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E poi dite che i giudici non &#34; pagano &#34; mai

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ruby-si-dimette-giudice-che-ha-assolto-berlusconi-voleva-1060233.html

questo..... ha mollato tutto dopo una vita.... :cry: :oops:
 
Affermare che un guidice "paga" potrebbe costituire un'accusa di corruzione nei suoi confronti.

Invece, affermare che un giudice viene pagato costituisce la perfetta realtà.

Si tratta poi di distinguere (ma io non lo farò, in questa sede) se il giudice viene pagato dallo Stato di cui é servitore, pagato con regolare stipendio, o da altre entità e sotto altre forme molto ma molto meno limpide e cristalline.

Una cosa é certa: io non ho ancora mai letto o saputo di un giudice che, riconosciuto colpevole di aver condannato un innocente, abbia rassegnato le dimisisioni o, peggio sia stato cacciato con ignominia dallo scranno sul quale invece continua a posare i riveriti glutei.

Se conoscete un episodio di questo genere vi prego di riferirmelo, sono ansioso di capire se i giudici sono davvero quelle integerrime figure che io spero che siano.
Spero. Vivamente spero.
 
Si usa spesso il pretesto degli innocenti condannati per sostenere una sorta di punizione in cui dovrebbero incorrere i magistrati una volta commesso un errore.
Ma veramente io vorrei sapere quanti di questi casi esistono e che percentuale d'errore ci sia riguardo nell'operato della categoria professionale rispetto alle altre (medici compresi, visto in che stato sia stata ridotta la sanità italiana a forza di mandare avanti chiunque a patto che avesse un calcione nel sedere invece di chi lo meritasse davvero).
Secondo me è bassissima, son convinto che questo sia solo il solito pretesto di chi la giustizia non vuole farla funzionare solo per proprio tornaconto. Esattamente come lo sono le intercettazioni. Ma mi spiegate cosa freghi al pinco pallino qualunque di essere intercettato (nella remota possibilità che questo accada)? Fino ad oggi tra l'altro non ho mai sentito di intercettazioni che siano andate a ledere la vita di qualche cittadino comune senza che questi non avesse effettivamente compiuto qualcosa di illecito. Quelli che temono il lavoro della giustizia sono sempre gli stessi: gente di profilo pubblico con frequentazioni poco raccomandabili, malfattori, corrotti e corruttori, gente di malaffare in generale. Eppure questa gente (la stragrande minoranza) con la baggianata dell'interesse del cittadino, sembra aver infinocchiato tutta la parte buona del popolo italiano, che sembra ormai condividere la tesi. Ecco cosa fanno vent'anni di persuasione.
Eppure negli USA, dove è ormai palese che sia vero che chiunque venga ascoltato a sua insaputa, dove la polizia va molto più per le spicce e dove i casi di errori giudiziari sono in percentuale molto maggiori che in Italia, non sembra che la gente si lamenti più di tanto......
Qui invece due decenni di logoramento delle istituzioni hanno portato ai vari Rione Traiano, Reggio Calabria, aumento esponenziale della corruzione nonchè dell'evasione, per non parlare della criminalità. Eppure il problema principale degli italiani sembra sia sempre quello: gli errori della magistratura e le intercettazioni. Nemmeno il fatto che a causa di cavilli, cavillini, burocrazia varia (non creata certo dalla magistratura) i contenziosi vadano avanti per decenni sembra impensierire qualcuno. Anzi, è ormai passata di prepotenza la tesi che lo stato della giustizia sia tale in dipendenza di quindici giorni di ferie in più o in meno dei magistrati. Come credere a Babbo Natale.
 
maddeche! ha scritto:
Affermare che un guidice "paga" potrebbe costituire un'accusa di corruzione nei suoi confronti.

un giudice paga per corrompere.....
chi :?:
per cosa

-un giudice " paga " :?:
-accusa corruzione :?:
Chi ( l' avvocato difensore :?: )
per cosa.....( difenda male un imputato che gli sta sulle balls :?: )
 
Matteo__ ha scritto:
Si usa spesso il pretesto degli innocenti condannati per sostenere una sorta di punizione in cui dovrebbero incorrere i magistrati una volta commesso un errore.
Ma veramente io vorrei sapere quanti di questi casi esistono e che percentuale d'errore ci sia riguardo nell'operato della categoria professionale rispetto alle altre (medici compresi, visto in che stato sia stata ridotta la sanità italiana a forza di mandare avanti chiunque a patto che avesse un calcione nel sedere invece di chi lo meritasse davvero).
...
...
...

Non pretendo, anzi mi aspetto che il contadino che coltiva insalata non sia particolarmente dotato di senso di giustizia. E' umano.

Mi aspetto invece, anzi lo pretendo, che chi ha il compito di rappresentare un'intera nazione nell'amministrare la giustizia, sia totalmente infallibile.

Se partiamo dall'assunto che "errare é umano", e che quindi anche il giudice si può permettere qualche errorino qui e là, allora tutto il concetto di giustizia va a carte 48..
Tanto varrebbe, allora, approfittare del proprio personale senso di giustizia, e risolvere le proprie contese a colpi di clava, o di rivoltelle Glock, o di missili Stinger a piacimento e secondo possibilità.

No, non funziona così.
 
No, invece funziona proprio così. Pretendere dagli altri ciò che noi non possiamo essere (e cioè la perfezione) è fortemente ipocrita, oltre che irrealistico. Quello che un giudice può fare è solo essere il più preparato ed imparziale possibile, e d'altronde il sistema non gli chiede altro. Tutti i contrappesi (tribunali collegiali, tre gradi di giudizio e così via) sono posti li proprio perchè chi ha concepito il sistema sapeva perfettamente che i giudici sono esseri umani come tutti gli altri. E qui sta anche un'altro errore indotto dalla classe politica, che vorrebbe personalizzare la magistratura esattamente come è e deve essere per la politica, in maniera tale da poter puntare il dito alla bisogna. A sentire te sembrano essere riusciti anche in questo.
Senza contare che stai trascurando anche un altro aspetto della questione: cioè che il magistrato per prendere le proprie decisioni deve basarsi su ciò che di volta in volta gli viene portato in visione come elemento probatorio, e che per creare tutti questi elementi si mette in moto tutta un'altra serie di individui ed organi che col magistrato e con la magistratura non hanno proprio nulla a che fare. Il grosso delle volte, volontariamente o meno, l'errore viene creato proprio da costoro.
Senza contare la burocrazia: ogni volta che ci siamo indignati per un criminale che, tornato in libertà prima del tempo, si sia messo di nuovo a delinquere, dietro non c'era certo un errore del magistrato (anzi), quanto il solito cavillo posto in essere proprio da chi oggi cerca di demonizzare tutta la categoria.
Insomma, perdonami se te lo dico, ma le convinzioni da cui parti son totalmente prive di fondamento. Credere di poter addossare i malfunzionamenti della giustizia italiana sui singoli individui preposti ad amministrarla è totalmente fuori dal mondo.
Esattamente come il credere che un contadino possa non avere il minimo senso della giustizia, che non si impara certo a scuola.
 
Matteo__ ha scritto:
No, invece funziona proprio così. Pretendere dagli altri ciò che noi non possiamo essere (e cioè la perfezione) è fortemente ipocrita, oltre che irrealistico. Quello che un giudice può fare è solo essere il più preparato ed imparziale possibile, e d'altronde il sistema non gli chiede altro. Tutti i contrappesi (tribunali collegiali, tre gradi di giudizio e così via) sono posti li proprio perchè chi ha concepito il sistema sapeva perfettamente che i giudici sono esseri umani come tutti gli altri. E qui sta anche un'altro errore indotto dalla classe politica, che vorrebbe personalizzare la magistratura esattamente come è e deve essere per la politica, in maniera tale da poter puntare il dito alla bisogna. A sentire te sembrano essere riusciti anche in questo.
Senza contare che stai trascurando anche un altro aspetto della questione: cioè che il magistrato per prendere le proprie decisioni deve basarsi su ciò che di volta in volta gli viene portato in visione come elemento probatorio, e che per creare tutti questi elementi si mette in moto tutta un'altra serie di individui ed organi che col magistrato e con la magistratura non hanno proprio nulla a che fare. Il grosso delle volte, volontariamente o meno, l'errore viene creato proprio da costoro.
Senza contare la burocrazia: ogni volta che ci siamo indignati per un criminale che, tornato in libertà prima del tempo, si sia messo di nuovo a delinquere, dietro non c'era certo un errore del magistrato (anzi), quanto il solito cavillo posto in essere proprio da chi oggi cerca di demonizzare tutta la categoria.

Insomma, perdonami se te lo dico, ma le convinzioni da cui parti son totalmente prive di fondamento.

Credere di poter addossare i malfunzionamenti della giustizia italiana sui singoli individui preposti ad amministrarla è totalmente fuori dal mondo.

Esattamente come il credere che un contadino possa non avere il minimo senso della giustizia, che non si impara certo a scuola.
Queste naturalmente sono solo le tue opinioni, che sono esattamente dello stesso valore delle mie.
Buona giornata, stammi bene e buona domenica.
 
Naturalmente solo in parte sono mie opinioni, e precisamente per il punto in cui mi son permesso di criticare le tue. Per il resto son dati di fatto, in parte scritti in qualunque bignamino di giurisprudenza, in parte nella disponibilità di chiunque abbia vissuto in Italia negli ultimi vent'anni.
intendiamoci, non nego che i magistrati possano avere difetti, il problema è che non sono quelli che vorrebbero farci credere alcuni.
Buon fine settimana anche a te.
 
A me quando sento parlare dei giudici che sbagliano mi vengono in mente subito tre casi:
1) I gemellini di gravina di puglia, dove il padre ha ottenuto due briciole come risarcimento.

2) il caso tortora.

3) il marocchino del caso yara.
 
Ecco, quelli che tu chiami sbagli sono sono solo il risultato di determinate procedure. Per Tortora c'erano stati depistaggi ed accuse infondate, se colpe ci dovessero essere stat, sarebbero in gran parte del pubblico ministero.
Certo è stata rovinata la vita di un uomo e questo non dovrebbe accadere, quello che contesto è solo che l'episodio possa in qualche modo essere responsabilità di un singolo individuo.
L'entità dei risarcimenti è definita per legge, il giudice ha una certa discrezionalità, ma sempre entro limiti stabiliti dal legislatore, se determinate somme ti sembrano misere (anche a me capita a volte di trovarle tali, ma anche il contrario), prenditela con i parlamentari.
Prima di farlo peró, tieni bene a mente che se si dovesse iniziare un gioco al rialzo al riguardo (perchè certe cose si sa come inizino, ma non si sa nè quando nè come finiscano, vedere la farsa creata per guida in stato di ebrezza) , un domani potresti dover essere costretto a vender casa per una semplice distrazione. Non te lo auguro, ma una distrazione puó capitare anche al piú ligio dei padri di famiglia.
Infine la Gambirasio, che a me sembra un miracolo, e tutto degli inquirenti: invece di stupirsi per come siano riusciti dopo anni a trovare comunque un probabile colpevole, stiamo a dare colpe ad un magistrato che per decidere non poteva fare altro che basarsi su quello che gli portavano PM e forze dell'ordine, esattamente quello che sostenevo più su.
E concludendo, per i tre esempi di presunto errore (ammesso e non concesso), quanti altri se ne potrebbero portare di persone effettivamente colpevoli consegnate alla giustizia? Un oceano.
Certo se dovessi confrontare la cosa col fatto che qui i sud Italia anche in caso di semplice appendicite sarebbe molto meglio affidarsi alla sorte che entrare in ospedale, riguardo la magistratura non riuscirei a trovare proprio nulla di cui lamentarmi.....
 
Matteo__ ha scritto:
No, invece funziona proprio così. Pretendere dagli altri ciò che noi non possiamo essere (e cioè la perfezione) è fortemente ipocrita, oltre che irrealistico. Quello che un giudice può fare è solo essere il più preparato ed imparziale possibile, e d'altronde il sistema non gli chiede altro. Tutti i contrappesi (tribunali collegiali, tre gradi di giudizio e così via) sono posti li proprio perchè chi ha concepito il sistema sapeva perfettamente che i giudici sono esseri umani come tutti gli altri. E qui sta anche un'altro errore indotto dalla classe politica, che vorrebbe personalizzare la magistratura esattamente come è e deve essere per la politica, in maniera tale da poter puntare il dito alla bisogna. A sentire te sembrano essere riusciti anche in questo.
Senza contare che stai trascurando anche un altro aspetto della questione: cioè che il magistrato per prendere le proprie decisioni deve basarsi su ciò che di volta in volta gli viene portato in visione come elemento probatorio, e che per creare tutti questi elementi si mette in moto tutta un'altra serie di individui ed organi che col magistrato e con la magistratura non hanno proprio nulla a che fare. Il grosso delle volte, volontariamente o meno, l'errore viene creato proprio da costoro.
Senza contare la burocrazia: ogni volta che ci siamo indignati per un criminale che, tornato in libertà prima del tempo, si sia messo di nuovo a delinquere, dietro non c'era certo un errore del magistrato (anzi), quanto il solito cavillo posto in essere proprio da chi oggi cerca di demonizzare tutta la categoria.
Insomma, perdonami se te lo dico, ma le convinzioni da cui parti son totalmente prive di fondamento. Credere di poter addossare i malfunzionamenti della giustizia italiana sui singoli individui preposti ad amministrarla è totalmente fuori dal mondo.
Esattamente come il credere che un contadino possa non avere il minimo senso della giustizia, che non si impara certo a scuola.

D'accordissimo, i tribunali sono peggio dei manicomi, e a qualcuno fa comodo che lo siano.
 
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