trecentotredici ha scritto:
Ma ora lanciare qualche megatone su Raqqa pare brutto?
Sì. E pure controproducente. A Hiroshima e Nagasaki lo scopo era dare il colpo di grazia a un avversario già stanco e al tappeto, qui si otterrebbe solo di affratellare anche la stragrande maggioranza dei moderati nella guerra senza quartiere contro l'infedele autore di un tale scempio.
E allora interniamo tutti i mussulmani in qualche campo, lo fecero pure gli americani con i giapponesi dopo pearl harbor.
Altra grossa cazzata. Oltretutto semplicemente irrealizzabile anche solo guardando i meri numeri.
L'occidente deve svegliarsi. Dobbiamo scendere in guerra.
1) E' molto probabilmente proprio quello che vogliono "gli altri". Perché non è per niente sicuro che la vinceremmo, anzi.
2) Anche volendo: contro chi? Arabi? Siriani? Afghani? Irakeni? Uomini? Donne e bambini? Tutto il miliardo e mezzo di islamici sparsi ovunque nel mondo, spesso senza niente da perdere, pronti a morire per eseguire una fatwa o per la vittoria della jihad?
2 bis) E su quale fronte? A casa loro? A casa nostra? Ovunque vi sia un minareto?
2 ter) Con quali regole di ingaggio? Facciamo prigionieri? Spariamo a vista? Come riconosco un nemico da un amico o da un civile inerme?
3) Per ultimo la domanda più importante di tutte, l'unica che non sento mai fare: Perché? Perché questi ce l'hanno così tanto con noi da voler sacrificare la vita per farci del male? Perché dovrei fare la guerra a un nemico che neanche conosco e dal quale non voglio nulla? Perché la gente non si ferma un attimo a chiedersi perché, invece di pensare solo al modo migliore di ottenere vendetta per il sangue versato?
Tante domande, tutte senza risposta, soprattutto senza risposta sicuramente giusta. E siccome non ne trovo, io vo a letto, a odiare la tizia che speculava sulla pelle dei malati di tumore.
Buonanotte.