<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Crisi ???? ma de che? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Crisi ???? ma de che?

arhat ha scritto:
LUISELLA1972 ha scritto:
arhat ha scritto:
LUISELLA1972 ha scritto:
arhat ha scritto:
Luisé che posso farci se la sintesi è la mia musa.
Magari avremmo maggior piacere di conoscere il tuo pensiero in un modo più chiaro e compiuto.....siamo qui fra amici, caro criptico

Amici ? ecco un altra parola svuotata di significato.
mi dispiace per te.

e ma non è colpa mia men che meno tua. ci sono i cd a dimostralo 8)
:?:
 
PanDemonio ha scritto:
E.L.B. ha scritto:
Santoro che fa vedere chi minaccia di suicidarsi è un irresponsabile
Fammi capire: se uno ti mostra senza filtri una realtà drammatica ed esasperata, magari dando modo a chi la vive di spiegare come e perché è giunto a un tale livello di disperazione, per te è un irresponsabile? :shock:

E chi ci abbuffa di cazzate, raccontandoci che va tutto bene mentre il tessuto sociale si sfalda, cos'è allora? Un'anima caritatevole?

Mi sa che non hai letto bene il mio intervento. Ho detto che sono irresponsabili SIA chi ci mostra una realtà esasperata SIA chi ci racconta che tutto va bene.
La verità è che NON TUTTE le aziende stanno chiudendo, chi ha perso il posto sono una minoranza dei lavoratori. Mentre QUASI TUTTE se non hanno ridotto il personale, comunque non stanno assumento, logicamente. Questo non si fa vedere.
Parlare della crisi in manirea obiettiva vuol dire certamente far vedere quella minoranza che sale sui tetti, quella che protesta eccetera, ma bisogna far vedere anche chi non è stato licenziato ma non ha avuto alcuno aumento di stipendio, e chi come me vuole entrare nel mondo del lavoro e non trova spazio. Far vedere poi le difficoltà delle piccole e medie imprese dovute alla riduzione del fatturato e alla stretta creditizia. Santoro è irresponsabile perchè tutto questo non lo fa: praticamente vuole far passare l'idea che tutte le aziende stanno chiudendo e che tutti i lavoratori stanno minacciando suicidi, non è la verità.
Ripeto: è altrettanto irresponsabile chi dice che va tutto bene. Ma lo avevo già scritto nel post da te quotato.
 
leolito ha scritto:
La crisi non e' ancora arrivata, imho .... abbiamo visto solo la punta dell'iceberg ... :(

Gli ultimi 3 mesi qui in ditta sono stati peggio del 2009 (che è stato un annus horribilis). Adesso vedo qualche timido segnale di ripresa, ma non vorrei fosse un'illusione prima del crollo definitivo
 
E.L.B. ha scritto:
Parlare della crisi in manirea obiettiva vuol dire certamente far vedere quella minoranza che sale sui tetti, quella che protesta eccetera, ma bisogna far vedere anche chi non è stato licenziato ma non ha avuto alcuno aumento di stipendio, e chi come me vuole entrare nel mondo del lavoro e non trova spazio. Far vedere poi le difficoltà delle piccole e medie imprese dovute alla riduzione del fatturato e alla stretta creditizia. Santoro è irresponsabile perchè tutto questo non lo fa: praticamente vuole far passare l'idea che tutte le aziende stanno chiudendo e che tutti i lavoratori stanno minacciando suicidi, non è la verità.
Ripeto: è altrettanto irresponsabile chi dice che va tutto bene. Ma lo avevo già scritto nel post da te quotato.
Santoro, bontà sua, non ha un canale tematico a disposizione 24/24h, ma un paio d'ore alla settimana e, da buon giornalista, seleziona gli aspetti più rappresentativi in quanto funzionali per contribuire alla discussione in studio (altrimenti il suo non sarebbe un "talk-show", ma un reportage o un documentario).

Che poi non siano proprio tutti tutti tutti in cerca di un albero a cui impiccarsi, un telespettatore che sia un filino più evoluto della pecora lo vede da sé... :rolleyes:
 
E.L.B. ha scritto:
rema007 ha scritto:
Dove sarebbe questa crisi?

Strade affollate nei week end e nei periodi festivi tipo il periodo Pasquale, appena trascorso.

Agriturismo, pizzeria, pub sempre belli pieni.

Ma davvero c'è questa crisi?

A me sembra solo uno spauracchio per consentire delle manovre ben redditizie. Vedi ad esempio banche che altro che aiuti alle imprese se le pappano più di prime.

Aziende medio grandi che delocalizzzano per pagare meno tasse o meglio per godere di incentivi.

Io la crisi non la vedo e sto nel profondo sud.

E voi?

Beato te. Io sto nel medio sud e la crisi la vedo benissimo. sono laureato in economia con il massimo dei voti da 6 mesi e non trovo un buco di lavoro. E non mi rispondere che non sono disposto a muovermi..perchè ho mandato domande in tutta Italia e fatto più di qualche colloquio: la risposta è sempre la stessa ovvero picchè perchè c'è la crisi o che sto in lista e un domani più o meno futuro mi chiameranno. Ovvio poi ci sono anche quei colloqui non superati probabilmente perchè la mia personalità non rispecchiava quella che cercavano loro, ed altri che ho rifiutato io come postino e call-center.
La crisi c'è eccome. Se una famiglia fa un fine settimana fuori intaccando parte dei propri risparmi, mi pare che fa bene e che non è un segnale di crisi passata. Chi lavora in una azienda che non è stata troppo penalizzata dalla crisi ha sempre il suo stipendio. La crisi la sentono:
1- chi ha perso il posto per via della crisi
2- chi vuole entrare nel mondo del lavoro e non c'è spazio
3- i datori di lavoro piccoli che anche se non stanno malissimo, stanno peggio.Probabilmente hanno fatturato meno o stanno in piccola perdita e devono cmq pagare i dipendenti.

Ecco cosa è la crisi. Il resto è demagogia. Santoro che fa vedere chi minaccia di suicidarsi è un irresponsabile e lo è altrettanto chi dichiara che la crisi non esiste. Ci vuole equilibrio nelle affermazioni.

bene io ti dico che circa 20 anni fà mio fratello laureato in ingegneria per trovare lavoro è dovuto andare al nord in Lombardia, e allora?

conosci forse qualcuno qui al sud che per il suo merito ha trovato subito lavoro negli anni passati?

io no.
 
PanDemonio ha scritto:
E.L.B. ha scritto:
Santoro che fa vedere chi minaccia di suicidarsi è un irresponsabile
Fammi capire: se uno ti mostra senza filtri una realtà drammatica ed esasperata, magari dando modo a chi la vive di spiegare come e perché è giunto a un tale livello di disperazione, per te è un irresponsabile? :shock:

E chi ci abbuffa di cazzate, raccontandoci che va tutto bene mentre il tessuto sociale si sfalda, cos'è allora? Un'anima caritatevole?

Santoro è uno dei pochi giornalisti obbiettivi ma se vedete bene a volte i media vengono strumentalizzati dalle holding per ricattare il governo ed avere sussidi.

Ci sono poi aziende che delocalizzano, anche se hanno un buon fatturato, per non pagare molte tasse e/o per ridurre i costi di produzione.

Quello che voglio sottolineare è che la gente mangia, si diverte e compra i cellulari da 200?, come qualcuno diceva prima.

Quindi non vedo cali di consumo ovvero calo di domanda di produzione.

E' chiaro?
 
rema007 ha scritto:
E.L.B. ha scritto:
rema007 ha scritto:
Dove sarebbe questa crisi?

Strade affollate nei week end e nei periodi festivi tipo il periodo Pasquale, appena trascorso.

Agriturismo, pizzeria, pub sempre belli pieni.

Ma davvero c'è questa crisi?

A me sembra solo uno spauracchio per consentire delle manovre ben redditizie. Vedi ad esempio banche che altro che aiuti alle imprese se le pappano più di prime.

Aziende medio grandi che delocalizzzano per pagare meno tasse o meglio per godere di incentivi.

Io la crisi non la vedo e sto nel profondo sud.

E voi?

Beato te. Io sto nel medio sud e la crisi la vedo benissimo. sono laureato in economia con il massimo dei voti da 6 mesi e non trovo un buco di lavoro. E non mi rispondere che non sono disposto a muovermi..perchè ho mandato domande in tutta Italia e fatto più di qualche colloquio: la risposta è sempre la stessa ovvero picchè perchè c'è la crisi o che sto in lista e un domani più o meno futuro mi chiameranno. Ovvio poi ci sono anche quei colloqui non superati probabilmente perchè la mia personalità non rispecchiava quella che cercavano loro, ed altri che ho rifiutato io come postino e call-center.
La crisi c'è eccome. Se una famiglia fa un fine settimana fuori intaccando parte dei propri risparmi, mi pare che fa bene e che non è un segnale di crisi passata. Chi lavora in una azienda che non è stata troppo penalizzata dalla crisi ha sempre il suo stipendio. La crisi la sentono:
1- chi ha perso il posto per via della crisi
2- chi vuole entrare nel mondo del lavoro e non c'è spazio
3- i datori di lavoro piccoli che anche se non stanno malissimo, stanno peggio.Probabilmente hanno fatturato meno o stanno in piccola perdita e devono cmq pagare i dipendenti.

Ecco cosa è la crisi. Il resto è demagogia. Santoro che fa vedere chi minaccia di suicidarsi è un irresponsabile e lo è altrettanto chi dichiara che la crisi non esiste. Ci vuole equilibrio nelle affermazioni.

bene io ti dico che circa 20 anni fà mio fratello laureato in ingegneria per trovare lavoro è dovuto andare al nord in Lombardia, e allora?

conosci forse qualcuno qui al sud che per il suo merito ha trovato subito lavoro negli anni passati?

io no.

Avevo già immaginato che avresti potuto obiettare così. infatti ho anche risposto a tale obiezione. Lasciamo stare vaà.. non vedi la crisi, ti ripeto: buon per te. Mi fa piacere per te. Io la vedo e come me tanta gente.
 
moogpsycho ha scritto:
skamorza ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
la crisi la stiamo affrontando grazie ai risparmi degli anni passati che gli italiani hanno saputo accantonare.. per ora la situazione si sostiene così, ma tra qualche anno se le cose non cambiano non voglio immaginare come faranno le future generazioni
dubito. l'italiano i risparmi non li tocca, se non per spese importanti, quali una ristrutturazione della casa ecc.ecc.
dubito che tocchino il gruzzoletto per la cena al ristorante.

non mi riferisco alle spese futili, ma a quelle di primaria necessità.
c'è gente che avendo perso il lavoro deve per forza appoggiarsi al resto della famiglia od ai risparmi per tirare avanti
ah, sì. avevo inteso male. siamo assolutamente d'accordo. è davvero triste però pensare a quale futuro avremo e soprattutto avranno i nostri figli. sperem.
 
leolito ha scritto:
La crisi non e' ancora arrivata, imho .... abbiamo visto solo la punta dell'iceberg ... :(
Mi quoto da solo per spiegare un po' meglio cio' che intendo ... sono convinto per una serie di motivi finora abbiamo avuto una certa "inerzia" che ci ha permesso di, diciamo, sopravvivere alle batoste degli ultimi 20 mesi.
Inoltre e' vero che un tipo di consumismo diverso da quello di societa' molto basate sul credito (a livelli brutali, altro che prendere il telefonino a rate) ci ha permesso di "scamparla" ....
Ma ho paura che stiamo rimanendo senza batteria ... e quest'anno sara' duro. La crisi "di altri", in un mondo globalizzato, e' la crisi di tutti, purtroppo.

E l'unico modo di venirne fuori sarebbe "producendo", ma l'EU sembra volta a strozzare fino a stroncare ogni velleita' produttiva, oggi con l'ecologia, domani con diritti e regole astruse, dopomani con il libero mercato, dopo con qualche altro accordo strano, ecc. ecc.
:?
 
leolito ha scritto:
leolito ha scritto:
La crisi non e' ancora arrivata, imho .... abbiamo visto solo la punta dell'iceberg ... :(
Mi quoto da solo per spiegare un po' meglio cio' che intendo ... sono convinto per una serie di motivi finora abbiamo avuto una certa "inerzia" che ci ha permesso di, diciamo, sopravvivere alle batoste degli ultimi 20 mesi.
Inoltre e' vero che un tipo di consumismo diverso da quello di societa' molto basate sul credito (a livelli brutali, altro che prendere il telefonino a rate) ci ha permesso di "scamparla" ....
Ma ho paura che stiamo rimanendo senza batteria ... e quest'anno sara' duro. La crisi "di altri", in un mondo globalizzato, e' la crisi di tutti, purtroppo.

E l'unico modo di venirne fuori sarebbe "producendo", ma l'EU sembra volta a strozzare fino a stroncare ogni velleita' produttiva, oggi con l'ecologia, domani con diritti e regole astruse, dopomani con il libero mercato, dopo con qualche altro accordo strano, ecc. ecc.
:?

io dico che non è tanto la crisi globale che ci frega quanto i costi eccessivi della spesa pubblica, della politica e di altre parassiterie varie.

Il nostro paese è uno dei più opprimenti dal punto di vista fiscale per le aziende ed i lavoratori.

Alla fine anche io se avessi una fabbrica di scarpe chiederei gli ammortizzatori sociali per i dipendenti e poi andrei a produrre in Romania et simili.

La crisi finanziaria non ha scosso le nostre banche perchè nel nostro paese ci sono dei grandi imperi finanziari emersi e sommersi
 
rema007 ha scritto:
io dico che non è tanto la crisi globale che ci frega quanto i costi eccessivi della spesa pubblica, della politica e di altre parassiterie varie.

Il nostro paese è uno dei più opprimenti dal punto di vista fiscale per le aziende ed i lavoratori.
Si, e' ovvio che 'finche' la barca va' tutto e' a posto ... adesso che con l'attrito della crisi la barca comincia ad arenarsi, sarebbe il momento di rivalutare l'impatto appunto della spesa pubblica, e dei "costi fissi di gestione" del Paese.

Dall'altro canto, snellire un po' il sistema per permettere alle aziende di lavorare di piu' sarebbe quello che potrebbe stimolare il lavoro e quindi il consumo ... entrambe le cose sono compatibili, ma bisogna avere una visione per vederci "oltre" questo scoglio.

Scusate, ultimamente sono un po' fatalista, come mi dice mio padre. Vedo un futuro di mediocrita' e non vedo modo per evitarlo, a livello collettivo.
:(
 
Siamo sicuri che sia sempre colpa degli altri??? Della crisi, dello stato birbone, del fisco iniquo, etc etc???
Certo, quello italiano non è uno stato che aiuta la ricerca, lo sviluppo, l'innovazione; certo la burocrazia è opprimente ed ottusa; sicuramente poco o nulla viene fatto per mantenere in Italia i migliori cervelli (ed anzi, spesso, sembra che vengano presia pedate nel cu.lo per farli espatriare)..
E' però anche vero che, forse, le nostre tantissime piccole e medie aziende hanno smesso di "crederci" rinunciando a quello che era il loro tratto distintivo: ovvero innovare a prescindere, dando prodotti di altissima qualità. Forse ci si è un poco rilassati sugli allori oppure si è creduto di poter virare verso prodotti più generalisti ed economici (in produzione) che permettesero margini più alti: da qui la delocalizzazione selvaggia. E' una strategia che alla lunga paga? Io non credo: impossibile fare le scarpe ai prodotti cinesi (o asiatici in generale)...Piuttosto mi pare una visione di periodo medio-breve che alla lunga porta al suicidio..
Noto inoltre come molte aziende, che continuano sulla tradizione dell'innovazione e della qualità, non solo contrastano la crisi ma, in un certo modo, la aggrediscono..
 
acrobat_68 ha scritto:
Siamo sicuri che sia sempre colpa degli altri??? Della crisi, dello stato birbone, del fisco iniquo, etc etc???
Certo, quello italiano non è uno stato che aiuta la ricerca, lo sviluppo, l'innovazione; certo la burocrazia è opprimente ed ottusa; sicuramente poco o nulla viene fatto per mantenere in Italia i migliori cervelli (ed anzi, spesso, sembra che vengano presia pedate nel cu.lo per farli espatriare)..
E' però anche vero che, forse, le nostre tantissime piccole e medie aziende hanno smesso di "crederci" rinunciando a quello che era il loro tratto distintivo: ovvero innovare a prescindere, dando prodotti di altissima qualità. Forse ci si è un poco rilassati sugli allori oppure si è creduto di poter virare verso prodotti più generalisti ed economici (in produzione) che permettesero margini più alti: da qui la delocalizzazione selvaggia. E' una strategia che alla lunga paga? Io non credo: impossibile fare le scarpe ai prodotti cinesi (o asiatici in generale)...Piuttosto mi pare una visione di periodo medio-breve che alla lunga porta al suicidio..
Noto inoltre come molte aziende, che continuano sulla tradizione dell'innovazione e della qualità, non solo contrastano la crisi ma, in un certo modo, la aggrediscono..

five stars!
 
acrobat_68 ha scritto:
Siamo sicuri che sia sempre colpa degli altri??? Della crisi, dello stato birbone, del fisco iniquo, etc etc???
Certo, quello italiano non è uno stato che aiuta la ricerca, lo sviluppo, l'innovazione; certo la burocrazia è opprimente ed ottusa; sicuramente poco o nulla viene fatto per mantenere in Italia i migliori cervelli (ed anzi, spesso, sembra che vengano presia pedate nel cu.lo per farli espatriare)..
E' però anche vero che, forse, le nostre tantissime piccole e medie aziende hanno smesso di "crederci" rinunciando a quello che era il loro tratto distintivo: ovvero innovare a prescindere, dando prodotti di altissima qualità. Forse ci si è un poco rilassati sugli allori oppure si è creduto di poter virare verso prodotti più generalisti ed economici (in produzione) che permettesero margini più alti: da qui la delocalizzazione selvaggia. E' una strategia che alla lunga paga? Io non credo: impossibile fare le scarpe ai prodotti cinesi (o asiatici in generale)...Piuttosto mi pare una visione di periodo medio-breve che alla lunga porta al suicidio..
Noto inoltre come molte aziende, che continuano sulla tradizione dell'innovazione e della qualità, non solo contrastano la crisi ma, in un certo modo, la aggrediscono..

Quoto, in effetti quello che tu esprimi è fondamentalmente quanto io vado ripetendo spesso ai miei figli (22 e 18 anni...): usare come alibi il fatto che la globalizzazione ha annullato il valore intrinseco della cultura è errore madornale!
Anzi è proprio in questo piattume globale, non certo costellato di eccellenze, che un buon patrimonio culturale, una specializzazione magari inusuale, una peculiarità che ti deriva dall'esserti impegnato in un determinato campo, possono rappresentare quel quid in più da spendere; certo senza la pretesa di realizzarsi sotto casa o avere la certezza del posto fisso.
D'altra parte è proprio questo il solito, sempre + grave handicap, che i nostri ragazzi devono affrontare nel quotidiano: in Italia si investe sempre meno in ricerca, nella scuola, nella formazione, in genere nella competitività vera di un paese moderno; anzi, al contrario, si va verificando un precipitoso ritorno alle origini, con un sistema involutivamente classista, conservatore, immobilista, senza speranza x chi non ha soldi da investire per i figli e senza alcun meccanismo premiante x chi dimostra reali attitudini o volontà.
Spero tanto di sbagliarmi, ma attualmente mio padre, allora impiegato catastale, non avrebbe certo avuto la possibilità di iscrivermi a medicina, realizzando così il mio sogno di diventare medico, ormai dal lontanissimo 1982......
E la forbice si divarica, sempre più :cry:
saluti
 
procida ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Siamo sicuri che sia sempre colpa degli altri??? Della crisi, dello stato birbone, del fisco iniquo, etc etc???
Certo, quello italiano non è uno stato che aiuta la ricerca, lo sviluppo, l'innovazione; certo la burocrazia è opprimente ed ottusa; sicuramente poco o nulla viene fatto per mantenere in Italia i migliori cervelli (ed anzi, spesso, sembra che vengano presia pedate nel cu.lo per farli espatriare)..
E' però anche vero che, forse, le nostre tantissime piccole e medie aziende hanno smesso di "crederci" rinunciando a quello che era il loro tratto distintivo: ovvero innovare a prescindere, dando prodotti di altissima qualità. Forse ci si è un poco rilassati sugli allori oppure si è creduto di poter virare verso prodotti più generalisti ed economici (in produzione) che permettesero margini più alti: da qui la delocalizzazione selvaggia. E' una strategia che alla lunga paga? Io non credo: impossibile fare le scarpe ai prodotti cinesi (o asiatici in generale)...Piuttosto mi pare una visione di periodo medio-breve che alla lunga porta al suicidio..
Noto inoltre come molte aziende, che continuano sulla tradizione dell'innovazione e della qualità, non solo contrastano la crisi ma, in un certo modo, la aggrediscono..

Quoto, in effetti quello che tu esprimi è fondamentalmente quanto io vado ripetendo spesso ai miei figli (22 e 18 anni...): usare come alibi il fatto che la globalizzazione ha annullato il valore intrinseco della cultura è errore madornale!
Anzi è proprio in questo piattume globale, non certo costellato di eccellenze, che un buon patrimonio culturale, una specializzazione magari inusuale, una peculiarità che ti deriva dall'esserti impegnato in un determinato campo, possono rappresentare quel quid in più da spendere; certo senza la pretesa di realizzarsi sotto casa o avere la certezza del posto fisso.
D'altra parte è proprio questo il solito, sempre + grave handicap, che i nostri ragazzi devono affrontare nel quotidiano: in Italia si investe sempre meno in ricerca, nella scuola, nella formazione, in genere nella competitività vera di un paese moderno; anzi, al contrario, si va verificando un precipitoso ritorno alle origini, con un sistema involutivamente classista, conservatore, immobilista, senza speranza x chi non ha soldi da investire per i figli e senza alcun meccanismo premiante x chi dimostra reali attitudini o volontà.
Spero tanto di sbagliarmi, ma attualmente mio padre, allora impiegato catastale, non avrebbe certo avuto la possibilità di iscrivermi a medicina, realizzando così il mio sogno di diventare medico, ormai dal lontanissimo 1982......
E la forbice si divarica, sempre più :cry:
saluti

è sempre bello leggerti. 5 stelle dal diabetico in incognito.
 

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