite ha scritto:
comunque da quello che si legge, specie sui siti seri come quello dell'ente internazionale dire che è pari a Chernobyl mi sembra una cagata immane, che poi abbia lo stesso rating ci può stare il rating indica una situazione non dei valori fissi. Fare delle considerazioni adesso è come sciaquarsi la bocca con lo scopino del cesso (pubblico...)

Non "mi sembra": E' una cagata immane.
E chiunque si sia preso il disturbo anche solo di leggersi la pagina di Wikipedia su Chernobyl lo sa benissimo.

Purtroppo sono in pochi.

Il problema di questi allarmismi e' che il Giappone in questo momento deve fare fronte a un'emergenza umanitaria ed economica (che poi diventa a sua volta di nuovo umanitaria) enorme, ed eccessive pressioni basate su futili allarmismi potrebbero facilmente portare a distogliere mezzi da dove sono realmente necessari per soddisfare richieste basate sulle ombre (perche', ad ora, Fukushima ha esposto a un MODERATO rischio non piu' di qualche migliaio di persone, contro le CENTINAIA DI MIGLIAIA bisognose di assistenza a causa dello tsunami).
 
ecco ve lo avevo detto ???

lo sapevo io che gli gnomi della Tempco, società che gestisce le centrali nucleari, minimizzavano....
 
renatom ha scritto:
Dico una cosa che mi sembra ovvia, ma, da quello che leggo, forse per alcuni non lo è:

al momento, qualunque valutazione sulla gravità dell'incidente è prematura.

Sappiamo poco di quello che è già successo; non sappiamo cosa succederà in futuro.

Per quello che conosciamo noi non è possibile cpire se la situazione è sotto controllo e si stanno seguenso le normali tappe di una procedura (spero, ma inizio a non crederci più di tanto) oppure è totalmente fuori controllo, fanno dei tentativi, ma non sanno che pesci prendere.
Probabilmente la situazione è intermedia tra questi due estremi, ma dove siamo nessuno di noi lo può sapere (e non sono sicuro che lo siano neanche alla Tepco).

Veramente non riesco più a capire se seguono una strategia oppure fanno dei tentativi sperando che vada bene.

La situazione E' sotto controllo, al momento. Il dubbio poteva sussistere nelle prime ore, o nei primissimi giorni. Se non lo fosse, a quest'ora si sarebbe sciolto tutto (come a Chernobyl).
I giapponesi devono ora fronteggiare due problemi:
1) Come mettere in sicurezza DEFINITIVA i reattori, perche' per ora sono sicuri, ma solo grazie all'intervento attivo dei tecnici e operai. Si deve pervenire a una situazione di sicurezza stabile, non dinamica. Anche perche' una nuova scossa o, Dio non voglia, un nuovo Tsunami potrebbero mandare davvero tutto quanto a carte quarantotto.
2) Sbaraccare tutto, perche' e' chiaro ormai che, a prescindere da eventuali danni al nocciolo, la centrale e' irrecuperabile, come era gia' stato chiarito nei primi giorni: e' troppo vecchia e troppo danneggiata (tanto dallo tsunami che dalle seguenti esplosioni di gas) perche' valga la pena recuperarla.
Anche perche', come altri han fatto notare, altre centrali piu' recenti nella medesima zona non han dato problemi.

Certo, sara' un bell'incomodo per i cittadini giapponesi che risiedono nell'area di 30 km evacuata... ma basta un minimo di prospettiva per valutare che e' nulla rispetto a quanto stan passando altri nelle zone investite in pieno dallo tsunami.
 
99octane ha scritto:
renatom ha scritto:
Dico una cosa che mi sembra ovvia, ma, da quello che leggo, forse per alcuni non lo è:

al momento, qualunque valutazione sulla gravità dell'incidente è prematura.

Sappiamo poco di quello che è già successo; non sappiamo cosa succederà in futuro.

Per quello che conosciamo noi non è possibile cpire se la situazione è sotto controllo e si stanno seguenso le normali tappe di una procedura (spero, ma inizio a non crederci più di tanto) oppure è totalmente fuori controllo, fanno dei tentativi, ma non sanno che pesci prendere.
Probabilmente la situazione è intermedia tra questi due estremi, ma dove siamo nessuno di noi lo può sapere (e non sono sicuro che lo siano neanche alla Tepco).

Veramente non riesco più a capire se seguono una strategia oppure fanno dei tentativi sperando che vada bene.

La situazione E' sotto controllo, al momento. Il dubbio poteva sussistere nelle prime ore, o nei primissimi giorni. Se non lo fosse, a quest'ora si sarebbe sciolto tutto (come a Chernobyl).
I giapponesi devono ora fronteggiare due problemi:
1) Come mettere in sicurezza DEFINITIVA i reattori, perche' per ora sono sicuri, ma solo grazie all'intervento attivo dei tecnici e operai. Si deve pervenire a una situazione di sicurezza stabile, non dinamica. Anche perche' una nuova scossa o, Dio non voglia, un nuovo Tsunami potrebbero mandare davvero tutto quanto a carte quarantotto.
2) Sbaraccare tutto, perche' e' chiaro ormai che, a prescindere da eventuali danni al nocciolo, la centrale e' irrecuperabile, come era gia' stato chiarito nei primi giorni: e' troppo vecchia e troppo danneggiata (tanto dallo tsunami che dalle seguenti esplosioni di gas) perche' valga la pena recuperarla.
Anche perche', come altri han fatto notare, altre centrali piu' recenti nella medesima zona non han dato problemi.

Certo, sara' un bell'incomodo per i cittadini giapponesi che risiedono nell'area di 30 km evacuata... ma basta un minimo di prospettiva per valutare che e' nulla rispetto a quanto stan passando altri nelle zone investite in pieno dallo tsunami.

Spero che tu abbia ragione, ma, come dici, la situazione è ancora dinamica e esperienze precedenti non ce ne sono.

Credo anche io che riusciranno a stabilizzare la situazione, ma non sono per niente sicuro che non ci saranno ulteriori fuoriuscite di materiale radioattivo, ragion per cui i danni finali dell'incidente non sono ancora valutabili.
Del resto, anche i danni già avvenuti sono molto difficili da valutare.

Quanto al paragone con i danni dello tsunami, voglio fare notare che chi l'ha scampata può stare tranquillo di non avere subito danni alla propria salute, chi invece è stato soggetto a radiazioni è destinato a vivere con una spada di Damocle sulla testa veramente pesante.
 
99octane ha scritto:
Pik39 ha scritto:
belpietro ha scritto:
Pik39 ha scritto:
In questa storia non mi è chiara la ragione per cui il Governo giapponese ha continuato a lasciare l'iniziativa ad una industria privata senza intervenire d'autorità, vista la gravità dell'evento.

perché l'impresa privata è giapponese.

tu ti fideresti di più di un intervento privato giapponese, o statale italiano? :twisted:

Sicuramente più di un intervento japan. Comunque in una situazione del genere, penso che il Governo abbia il dovere di tenere sotto stretto controllo le decisioni del privato, onde evitare azioni che tendano a salvaguardare gli interessi dell'azienda, come pare che sia successo.

E infatti sta controllando. Ma come in Italia ancora non s'e' capito, il compito dello Stato e', appunto, verificare, NON gestire.
La situazione ovviamente e' estremamente complessa e delicata, e dunque e' facile che qualcuno rimesti nel torbido. Con la differenza che la' sono stati beccati subito e subito castigati.

In Italia si fa fatica a capire,
per il semplice motivo che da noi, siamo abituati a vedere controllati e controllori.....sullo stesso libro paga..... ;) ;)
 
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Il Giappone ha dimostrato, semmai Chernobyl non l'avesse già provato sul campo (è il caso di dire :!: ) non tanto che non esistano centrali completamente antisismiche - chè mi si potrebbe rispondere mostrando una tenuta sostanziale delle strutture

no, il Giappone ha dimostrato l'esatto contrario: che ESISTONO centrali veramente anti tutto, perché nella stessa zona colpita dal terremoto ce ne sono diverse altre più recenti che non hanno avuto inconvenienti.

ha solo confermato che non c'è nulla che non possa essere fatto in malo modo, o gestito in malo modo, o messo in pericolo o rovinato dall'inadeguatezza o dall'incuria.

Scusa , Belpietro , ma non capisco il tuo no. In quanto anch'io -nella frase completa!- notavo la sostanziale tenuta delle strutture e invece riportavo il giudizio di Zichichi sul problema "uomo" che gestisce le centrali , con il correlato di incompetenza , avidità , fame di profitti a tutti i costi , imprevidenza , corruzione, concussione , persino del decantato "Homo Nipponicus" :D
Contro quest'uomo (o questi uomini) che spesso è (sono) al comando delle società che gestiscono le centrali nucleari c'è però ben poco da fare , in quanto non lo si può cambiare dall'oggi al domani e può provocare serissimi danni se addetto al controllo di impianti potenzialmente pericolosi come le centrali nucleari. Il disastro Bp , quello già da me citato di Chernobyl , quello antico del Vajont sono lì a testimoniarlo e oltretutto a ricordarci che l'unico pericolo contemporaneo non è rappresentato dall'energia nucleare . Saluti
 
99octane ha scritto:
Gli organismi sovranazionali (come l'ONU dimostra) aumentano solo il livello e la quantita' delle bustarelle (che alla fine vengono pagate dai cittadini).
Preferisco essere ingannato ma avere il conto in banca pieno, che essere ingannato ed essere pure pezzente. :D

E' vero e lo paventavo anch'io : Però è altrettanto vero che la sicurezza in campo energetico è cosa troppo importante per lasciarla in mano ai politici locali , i quali - come si sa- rispondono quasi mai al benessere dell'umanità , ma spesso agli interessi loro e del loro pollaio -pardom collegio- elettorale. Qualcosa dunque -dicevo- bisognerà pur fare per sottrarre a quest'uomo mediocre la gestione - e ahimè la rovina- di tecnologie studiate alla perfezione. Perchè altrimenti non importa che il nucleare , o altri impianti, siano ottimi in teoria se poi in pratica vengono gestiti pessimamente e provocano disastri cosmici.Saluti
 
rema007 ha scritto:
ecco ve lo avevo detto ???

lo sapevo io che gli gnomi della Tempco, società che gestisce le centrali nucleari, minimizzavano....

Bhe, e' naturale e ovvio che in qualche misura minimizzassero. Ma nel complesso la cosa e' stata molto ben gestita, specie se si considerano le circostanze di pressoche' totale isolamento iniziale.
 
99octane ha scritto:
renatom ha scritto:
Dico una cosa che mi sembra ovvia, ma, da quello che leggo, forse per alcuni non lo è:

al momento, qualunque valutazione sulla gravità dell'incidente è prematura.

Sappiamo poco di quello che è già successo; non sappiamo cosa succederà in futuro.

Per quello che conosciamo noi non è possibile cpire se la situazione è sotto controllo e si stanno seguenso le normali tappe di una procedura (spero, ma inizio a non crederci più di tanto) oppure è totalmente fuori controllo, fanno dei tentativi, ma non sanno che pesci prendere.
Probabilmente la situazione è intermedia tra questi due estremi, ma dove siamo nessuno di noi lo può sapere (e non sono sicuro che lo siano neanche alla Tepco).

Veramente non riesco più a capire se seguono una strategia oppure fanno dei tentativi sperando che vada bene.

La situazione E' sotto controllo, al momento. Il dubbio poteva sussistere nelle prime ore, o nei primissimi giorni. Se non lo fosse, a quest'ora si sarebbe sciolto tutto (come a Chernobyl).
I giapponesi devono ora fronteggiare due problemi:
1) Come mettere in sicurezza DEFINITIVA i reattori, perche' per ora sono sicuri, ma solo grazie all'intervento attivo dei tecnici e operai. Si deve pervenire a una situazione di sicurezza stabile, non dinamica. Anche perche' una nuova scossa o, Dio non voglia, un nuovo Tsunami potrebbero mandare davvero tutto quanto a carte quarantotto.
2) Sbaraccare tutto, perche' e' chiaro ormai che, a prescindere da eventuali danni al nocciolo, la centrale e' irrecuperabile, come era gia' stato chiarito nei primi giorni: e' troppo vecchia e troppo danneggiata (tanto dallo tsunami che dalle seguenti esplosioni di gas) perche' valga la pena recuperarla.
Anche perche', come altri han fatto notare, altre centrali piu' recenti nella medesima zona non han dato problemi.

Certo, sara' un bell'incomodo per i cittadini giapponesi che risiedono nell'area di 30 km evacuata... ma basta un minimo di prospettiva per valutare che e' nulla rispetto a quanto stan passando altri nelle zone investite in pieno dallo tsunami.

Il governo giapponese oggi ha dichiarato (fonte tg2),che molto probabilmente la zona evacuata (30 km), sarà inabitabile per decenni. Certo è un bellincomodo, per chi ci è nato lì, sapere di non poter più ritornare nella propria terra. Lo tsunami ha provocato al momento più morti della centrale atomica, però chi si è salvato può tentare di ricostruire e ricominciare a vivere, ma per chi non potrà più ritornare nella sua casa per le radiazioni, questo non gli è concesso.
Comunque questo dimostra che se anche abbiamo molte centrali oltre le alpi, in caso di incidente, essere a qualche centinaia di km fa la differenza.
 

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