<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> chiamano una bambina Andrea | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

chiamano una bambina Andrea

jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Vedi sopra, mai detto che ne abbiano la proprietà.
Ho solo detto che il figlio è dei genitori, che decidono per lui fino alla sua indipendenza, non dello stato.
decidono per lui, compresa l'infibulazione? o la rupe tarpea?
dai, non scherziamo.
il figlio è CITTADINO dello Stato, e come tale ha diritto ad essere tutelato. anche da eventuali cazzate dei genitori.
poi si può discutere su cosa sia una scelta responsabile, e cosa sia invece una cazzata. ma non si può cambiare il principio.
Ho o non ho specificatamente scritto "salvo casi di degrado o violenza"????
Mai detto che il figlio non debba essere tutelato, ma va fatto quando è necessario.

è sempre la stessa cosa:
stabilito che il bambino è cittadino dello Stato ed ha diritto a tutela, mi pare quindi concordato che lo Stato ha diritto di intromettersi quando le scelte dei genitori sono improprie.
esempio "forte": infibulazione (problema purtroppo esistente; e se è vero che in certi posti al mondo Andrea è nome femminile, è anche vero che in altri posti al mondo l'infibulazione è cosa comune)
esempio meno forte, ma purtroppo esistente in concreto: obbligo scolastico.

abbiamo quindi un punto certo.

da lì si tratta di discutere: la scelta di un nome può essere impropria?
ovviamente sì; tu hai fatto l'esempio di chiamare un figlio Vibratore, io ti faccio l'esempio di chiamare un figlio Adolfhitler tutto attaccato.
mi pare che anche qui siamo tutti d'accordo, quindi un principio l'abbiamo individuato: il principio che i figli non sono dei genitori (nel senso "di loro esclusiva competenza", non di proprietà), ma che i genitori esercitano delle scelte entro limiti che lo Stato individua a tutela del bambino (e non di se stesso Stato).

continuiamo: la scelta di genere del nome può essere impropria ?

lì cominciamo a dividerci: secondo me non è ragionevole consentire di chiamare Osvaldo una femmina o Francesca un maschietto.
sempre secondo me (ma si può non essere dello stesso parere) uno a casa sua chiama il figlio come vuole ma quando lo iscrive all'anagrafe legittimamente lo Stato rifiuta di iscrivere una bimba Osvaldo.

ultimo gradino, ma solo per chi è del mio stesso parere se non il problema non si pone: Andrea in Italia è maschile quanto Osvaldo oppure è un nome "unisex"?
mah.
chissà.
liberi tutti di avere la propria opinione, sul punto specifico.
ma il principio resta.
 
desmo1987 ha scritto:
Io non vedo il problema.
Andrea E' un nome straniero femminile, perchè lo stato dovrebbe OBBLIGARE i genitori a non utilizzare un nome straniero? :shock:
Perchè se l'avessero chiamata Crocifissa nessuno avrebbe detto niente? :shock:

Come si è già detto: Andrea è un nome STRANIERO femminile, in italiano è MASCHILE.

Dal Corriere:

il ragionamento dei giudici ha seguito questo filo logico: siccome in Italia Andrea «è indiscutibilmente un nome da uomo», come prova «il riferimento alla tradizione del nostro Paese», non può essere usato al femminile, anche se in altri Paesi è consentito. Per cui l' atto di nascita dovrà essere necessariamente rettificato, così come il documento di identità

Se l'avessero chiamata Crocifissa il problema non si sarebbe posto.
 
jaccos ha scritto:
ho detto come la penso io, non come funziona nella realtà.
So benissimo che lo stato può fare quel che vuole e si infila nella sfera privata delle persone in maniera invasiva e prepotente
appunto, è un tuo parere. la realtà è un'altra.

Ma spiegami un pò, se due vogliono chiamare un figlio o una figlia Sam? O Kunang? Eppure lo fanno, i nomi neutri esistono, vengono usati e registrati
come ho scritto in precedenza, personalmente credo che questo caso sia appunto una sciocchezza, tenendo conto anche del fatto che i nomi - come la lingua - sono soggetti ai mutamenti dei tempi: i gusti e le consuetudini cambiano e lo stato dovrebbe tenerlo presente. e credo che patirà ben più prese per il c**o un bambino di nome Natan Falco piuttosto che una bimba di nome Andrea.
 
belpietro ha scritto:
.

ultimo gradino, ma solo per chi è del mio stesso parere se non il problema non si pone: Andrea in Italia è maschile quanto Osvaldo oppure è un nome "unisex"?
.

Secondo i tuoi colleghi del tribunale di Mantova vale il riferimento alla tradizione (vedi link nel mio post sopra). Senza scomodare i giureconsulti, proviamo a fare una ricerca in qualsiasi ufficio anagrafe e vediamo tra gli "Andrea" che troviamo quanti sono maschi e quante femmine. Se fosse un nome unisex dovremmo stare sul 50%, ma ho la sensazione che non sia proprio così....
 
belpietro ha scritto:
ultimo gradino, ma solo per chi è del mio stesso parere se non il problema non si pone: Andrea in Italia è maschile quanto Osvaldo oppure è un nome "unisex"?
mah.
chissà.
liberi tutti di avere la propria opinione, sul punto specifico.
ma il principio resta.

il principio è legittimo e tutto da condividere.
Ma ormai non possiamo più parlare solo di Italia: il mondo è il vero confine. Quindi deve finire il tempo in cui il nome veniva scelto dal santo del calendario o da qualche appellativo religioso.
Sinceramente parlando è più "scandaloso" oggi dare il nome a una bambina di Crocefissa o Andrea (con tutto il rispetto per le Crocefisse).
Oggi ci scorniamo su Andrea al femminile, ma domani come ci comporteremo davanti a un Rosario figlia di un americano e una italiana?
O una Yangyang figlia di una cinese e un italiano?
Oppure ai vari Oluwa, Nwa, Latifah che suonano assurdi a noi, ma in coppie miste sarebbero più che legittimi.
Ci mettiamo a fare un albo dei nomi consentiti? :shock:
 
chepallerossi! ha scritto:
. e credo che patirà ben più prese per il c**o un bambino di nome Natan Falco piuttosto che una bimba di nome Andrea.

Beh, io conosco un Falcomario, che guarda caso è un conte..... vabbè, il punto è un altro: Natan Falco patirà le prese per il c**lo, Andrea subirà fastidi burocratici. Su cosa sia peggio possiamo sempre discutere.
 
a_gricolo ha scritto:
Secondo i tuoi colleghi del tribunale di Mantova vale il riferimento alla tradizione (vedi link nel mio post sopra). Senza scomodare i giureconsulti, proviamo a fare una ricerca in qualsiasi ufficio anagrafe e vediamo tra gli "Andrea" che troviamo quanti sono maschi e quante femmine. Se fosse un nome unisex dovremmo stare sul 50%, ma ho la sensazione che non sia proprio così....

se fosse esclusivamente maschile in un qualsiasi ufficio anagrafe non dovrebbero esistere Andrea femmine. Ma ho postato che all'anagrafe di Torino esistono ben 171 Andrea femmine. Quindi non è esclusivamente maschile.
E' predominante maschile.
Una bella differenza.
 
a_gricolo ha scritto:
Se l'avessero chiamata Crocifissa il problema non si sarebbe posto.

si potrebbe in linea teorica obiettare anche su questo nome, così come per Assunta, Immacolata, Pasquale, Natale, Salvatore, ecc.
sono nomi con una esplicita connotazione religiosa che poco si sposano ad una concezione laica dello stato. chi concede ai genitori il diritto di imporre un nome "confessionale" a un figlio che poi potrà essere ateo o cambiare religione?
 
silverrain ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Secondo i tuoi colleghi del tribunale di Mantova vale il riferimento alla tradizione (vedi link nel mio post sopra). Senza scomodare i giureconsulti, proviamo a fare una ricerca in qualsiasi ufficio anagrafe e vediamo tra gli "Andrea" che troviamo quanti sono maschi e quante femmine. Se fosse un nome unisex dovremmo stare sul 50%, ma ho la sensazione che non sia proprio così....

se fosse esclusivamente maschile in un qualsiasi ufficio anagrafe non dovrebbero esistere Andrea femmine. Ma ho postato che all'anagrafe di Torino esistono ben 171 Andrea femmine. Quindi non è esclusivamente maschile.
E' predominante maschile.
Una bella differenza.

Sei in grado di dire anche quanti Andrea maschi ci sono nella stessa anagrafe?
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Vedi sopra, mai detto che ne abbiano la proprietà.
Ho solo detto che il figlio è dei genitori, che decidono per lui fino alla sua indipendenza, non dello stato.
decidono per lui, compresa l'infibulazione? o la rupe tarpea?
dai, non scherziamo.
il figlio è CITTADINO dello Stato, e come tale ha diritto ad essere tutelato. anche da eventuali cazzate dei genitori.
poi si può discutere su cosa sia una scelta responsabile, e cosa sia invece una cazzata. ma non si può cambiare il principio.
Ho o non ho specificatamente scritto "salvo casi di degrado o violenza"????
Mai detto che il figlio non debba essere tutelato, ma va fatto quando è necessario.

è sempre la stessa cosa:
stabilito che il bambino è cittadino dello Stato ed ha diritto a tutela, mi pare quindi concordato che lo Stato ha diritto di intromettersi quando le scelte dei genitori sono improprie.
esempio "forte": infibulazione (problema purtroppo esistente; e se è vero che in certi posti al mondo Andrea è nome femminile, è anche vero che in altri posti al mondo l'infibulazione è cosa comune)
esempio meno forte, ma purtroppo esistente in concreto: obbligo scolastico.

abbiamo quindi un punto certo.

da lì si tratta di discutere: la scelta di un nome può essere impropria?
ovviamente sì; tu hai fatto l'esempio di chiamare un figlio Vibratore, io ti faccio l'esempio di chiamare un figlio Adolfhitler tutto attaccato.
mi pare che anche qui siamo tutti d'accordo, quindi un principio l'abbiamo individuato: il principio che i figli non sono dei genitori (nel senso "di loro esclusiva competenza", non di proprietà), ma che i genitori esercitano delle scelte entro limiti che lo Stato individua a tutela del bambino (e non di se stesso Stato).

continuiamo: la scelta di genere del nome può essere impropria ?

lì cominciamo a dividerci: secondo me non è ragionevole consentire di chiamare Osvaldo una femmina o Francesca un maschietto.
sempre secondo me (ma si può non essere dello stesso parere) uno a casa sua chiama il figlio come vuole ma quando lo iscrive all'anagrafe legittimamente lo Stato rifiuta di iscrivere una bimba Osvaldo.

ultimo gradino, ma solo per chi è del mio stesso parere se non il problema non si pone: Andrea in Italia è maschile quanto Osvaldo oppure è un nome "unisex"?
mah.
chissà.
liberi tutti di avere la propria opinione, sul punto specifico.
ma il principio resta.
Sul primo capoverso: la penso allo stesso modo e rientra in ciò che ho detto finora, nei casi gravi come violenza (l'infibulazione) o degrado (impedire lo sviluppo intellettuale del figlio) sfondi una porta aperta.

Sul secondo: già meno, io sarei molto più elastico coi nomi. Non chiamerei MAI mio figlio Vibratore o Adolfhitler, figuriamoci (mi piacciono i nomi classici), però, fosse per me, un'altro può fare quel che vuole. Poi ovviamente capisco che per molti è troppo e mi adeguo per carità....

Sul terzo: vedi sopra...

Sul quarto: imho, ognuno faccia come meglio crede.
 
chepallerossi! ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Se l'avessero chiamata Crocifissa il problema non si sarebbe posto.

si potrebbe in linea teorica obiettare anche su questo nome, così come per Assunta, Immacolata, Pasquale, Natale, Salvatore, ecc.
sono nomi con una esplicita connotazione religiosa che poco si sposano ad una concezione laica dello stato. chi concede ai genitori il diritto di imporre un nome "confessionale" a un figlio che poi potrà essere ateo o cambiare religione?

Credo che lo spirito di quella legge fosse inteso più che altro a ridurre la possibilità di incorrere in errori nei documenti.
 
chepallerossi! ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Natan Falco patirà le prese per il c**lo, Andrea subirà fastidi burocratici

non sono certo nemmeno di questo: qualunque documento che preveda la compilazione dei dati anagrafici prevede la casella M/F.

Nella vita di tutti i giorni non ti porti dietro il certificato di nascita.....
 
Back
Alto