Ok, allora, proviamo un po' a parlare di questa storia che "la pista non è la strada", che a quanto pare, quando un'Alfa si dimostra in affanno fra i cordoli, diventa un vero e proprio cavallo di battaglia, inneggiato a più voci.
Perchè tutte le riviste di settore, di tutto il mondo, eseguono le prove dinamiche in pista,o su tracciati chiusi, e non fra le vie cittadine ( anche se non tutti poi si piccano a pubblicare anche i relativi tempi ) ?
La risposta è abbastanza ovvia, ma forse non per tutti. Lo si fa per lo stesso motivo per cui una barca si prova in alto mare, con i motori al massimo, e non fra le barche ormeggiate al porto commerciale di Genova, a 1,5 nodi orari. L'unica differenza, seppure di portata drammatica, è che non si vuole avere il disturbo ed il pericolo del traffico circostante, che non consentirebbe mai di testare TUTTE le potenzialità di un veicolo, fino alla loro massima estensione.
Del resto dovrebbe essere ovvio a tutti che, in pista come in strada, un rettilineo è un rettilineo, una curva è una curva, l'asfalto è fatto di asfalto ecc....
Se un'auto è agile fra i cordoli di una pista, evidentemente lo sarà anche fra i tornanti di una strada costiera o di montagna, se è esuberante sul rettilineo tribune di Monza, lo sarà anche nelle riprese autostradali, la pista è solo una simulazione su ampia scala di quello che accadrà sulla strada salvo, appunto, traffico.
Ora, se qualcuno qui pensa che il solo disturbo cagionato dalla presenza di traffico possa rendere più efficace un'auto che in pista, lasciata da sola con le proprie prestazioni, invece arranca, mi sa che è un po' fuoristrada.
Quello che in strada normale può succedere, è semplicemente che il potenziale di una sportivetta come la Mito QV non si può sfruttare liberamente, e quindi di certi limiti non ci si accorga, perchè semplicemente è più difficile arrivarci. Difficile ma non impossibile. Perchè non è che si giri sempre per le vie del centro, non sempre si è imbottigliati sulla tangenziale. E ci si accorgerà di questo sicuramente quando ci si trovi improvvisamente in una situzione di emergenza, ove si debba magari operare una manovra di evitamento ostacolo, una frenata d'emergenza: lì ci si ritrova improvvisamente in una situazione "da pista", con la differenza che la posta in palio non è il secondo in meno sul giro, ma la pellaccia.
Poi si può certamente disquisire sul fatto che un'auto più efficace in pista sia spesso meno confortevole nell'uso quotidiano.Ma non è sempre così, visto che spesso gli assetti troppo duri non sono affatto redditizi nemmeno tra i cordoli. Del resto non è che il confort non venga dalle riviste opportunamente messo alla prova, e separatamente giudicato. Proprio a questo proposito, la Mini Cooper S oggetto del confronto, che viene definita una "vera auto da pista" - sorpresa - alla voce confort ha preso 7. Un punto in meno della Mito. La DS3, che distacca la Mito QV di 1,5secondi / circa 45m, alla voce confort ha invece preso lo stesso 8 della Mito. Ognuno ha quindi i parametri per valutare autonomamente quanto pesino quei quasi 100m di distacco che la Mito QV si è beccata da una concorrente, quasi 50 dall'altra.