<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto ibride: qualcosa non torna | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Auto ibride: qualcosa non torna

marimasse ha scritto:
Jambana ha scritto:
Vogliamo dire che è anche una questione di tecnologia e investimenti industriali?...
Senz'altro.
Però gli investimenti vengono decisi, in larga misura, in base al comportamento ed alle richieste più o meno esplicite della clientela. Se i compratori dimostrano (con i comportamenti e soprattutto con il portafoglio) di essere molto più interessati al prodotto A che al prodotto B, gli investimenti industriali si fanno per il prodotto A.

Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...
 
Jambana ha scritto:
marimasse ha scritto:
Jambana ha scritto:
Vogliamo dire che è anche una questione di tecnologia e investimenti industriali?...
Senz'altro.
Però gli investimenti vengono decisi, in larga misura, in base al comportamento ed alle richieste più o meno esplicite della clientela. Se i compratori dimostrano (con i comportamenti e soprattutto con il portafoglio) di essere molto più interessati al prodotto A che al prodotto B, gli investimenti industriali si fanno per il prodotto A.

Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...

Partiamo da lontano : l'uomo nella sua natura, e la storia lo conferma, ha sempre cercato di sviluppare e migliorare le proprie invenzioni per alzare il suo livello qualitativo di vita. Peccato però che noi europei sfruttiamo ogni singola risorsa secondo uno schema fisso, cioè non passiamo alla risorsa successiva se non abbiamo esaurito quella precedente sopratutto per ragioni economiche.
Quindi risulta logico partire con la benzina, poi il gasolio (suo derivato), poi i vari gas ( gpl e metano) e cosi via. La mentalità Giapponese come quella Nord Americana partono invece con il concetto di arrivare subito alla risorsa che in quel momento possa avere poco impatto ambientale anche a discapito a volte del suo fattore economico, ricordo che la tecnologia full hybrid ha già 13 anni.Lo stesso vale per molte altre cose come sulla sicurezza infatti se una cosa non ci costringe il governo ad adottarla non la facciamo.
 
marimasse ha scritto:
alkiap ha scritto:
...l'europeo medio è ancora ancorato al naftone...
Più che altro, direi "ancorato ai cavalli" e sostanzialmente non interessato ai consumi e ai rendimenti o, comunque, non disposto ad attribuire più importanza e valore (e denaro) ai consumi e ai rendimenti che alle psico-prestazioni.
In altre parole, le automobili di media cilindrata che non superano i 12-14km/l non solo vengono ancora costruite, ma si vendono senza alcuna difficoltà, così come si producono e si vendono benissimo le automobili di media cilindrata che erogano 160-180cv praticamente mai utilizzabili nella realtà quotidiana delle strade, specie nostrane.
Una vettura che fosse espressamente progettata per avere come priorità, sfruttando a fondo in tal senso le tecnologie già esistenti, i bassi consumi e i bassi costi di manutenzione (magari grazie ad un sistema ibrido davvero innovativo) e fosse però incapace di scatti brucianti e sgommate e vocalizzi aggressivi sarebbe invece considerata un "polmone", un veicolo da sfi...ati o da pensionati rimbambiti e rimarrebbe largamente invenduta.

Non a caso molte delle attuali auto "ibride" sono di fatto assai costose ed esclusive: auto in cui all'esibizione del lusso e dei tanti cavalli si aggiunge una esibizione ulteriore.

Aggiungendo a questo la giusta osservazione che qualcuno ha già fatto (le aziende propongono il prodotto che la clientela dimostra di essere interessata a comprare) si ottiene un quadro abbastanza chiaro.
saremmo d'accordo. se non fosse che nella realtà nostrana i cavalli possono venire sfruttati tutti tuttora eccome. se togliamo rari casi (tratte soggette a tutor) le possibilità di essere beccati ad infrangere il cds sono rarissime. le forze dell'ordine controlli stradali ne fanno quasi mai, gli autovelox debbono essere "telefonati" al guidatore per evitare ricorsi con esito positivo certo ed i guidatori che rispettano autonomamente il cds sono pressochè assenti (se togliamo me e te, noti "vigliacchi" timorosi di gettare al vento soldi guadagnati con fatica).
 
La tecnologia ibrida ha circa cent'anni, non 13 come dici tu. Il gasolio non è un derivato della benzina come non lo sono i gas. E la mentalitá europea, al pari di quella di tutto il resto del mondo, è quella di sfruttare l'energia più facile da ottenere e più a buon mercato. L'unica cosa vera chehai detto è che l'uomo cerca sempre di migliorare la propria condizione.

hpx ha scritto:
Jambana ha scritto:
marimasse ha scritto:
Jambana ha scritto:
Vogliamo dire che è anche una questione di tecnologia e investimenti industriali?...
Senz'altro.
Però gli investimenti vengono decisi, in larga misura, in base al comportamento ed alle richieste più o meno esplicite della clientela. Se i compratori dimostrano (con i comportamenti e soprattutto con il portafoglio) di essere molto più interessati al prodotto A che al prodotto B, gli investimenti industriali si fanno per il prodotto A.

Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...

Partiamo da lontano : l'uomo nella sua natura, e la storia lo conferma, ha sempre cercato di sviluppare e migliorare le proprie invenzioni per alzare il suo livello qualitativo di vita. Peccato però che noi europei sfruttiamo ogni singola risorsa secondo uno schema fisso, cioè non passiamo alla risorsa successiva se non abbiamo esaurito quella precedente sopratutto per ragioni economiche.
Quindi risulta logico partire con la benzina, poi il gasolio (suo derivato), poi i vari gas ( gpl e metano) e cosi via. La mentalità Giapponese come quella Nord Americana partono invece con il concetto di arrivare subito alla risorsa che in quel momento possa avere poco impatto ambientale anche a discapito a volte del suo fattore economico, ricordo che la tecnologia full hybrid ha già 13 anni.Lo stesso vale per molte altre cose come sulla sicurezza infatti se una cosa non ci costringe il governo ad adottarla non la facciamo.
 
lsdiff ha scritto:
La tecnologia ibrida ha circa cent'anni, non 13 come dici tu. Il gasolio non è un derivato della benzina come non lo sono i gas. E la mentalitá europea, al pari di quella di tutto il resto del mondo, è quella di sfruttare l'energia più facile da ottenere e più a buon mercato. L'unica cosa vera chehai detto è che l'uomo cerca sempre di migliorare la propria condizione.

hpx ha scritto:
Jambana ha scritto:
marimasse ha scritto:
Jambana ha scritto:
Vogliamo dire che è anche una questione di tecnologia e investimenti industriali?...
Senz'altro.
Però gli investimenti vengono decisi, in larga misura, in base al comportamento ed alle richieste più o meno esplicite della clientela. Se i compratori dimostrano (con i comportamenti e soprattutto con il portafoglio) di essere molto più interessati al prodotto A che al prodotto B, gli investimenti industriali si fanno per il prodotto A.

Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...

Partiamo da lontano : l'uomo nella sua natura, e la storia lo conferma, ha sempre cercato di sviluppare e migliorare le proprie invenzioni per alzare il suo livello qualitativo di vita. Peccato però che noi europei sfruttiamo ogni singola risorsa secondo uno schema fisso, cioè non passiamo alla risorsa successiva se non abbiamo esaurito quella precedente sopratutto per ragioni economiche.
Quindi risulta logico partire con la benzina, poi il gasolio (suo derivato), poi i vari gas ( gpl e metano) e cosi via. La mentalità Giapponese come quella Nord Americana partono invece con il concetto di arrivare subito alla risorsa che in quel momento possa avere poco impatto ambientale anche a discapito a volte del suo fattore economico, ricordo che la tecnologia full hybrid ha già 13 anni.Lo stesso vale per molte altre cose come sulla sicurezza infatti se una cosa non ci costringe il governo ad adottarla non la facciamo.

Ti consiglio di leggere BENE quello che ho scritto. Io non ho parlato della STORIA della tecnologia ibrida, ma del fatto che la tecnologia FULL HYBRID è disponibile commercialmente ALLA MASSA da 13 anni ( Toyota) ma "qualcuno" lo scopre SOLO ORA. Perchè non prima? Per il prezzo? Tutte balle perchè se le aziende all'epoca ne sviluppavano il concetto a quest'ora costavano la metà, perchè spendere in ricerca quando nessuno ti costringe? E' ovvio adesso che il limite emissioni comincia far paura per le vendite, allora tutti a fare ibride per salvarsi il c..o.Ti ricordo che nel 2003 solo negli stati uniti la toyota vendette 25 mila prius contro i 900 esemplari in tutta europa, questo non ti dice niente ? Oggi ne vende 140 mila contro le 35 dell'europa anche questo dato è niente? Il gasolio se non lo sai ERA uno "scarto" di raffinazione della benzina insieme ad altri composti che veniva principalmente riutilizzato per il riscaldamento e per i camion. Poi se l'industria negli anni pian piano lo ha introdotto e raffinato per adottarlo per le auto è un'altra storia.NON HO MAI scritto che dalla benzina si estrae alcun tipo di gas. La mentalità Europea mi spiace per te ma è più menefreghista, tranne alcuni paesi nordici la nostra addirittura è AFRICANA. A me non risulta che nessun stato europeo ( se non la comunità europea quando riesce a mettere d'accordo tutti e cioè mai) si stia comportando come lo stato della California & C. che se ne frega se produci auto obsolete, se non rispetti la tabella di marcia nelle emissioni vai a vendere auto da un'altra parte. Senza contare tutti gli altri aspetti come quello della sicurezza o difesa del consumatore che noi ce li scordiamo. E non mi risulta neanche, sopratutto noi italiani,che investiamo seriamente per la tutela del nostro paese a meno che non ci siamo obbligati, anzi dobbiamo far intervenire l'esercito per far smaltire i rifiuti. Per le prossime vacanze ti consiglio di andare a conoscere culture diverse dalla nostra perchè non siamo,come recita una canzone, l'ombelico del mondo anzi io direi invece che siamo il buco del ...... del mondo.
 
Jambana ha scritto:
...Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...
Le auto che, magari in abbinamento a prestazioni "sportive" inferiori (= numero non affascinante di psico-cavalli) o a minori dotazioni di futili accessori, consumano sensibilmente meno di altre e hanno costi di manutenzione sensibilmente minori, ci sono da parecchio tempo. Esistono, si possono comprare, fanno parte dell'offerta.
Però si vendono assai poco e, quindi, sono e rimangono poche e non destinatarie di investimenti significativi.

Se io metto a catalogo, per ampliare la gamma pensando anche a possibili clienti un po' particolari o semplicemente per fare un esperimento, un'auto gialla a pallini rosa e dopo un po' rilevo che di quell'auto ho venduto pochissimi esemplari, di certo non mi verrà in mente di investire quattrini per studiare pallini rosa più sofisticati. Investirò su altri modelli, quelli che la clientela ha dimostrato di preferire. Se tutte la ditte di biscotti fanno i biscotti con i pezzetti di cioccolato all'interno non è perché ci sia una congiura che vuole imporre al popolo quel tipo di biscotto, ma perché evidentemente si è osservato che quel tipo di biscotto di vende molto meglio e di più.

Se i compratori di automobili avessero davvero dimostrato nei fatti di essere molto interessati ai consumi ed agli sprechi, allora le automobili di media cilindrata che non arrivano a 16km/l sarebbero un lontano ricordo, perché da almeno 15 anni quasi nessuno le comprerebbe più, visto che da almeno 15 anni si possono benissimo costruire automobili che non scendono sotto quei 16km/l a meno che uno non ci si metta proprio di impegno. Le auto ibride quindi si sarebbero viste assai prima e sarebbero oggi molto più diffuse, per la semplice ragione che nessuno spenderebbe X per comprare una vettura che fa 14-16km/l se con la stessa cifra fosse comprabile una vettura di analoghe dimensioni e potenzialità operative che però consuma quasi la metà.

Il meccanismo domanda/offerta non è affatto unilaterale, il consumatore non è affatto privo di "responsabilità" (nonostante gli piaccia credere il contrario). Le speculazioni sui carburanti hanno conosciuto una timidissima riduzione di arroganza solo negli ultimi anni e solo perché parecchia gente ha cominciato a fare regolarmente rifornimento presso i distributori che praticano prezzi meno esosi. Però moltissimi automobilisti (la maggioranza) continuano a comprare il carburante dove costa di più e quindi le speculazioni in gran parte continuano.
 
marimasse ha scritto:
Jambana ha scritto:
...Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...
Le auto che, magari in abbinamento a prestazioni "sportive" inferiori (= numero non affascinante di psico-cavalli) o a minori dotazioni di futili accessori, consumano sensibilmente meno di altre e hanno costi di manutenzione sensibilmente minori, ci sono da parecchio tempo. Esistono, si possono comprare, fanno parte dell'offerta.
Però si vendono assai poco e, quindi, sono e rimangono poche e non destinatarie di investimenti significativi.

Se io metto a catalogo, per ampliare la gamma pensando anche a possibili clienti un po' particolari o semplicemente per fare un esperimento, un'auto gialla a pallini rosa e dopo un po' rilevo che di quell'auto ho venduto pochissimi esemplari, di certo non mi verrà in mente di investire quattrini per studiare pallini rosa più sofisticati. Investirò su altri modelli, quelli che la clientela ha dimostrato di preferire. Se tutte la ditte di biscotti fanno i biscotti con i pezzetti di cioccolato all'interno non è perché ci sia una congiura che vuole imporre al popolo quel tipo di biscotto, ma perché evidentemente si è osservato che quel tipo di biscotto di vende molto meglio e di più.

Se i compratori di automobili avessero davvero dimostrato nei fatti di essere molto interessati ai consumi ed agli sprechi, allora le automobili di media cilindrata che non arrivano a 16km/l sarebbero un lontano ricordo, perché da almeno 15 anni quasi nessuno le comprerebbe più, visto che da almeno 15 anni si possono benissimo costruire automobili che non scendono sotto quei 16km/l a meno che uno non ci si metta proprio di impegno. Le auto ibride quindi si sarebbero viste assai prima e sarebbero oggi molto più diffuse, per la semplice ragione che nessuno spenderebbe X per comprare una vettura che fa 14-16km/l se con la stessa cifra fosse comprabile una vettura di analoghe dimensioni e potenzialità operative che però consuma quasi la metà.

Il meccanismo domanda/offerta non è affatto unilaterale, il consumatore non è affatto privo di "responsabilità" (nonostante gli piaccia credere il contrario). Le speculazioni sui carburanti hanno conosciuto una timidissima riduzione di arroganza solo negli ultimi anni e solo perché parecchia gente ha cominciato a fare regolarmente rifornimento presso i distributori che praticano prezzi meno esosi. Però moltissimi automobilisti (la maggioranza) continuano a comprare il carburante dove costa di più e quindi le speculazioni in gran parte continuano.

L'automobile è un oggetto con contenuti tecnologici complessi, così come lo sono le implicazioni commerciali.

Proprio per questo, l'orientamento tecnologico delle case presenti maggiormente sui diversi mercati, unito a quello normativo (che influenza il tecnologico) rendono la risposta molto più semplice:

- in Giappone le auto ibride sono in testa alle classifiche assolute di vendita;

- in USA , e soprattutto in California, all'avanguardia nelle normative sui LEV e ZEV, e dove le case giapponesi hanno una penetrazione commerciale molto robusta e consolidata in tutti i segmenti, se ne vendono moltissime e sono una vera moda;

- In Europa, dove i maggiori costruttori locali hanno puntato tutto sui turbodiesel, e non hanno un'offerta di auto ibride, le vendite delle stesse sono molto più basse. A che pro investire somme colossali in R&D quando i piccoli e "sporchi" turbodiesel vendono benissimo (pur avendo non pochi problemi di emissioni, di cui la storia del FAP è emblematica, ma tanto cosa importa all'utilizzatore finale di emettere particolato o microparticolato, se tanto i consumi sono abbastanza bassi...).

Sono convinto che se Fiat, PSA, Opel, Ford Europe (tanto per citare i maggiori costruttori generalisti presenti sui mercati europei) fossero arrivati qualche anno fa a sviluppare una tecnologia ibrida prodotta in grande serie (cosa che ancora dopo anni, semplicemente, non hanno...) magari incentivati da normative davvero stringenti come in California, per esempio, oggi le ibride sarebbero molto più diffuse in Europa.

Come si fa a negare che le scelte tecnologiche dei produttori che di fatto monopolizzano, o comunque hanno un ruolo determinante in un mercato locale, non influenzino e orientino quelle della clientela?

Come fa un acquirente "X" a decidere di acquistare un'Ibrida se il concessionario Fiat, Ford o Opel sotto casa non la propone perché non la producono neanche? Se il cugino, il vicino di casa o il collega di lavoro, comunque gran parte delle persone nella sua cerchia di conoscenze non sanno neanche cosa sia o ne hanno un'idea vaga? (lasciando perdere Milano che è un caso a parte con le sue innumerevoli Prius in versione taxi).

Non tutti sono così informati e/o motivati per andare a varcare appositamente i cancelli di una concessionaria Toyota o Honda presi dal sacro fuoco della tecnologia innovativa (anche se ormai in verità, è più che consolidata presso questi costruttori)...una tecnologia, appunto, diventa popolare quando, dopo essere stata di esclusivo dominio della clientela informata e consapevole , diventa di dominio della massa, e questo avviene anche quando c'è anche un'ampia offerta tecnica e commerciale, cosa che attualmente in tra i costruttori europei non c'è per l'ibrido, anche se la sua implementazione è certa. Ne riparliamo tra 5-10 anni.
 
Jambana ha scritto:
Non tutti sono così informati e/o motivati per andare a varcare appositamente i cancelli di una concessionaria Toyota o Honda presi dal sacro fuoco della tecnologia innovativa (anche se ormai in verità, è più che consolidata presso questi costruttori)...una tecnologia, appunto, diventa popolare quando, dopo essere stata di esclusivo dominio della clientela informata e consapevole , diventa di dominio della massa, e questo avviene anche quando c'è anche un'ampia offerta tecnica e commerciale, cosa che attualmente in tra i costruttori europei non c'è per l'ibrido, anche se la sua implementazione è certa. Ne riparliamo tra 5-10 anni.

Non capisco quale sia la difficoltà di varcare i cancelli di una concessionaria Toyota o Honda (due colossi dell'auto, non due marchi sconosciuti).
Se un europeo vuole l'ibrida, semplicemente se la compra. Oggi, non fra 5-10 anni.
 
stratoszero ha scritto:
Non capisco quale sia la difficoltà di varcare i cancelli di una concessionaria Toyota o Honda (due colossi dell'auto, non due marchi sconosciuti).
Se un europeo vuole l'ibrida, semplicemente se la compra. Oggi, non fra 5-10 anni.

Per quanto riguarda le concessionarie Honda, in Italia si rischia di dover fare almeno una cinquantina di km o più per trovarne una, ma detto questo, credi che davvero la gran parte degli utenti, in questo momento, all'atto di dover acquistare un'auto nuova, pensi subito ad un'auto ibrida?
Credi che la massa, compresi quelli che di auto sanno poco e niente, conosca già abbastanza la tecnologia e le prerogative di auto come Prius, Insight, Aurid HSD o Jazz Hybrid per metterle come prime alternative?

Credi che la maggior parte degli italiani o degli europei le consideri come scelta iniziale?

Anche, per esempio, una casa passiva a bassissimo consumo, se vuole, un europeo può semplicemente comprarla.

Ma in quanti lo fanno? In quanti lo SANNO?

Se domani, con grande battage ed enfasi pubblicitaria, in italia uscisse tutta una gamma Fiat ibrida, sarebbe lo stesso? I numeri (compresi quelli delle flotte commerciali, delle grandi flotte di noleggio, della pubblica amministrazione, etc etc) sarebbero gli stessi?
 
io concordo con chi crede che il mercato non lo facciano i consumatori. Semplicemente se una cosa rende (produrla e/o venderla), questa entrerà nei bisogni della comunità con dinamiche di marketing spaventosamente scientifiche. Beato chi crede di poter decidere cosa prendere (pia illusione).
Ciò detto non voglio estremizzare, cioè esistono persone più accorte di altre, ma anche queste sono codificate nel sistema commerciale e fanno parte di una categoria.
Riguardo al tema della discussione ritengo esista un colpevole ritardo dei produttori europei che si stanno trovando spiazzati sul tema ibrido perchè l'hanno sottovalutato. Questo sistema, non essendo prodotto da noi è stato "contingentato" semplicemente ignorandolo (e qui anche i media sono stati al gioco).
La 3008 rappresenta la situazione europea: dove? come va? chi l'ha mai vista?
In effetti c'è chi sta soffrendo un ritardo di 13 anni.
 
hpx ha scritto:
lsdiff ha scritto:
La tecnologia ibrida ha circa cent'anni, non 13 come dici tu. Il gasolio non è un derivato della benzina come non lo sono i gas. E la mentalitá europea, al pari di quella di tutto il resto del mondo, è quella di sfruttare l'energia più facile da ottenere e più a buon mercato. L'unica cosa vera chehai detto è che l'uomo cerca sempre di migliorare la propria condizione.

hpx ha scritto:
Jambana ha scritto:
marimasse ha scritto:
Jambana ha scritto:
Vogliamo dire che è anche una questione di tecnologia e investimenti industriali?...
Senz'altro.
Però gli investimenti vengono decisi, in larga misura, in base al comportamento ed alle richieste più o meno esplicite della clientela. Se i compratori dimostrano (con i comportamenti e soprattutto con il portafoglio) di essere molto più interessati al prodotto A che al prodotto B, gli investimenti industriali si fanno per il prodotto A.

Se alla clientela però non offri niente, questa non potrà certo decidere...

Partiamo da lontano : l'uomo nella sua natura, e la storia lo conferma, ha sempre cercato di sviluppare e migliorare le proprie invenzioni per alzare il suo livello qualitativo di vita. Peccato però che noi europei sfruttiamo ogni singola risorsa secondo uno schema fisso, cioè non passiamo alla risorsa successiva se non abbiamo esaurito quella precedente sopratutto per ragioni economiche.
Quindi risulta logico partire con la benzina, poi il gasolio (suo derivato), poi i vari gas ( gpl e metano) e cosi via. La mentalità Giapponese come quella Nord Americana partono invece con il concetto di arrivare subito alla risorsa che in quel momento possa avere poco impatto ambientale anche a discapito a volte del suo fattore economico, ricordo che la tecnologia full hybrid ha già 13 anni.Lo stesso vale per molte altre cose come sulla sicurezza infatti se una cosa non ci costringe il governo ad adottarla non la facciamo.

Ti consiglio di leggere BENE quello che ho scritto. Io non ho parlato della STORIA della tecnologia ibrida, ma del fatto che la tecnologia FULL HYBRID è disponibile commercialmente ALLA MASSA da 13 anni ( Toyota) ma "qualcuno" lo scopre SOLO ORA. Perchè non prima? Per il prezzo? Tutte balle perchè se le aziende all'epoca ne sviluppavano il concetto a quest'ora costavano la metà, perchè spendere in ricerca quando nessuno ti costringe? E' ovvio adesso che il limite emissioni comincia far paura per le vendite, allora tutti a fare ibride per salvarsi il c..o.Ti ricordo che nel 2003 solo negli stati uniti la toyota vendette 25 mila prius contro i 900 esemplari in tutta europa, questo non ti dice niente ? Oggi ne vende 140 mila contro le 35 dell'europa anche questo dato è niente? Il gasolio se non lo sai ERA uno "scarto" di raffinazione della benzina insieme ad altri composti che veniva principalmente riutilizzato per il riscaldamento e per i camion. Poi se l'industria negli anni pian piano lo ha introdotto e raffinato per adottarlo per le auto è un'altra storia.NON HO MAI scritto che dalla benzina si estrae alcun tipo di gas. La mentalità Europea mi spiace per te ma è più menefreghista, tranne alcuni paesi nordici la nostra addirittura è AFRICANA. A me non risulta che nessun stato europeo ( se non la comunità europea quando riesce a mettere d'accordo tutti e cioè mai) si stia comportando come lo stato della California & C. che se ne frega se produci auto obsolete, se non rispetti la tabella di marcia nelle emissioni vai a vendere auto da un'altra parte. Senza contare tutti gli altri aspetti come quello della sicurezza o difesa del consumatore che noi ce li scordiamo. E non mi risulta neanche, sopratutto noi italiani,che investiamo seriamente per la tutela del nostro paese a meno che non ci siamo obbligati, anzi dobbiamo far intervenire l'esercito per far smaltire i rifiuti. Per le prossime vacanze ti consiglio di andare a conoscere culture diverse dalla nostra perchè non siamo,come recita una canzone, l'ombelico del mondo anzi io direi invece che siamo il buco del ...... del mondo.

Tu hai scritto testualmente

hpx ha scritto:
...la benzina, poi il gasolio (suo derivato)...

ricordo che la tecnologia full hybrid ha già 13 anni.

Se ciò non corrisponde a ciò che intendevi scrivere il problema non è l'attenzione del lettore, ma quella dello scrivente.

D'altra parte le Detroit Electric, che a dispetto del nome erano vere e proprie ibride, erano piuttosto diffuse negli anni venti. Certo, la morizzazione di massa doveva ancora arrivare, ma questo riguardava automobili con tutti i tipi di motorizzazione.

Aggiungo che qui quello che sembra non aver mai messo il naso fuori di casa sei tu, se mi citi Usa e Giappone come fulgidi esempi di attenzione all'ambiente. Tanto più che solo a febbraio di quest'anno il Giappone ha interrotto la caccia alle balene e solo in seguito a forti pressioni da parte di tutto il resto del pianeta. :rolleyes:

L'interesse verso l'ibrido da parte degli Stati ha ragioni molto diverse dalla difesa del patimonio ambientale. C'entrano semmai ragioni politiche e macroeconomiche come riduzione della dipendenza da fonti energetiche estere (nemmeno gli Usa coprono completamente il fabbisogno energetico con il petrolio nazionale), consenso popolare e volano economico (sì, molto della frenesia verso l'"ecologia" e nuove forme di autotrazione ha principalmente lo scopo di far ripartire l'economia dopo la recente crisi dei subprime).
 
A quanto pare sfugge a molti un concetto in realta' piuttosto semplice: il denaro e' un'unita' di misura abbastanza precisa delle risorse direttamente e indirettamente utilizzate per produrre un bene.
Dunque parlare di "scelta virtuosa e pulita dell'ibrido anche quando da un punto di vista economico non conviene" e' un ossimoro.
Una soluzione VERAMENTE ecologica e' anche conveniente/i], perche' richiede meno risorse per essere prodotta, ne consuma meno durante l'utilizzo e puo' essere utilizzata piu' a lungo, e poi eventualmente riutilizzata o riciclata recuperando buona parte delle materie prime ma, soprattutto, dell'energia incorporata.
Se qualcosa non conviene, allora quasi certamente NON e' ecologico.
 
Il Giappone ha da tempo forte convenienza economica nello sviluppo dell'ibrido, dato il fatto che deve importsre idrocarburi da mezzo mondo di distanza.
L'Europa per contro non ha quest'esigenza, e il rapporto costo/efficacia e' sempre stato favorevole al diesel, salvo casi specifici di modelli ibridi specifici in tipologie di impiego specifiche. Dunque, non sorprendentemente quest'esigenza e' stata poco sentita. Anche oggi le ibride che convengono rispetto a un td sono veramente poche. E non perche' l'ibrido non sia stato sviluppato (la tecnologia ibrida, come fatto notare, risale a quasi un secolo fa, ed e' stata ampiamente studiata e dottoposta a ricerca e sviluppo in un ambito, quello militare, dove da sempre la spinta al miglioramento e' massima.
Ma il motore a combustione e' stato sviluppato ancora meglio.
Se poi oltre all'economia d'esercizio si cercano le prestazioni, il panorama ibrido risulta desolante, e solo di recente cominciano a vedersi le prime ibride che mirano anche alle prestazioni oltre che all'economia d'esercizio.
Morale: fin'ora l'Europa e' stata terreno poco fertile sia perche' mancavano i presupposti per avere una domanda significativa, sia perche' esistevano alternative piu' efficaci a minor costo: una differenza di costo non recuperabile dalla maggior efficienza della maggior parte degli ibridi.
Oggi le cose stan cambiando, non tanto perche' costi di piu' il petrolio, ma perche' l'ibrido sta migliorando: diviene piu' appetibile, piu' efficace oltre che piu' efficiente, cosi' che le nuove proposte risultano piu' competitive.
Chiaramente chi e' sempre stato della partita (leggi: giapponesi) e' avvantaggiato.
 
99octane ha scritto:
A quanto pare sfugge a molti un concetto in realta' piuttosto semplice: il denaro e' un'unita' di misura abbastanza precisa delle risorse direttamente e indirettamente utilizzate per produrre un bene.
Dunque parlare di "scelta virtuosa e pulita dell'ibrido anche quando da un punto di vista economico non conviene" e' un ossimoro.
Una soluzione VERAMENTE ecologica e' anche conveniente/i], perche' richiede meno risorse per essere prodotta, ne consuma meno durante l'utilizzo e puo' essere utilizzata piu' a lungo, e poi eventualmente riutilizzata o riciclata recuperando buona parte delle materie prime ma, soprattutto, dell'energia incorporata.
Se qualcosa non conviene, allora quasi certamente NON e' ecologico.


E chi avrebbe detto che dal punto di vista economico non conviene?

Chi avrebbe stabilito che non converrebbe, e in base a quali parametri economici?

Dal punto di vista dell'utilizzatore finale per esempio? Lo andiamo a spiegare ai tassisti milanesi che l'ibrido non conviene?

A chi rompe una turbina, un volano bimassa, o finisce prima i freni e cambia l'olio più spesso in un TD?
 
99octane ha scritto:
Il Giappone ha da tempo forte convenienza economica nello sviluppo dell'ibrido, dato il fatto che deve importsre idrocarburi da mezzo mondo di distanza.
L'Europa per contro non ha quest'esigenza, e il rapporto costo/efficacia e' sempre stato favorevole al diesel, salvo casi specifici di modelli ibridi specifici in tipologie di impiego specifiche. Dunque, non sorprendentemente quest'esigenza e' stata poco sentita. Anche oggi le ibride che convengono rispetto a un td sono veramente poche. E non perche' l'ibrido non sia stato sviluppato (la tecnologia ibrida, come fatto notare, risale a quasi un secolo fa, ed e' stata ampiamente studiata e dottoposta a ricerca e sviluppo in un ambito, quello militare, dove da sempre la spinta al miglioramento e' massima.
Ma il motore a combustione e' stato sviluppato ancora meglio.
Se poi oltre all'economia d'esercizio si cercano le prestazioni, il panorama ibrido risulta desolante, e solo di recente cominciano a vedersi le prime ibride che mirano anche alle prestazioni oltre che all'economia d'esercizio.
Morale: fin'ora l'Europa e' stata terreno poco fertile sia perche' mancavano i presupposti per avere una domanda significativa, sia perche' esistevano alternative piu' efficaci a minor costo: una differenza di costo non recuperabile dalla maggior efficienza della maggior parte degli ibridi.
Oggi le cose stan cambiando, non tanto perche' costi di piu' il petrolio, ma perche' l'ibrido sta migliorando: diviene piu' appetibile, piu' efficace oltre che piu' efficiente, cosi' che le nuove proposte risultano piu' competitive.
Chiaramente chi e' sempre stato della partita (leggi: giapponesi) e' avvantaggiato.

L'Europa non ha questa esigenza? Certo, infatti è nota come uno dei principali produttori di greggio insieme all'Arabia Saudita... :D E' pieno di casalinghe di Voghera arricchitesi con i petroldollari...

E può vantarsi di essere l'approdo di pipelines di gas naturale provenienti da amici affidabili come la Libia o la Russia...

Anche paragonare tecnologie ibride risalenti agli anni pionieristici o utilizzate per tutt'altro scopo, rispetto alle moderne tecnologie ibride automobilistiche attuali mi pare molto fantasioso.

Una locomotiva diesel-elettrica non è una Yaris.

Il panorama ibrido risulta desolante per le prestazioni? E un certo Kers? E le ibride alto di gamma come la Lexus Ls600h o la Cayenne Hybrid che hanno ottime prestazioni con consumi acettabili?

E la Fisker Karma, che è una ibrida seriale?

E' il settore tecnologico dell'automobile dove c'è maggior fermento; dopo i vari prototipi presentati (Ferrari, Porsche, Jaguar, etc etc) non tarderanno ad arrivare i primi modelli ibridi veramente prestazionali.
Come al solito sul mercato la parte del leone la faranno i giapponesi, sono annunciate da tempo sia una Nissan 370Z ibrida sia una sportiva Honda ibrida erede della S2000. Diamo quindi tempo al tempo.

Non mi sembra che ci vogliano particolari doti di preveggenza per capire che ibridi molto prestazionali saranno possibili, e convenienti, perché permettono di aumentare di molto l'efficienza, e allo stesso tempo le prestazioni, con il robusto apporto supplementare di coppia garantito dai motori elettrici.
 
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