Dubito fortemente che a Courmayeur venga catapultato un insegnante di Italiano proveniente da Leuca e viceversa. Magari capita che un inegnate di matematica di Trieste finisca ad Erice mentre uno di inglese vada da Sondrio a Vibo Valentia, ma non credo ci siano "arrocchi" di sorta.
Poi in anni non troppo lontani (anni '80 e '90) era frequente che insegnanti si stabilissero a centinaia o migliaia di km di distanza per tappare buchi a lunga durata e pieno orario, onde fare punteggio, entrare in ruolo e chiedere assegnazioni provvisorie e veri e propri trasferimenti vicino a casa.
Se uno a 50 anni è ancora precario, due domande doverbbe farsele... Io vengo da una famiglia con tanti insegnanti (moglie, sorella, cognata, cugini e cugine) ed io stesso ho svolto attività di docente a contratto presso università ma ho anche vinto un concorso nella scuola pubblica, ma tra i contratti da precario nella scuola e quelli nella sanità, ho preferito i secondi, e quando è arrivata la chiamata in ruolo della scuola superiore, che mi avvicinava a casa ma meno di quanto non fossi riuscito a fare da solo nella sanità, ho dovuto, con rammarico rifiutare...
...però con una laurea in fisica, dottorato, perfezionamento e specializzazione, un posto lo trovi, se pretendi di essere stabilizzato sic et sempliciter con lauree umanistiche tipo dams e discipline lettererie moderne ad indirizzo artuistico, teatrale, musicale o in scienze della comunicazione ad indirizzo cinematografico, poi non puoi pretendere che qualcuno crei il corso per darti una cattedra...
... se in tutti questi anni sei stato assunto e licenziato, hai fatto i tuoi mesi di vacanza estivi, hai preso il sussidio, pur se magro ed in ritardo ma senza dover fare altri lavori e senza spendere per andare al lavoro, ora lamentarsi perchè a 50 anni non te la senti di prendere la valigia, mi pare poco bello. Io di valige ne ho fatte e disfatte centinaia e centinaia, e quando il contratto era scaduto, i soldi arrivavano in ritardo, ho anche vissuto in modo precario, dormendo in posti di fortuna (anche ospitato da enti morali o religiosi) o addirittura in auto, lavorando anche 18 ore in un giorno, dormendo su brande di fortuna in ospedale o su poltrone, lavorando di notte o nostop tutto il weekend, spesso in estate o durante i ponti, mentre altri facevano ferie, viaggi, vacanze e godevano dei piaceri di famiglia ed amici, mentre io godevo solo della compagnia del mio lavoro... e ho fatto 12 anni senza fare nessuna vacanza, ovvero dal 1992 al 2004...
...IMHO come sempre...