Jambana ha scritto:
...Grazie proprio agli incentivi che hanno fatto diffondere la tecnologia, creato sistema e fatto abbassare i prezzi! Questo è sempre stato lo scopo degli incentivi...
Le fonti rinnovabili mi piacciono e le trovo molto più degne di spesa di tante altre cose, ma sarei molto più cauto nel santificare gli incentivi, che in questo caso sono stati oggetto di pesanti distorsioni rispetto alla condivisibile idea iniziale.
Nei primi tempi il meccanismo era strutturato in maniera tale che
non fosse assolutamente "conveniente" (=remunerativo) installare impianti sovradimensionati.
L'energia riversata in rete (quando i pannelli producono più di quanto la casa sta assorbendo) veniva conteggiata in termini
non monetari (kWh); la compagnia elettrica emanava una sola bolletta a fine anno facendo un conguaglio. Se l'utente aveva assorbito complessivamente più di quanto aveva emesso pagava la differenza, in caso contrario nulla pagava e rimaneva
creditore dell'
energia restante (kWh), che veniva riportata nel bilancio dell'anno successivo, ma che doveva essere consumata
entro tre anni perché altrimenti veniva
depennata.
Morale della favola: se avevi un impianto che produceva più di quanto necessario per i tuoi effettivi consumi, l'energia in più alla fine andava
regalata alla comunità. Inoltre
non si ricevevano assolutamente soldi.
In seguito la questione è cambiata. Adesso
tutta l'energia prodotta viene
pagata in contanti (mooolto generosamente, grazie agli "incentivi"), per cui tanto più l'impianto produce tanti più quattrini si ricevono, indipendentemente dai consumi e dal reale fabbisogno. In altre parole, via libera alle speculazioni più spudorate.
Inoltre è stato totalmente
snaturato il concetto di base dell'incentivo, che inizialmente doveva essere una sorta di aiuto/premio che lo stato forniva a coloro che si accollavano la pesante spesa di un impianto FV. Tu compri e installi l'impianto e lo
paghi; nei 12-15 anni a seguire, un po' alla volta,
se tutto va bene, potrai rientrare della spesa sostenuta. Ora invece si legge ovunque che chi compra e paga l'impianto è un pirla; gli impianti sono
"a costo zero" (concetto particolarmente ipocrita quando abbinato a impianti pubblici, come quelli sulle scuole) perché si comprano a rate e poi si pagano le rate con i quattrini che arrivano dal cielo grazie agli incentivi.
Per finire,
non credo affatto che la presenza di incentivi, specie quando generosi, provochi un abbassamento dei prezzi.
Anzi.