<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Assunzioni nella scuola | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Assunzioni nella scuola

Non so: uno nasce ad Urbino, studia ad Urbino, si laurea ad Urbino e vorrebbe insegnare anche, ad Urbino, no ?
Invece magari lo mandano ad Aosta, o a Palermo. Alternativamente, eh, mica una volta per tutte.
Quest'anno a Palermo, l'anno prossimo ad Aosta, poi di nuovo a Palermo, e nuovamente ad Aosta, ma ad Urbino mai, assolutamente.

Sto esagerando, intendiamoci.

Però ecco, mi pare strano spostare la gente così tanto.

D'altra parte capisco pure che le ondate migratorie rimpolpano e svuotano le scuole, e rendono dunque necessaria la riorganizzazione dei docenti da una zona all'altra.
 
pi_greco ha scritto:
Non capisco perchè chiunque, sino a che non ha un lavoro stabile, debba essere flessibile a spostarsi, .

Ho l'impressione che il punto sia proprio questo. Un conto è fare i nomadi a 25-30 anni alla ricerca di una collocazione in linea con le proprie capacità e aspettative, e una volta trovata pianti le tende e ti fermi lì. Un conto è fare il nomade perchè sei diventato un esperto internazionale in un certo ambito e ti sposti un po' qua e un po' là, ma allora si presume che ci sia una contropartita anche economica che rende sopportabile (e affrontabile) ripetute trasferte (conosco più di qualche prof che è più all'estero che a casa). Ma nella scuola si è instaurato un meccanismo perverso per cui a un'intera generazione di insegnanti si è trovata "stabilmente precaria" per anni se non decenni aspettando pazientemente di salire un gradino alla volta la graduatoria fino all'agognato "ruolo", oltretutto lavorando sempre più o meno nelle stesse scuole. Quando sei più vicino alla pensione che alla laurea hai anche una famiglia, dei figli, magari i genitori anziani.... per quello che prende un professore delle superiori non è una bazzecola improvvisamente prendere su e trasferirsi non dico da Venezia a Ragusa, ma già spostarsi a Novara, con i costi che comporta è problematico. Anch'io dico sempre che al loro posto mi sarei cercato un altro lavoro, ma chi mi dice che anche loro non l'hanno fatto senza riuscirci? Quando hai 40 anni e da 15 fai un lavoro sei "fuori mercato"... Possibile che queste situazioni non si siano potute sanare prima?
 
Io su come sono trattati bene gli insegnanti penso tutto il male possibile ma in questo caso non posso fare altro che dare loro ragione: il trasferimento dovrebbe essere l'ultima cosa a cui dovrebbero essere "sottoposti".
Non parliamo di 24-25enni che devono ancora mettere su "casa" ma 40-50enni che la casa ce l'hanno sulle spalle e che, anzi, stanno entrando nell'età in cui questa "casa" è davvero pesante.

Ciao.
 
maddeche! ha scritto:
Mandare un prof di una certa città e regione in una diversa città di una diversa regione sembra davvero una stupidaggine bella e buona.

Lo si faceva coi soldati di leva per "fargli vedere il mondo", come diceva Totò ("sono uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo") ma oggi come oggi questo bisogno di "vedere il mondo" non sembra realmente necessario (soprattutto per un docente).

L'unica motivazione che vedo é quella di ribadire l'importanza delle conoscenze e raccomandazioni: se hai un santo in paradiso puoi contare sul fatto di non spostarti dalla tua città, altrimenti niente, fai la valigia e parti. :rolleyes:

gia'....
pare ci sia una persistente regia in questo paese nel fare le cose nella maniera piu' complicata possibile.
Sempre restando nell' ambito militare,
durante la leva,
era un classico,
far fare a chi era nella vita meccanico, il cuoco....e viceversa
 
maddeche! ha scritto:
Non so: uno nasce ad Urbino, studia ad Urbino, si laurea ad Urbino e vorrebbe insegnare anche, ad Urbino, no ?
Invece magari lo mandano ad Aosta, o a Palermo. Alternativamente, eh, mica una volta per tutte.
Quest'anno a Palermo, l'anno prossimo ad Aosta, poi di nuovo a Palermo, e nuovamente ad Aosta, ma ad Urbino mai, assolutamente.

Sto esagerando, intendiamoci.

Però ecco, mi pare strano spostare la gente così tanto.

D'altra parte capisco pure che le ondate migratorie rimpolpano e svuotano le scuole, e rendono dunque necessaria la riorganizzazione dei docenti da una zona all'altra.
Chi avesse studiato o anche solo vissuto o anche solo visitato Urbino non potrebbe mai pensare di potere limitarsi alla cosmopolita sede universitaria citata, comunque chiunque abbia aspettato il posto di lavorosicuro e comodo sotto casa non ha maturato alcun diritto, se non le candeline che inevitabilmente hanno via via affollato le sue torte di compleanno...
 
arizona77 ha scritto:
gia'....
pare ci sia una persistente regia in questo paese nel fare le cose nella maniera piu' complicata possibile.
Sempre restando nell' ambito militare,
durante la leva,
era un classico,
far fare a chi era nella vita meccanico, il cuoco....e viceversa
Diamine! Ecco perché durante il militare i camion si guastavano continuamente e il brodo sapeva di gasolio.... :shock:

:D
 
pi_greco ha scritto:
maddeche! ha scritto:
...
Sto esagerando, intendiamoci.
...
Chi avesse studiato o anche solo vissuto o anche solo visitato Urbino non potrebbe mai pensare di potere limitarsi alla cosmopolita sede universitaria citata, comunque chiunque abbia aspettato il posto di lavoro sicuro e comodo sotto casa non ha maturato alcun diritto, se non le candeline che inevitabilmente hanno via via affollato le sue torte di compleanno...
Ok, ho esagerato, Max :D

Ti accorgi di stare invecchiando quando - d'inverno - gli amici si avvicinano alla tua torta di compleanno per scaldarsi :(
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Non capisco perchè chiunque, sino a che non ha un lavoro stabile, debba essere flessibile a spostarsi, .

Ho l'impressione che il punto sia proprio questo. Un conto è fare i nomadi a 25-30 anni alla ricerca di una collocazione in linea con le proprie capacità e aspettative, e una volta trovata pianti le tende e ti fermi lì. Un conto è fare il nomade perchè sei diventato un esperto internazionale in un certo ambito e ti sposti un po' qua e un po' là, ma allora si presume che ci sia una contropartita anche economica che rende sopportabile (e affrontabile) ripetute trasferte (conosco più di qualche prof che è più all'estero che a casa). Ma nella scuola si è instaurato un meccanismo perverso per cui a un'intera generazione di insegnanti si è trovata "stabilmente precaria" per anni se non decenni aspettando pazientemente di salire un gradino alla volta la graduatoria fino all'agognato "ruolo", oltretutto lavorando sempre più o meno nelle stesse scuole. Quando sei più vicino alla pensione che alla laurea hai anche una famiglia, dei figli, magari i genitori anziani.... per quello che prende un professore delle superiori non è una bazzecola improvvisamente prendere su e trasferirsi non dico da Venezia a Ragusa, ma già spostarsi a Novara, con i costi che comporta è problematico. Anch'io dico sempre che al loro posto mi sarei cercato un altro lavoro, ma chi mi dice che anche loro non l'hanno fatto senza riuscirci? Quando hai 40 anni e da 15 fai un lavoro sei "fuori mercato"... Possibile che queste situazioni non si siano potute sanare prima?
Appunto, meccanismo perverso, professionlità fuorimercato e troppo tardi per spostarsi o riciclarsi, e in 25 anni di tale vita in attesa senza investire o almeno provare altre collocazioni geografiche e/o professionali nessuno che si sia fatte delle domande sul proprio futuro? ti pare lungimirante attendere in attesa di ottenere un posto? Ci sono stati diversi concorsi, alcuni riservati anche a chi aveva un solo giorno di supplenza, io ho vinto quello ordinario, senza neppure studiare, se altri pensano di entrare in ruolo per effetto tunnel o per anzianità che tipo di insegnanti sono?
 
maddeche! ha scritto:
arizona77 ha scritto:
gia'....
pare ci sia una persistente regia in questo paese nel fare le cose nella maniera piu' complicata possibile.
Sempre restando nell' ambito militare,
durante la leva,
era un classico,
far fare a chi era nella vita meccanico, il cuoco....e viceversa
Diamine! Ecco perché durante il militare i camion si guastavano continuamente e il brodo sapeva di gasolio.... :shock:

:D
Altra leggenda metropolitana...
 
maddeche! ha scritto:
pi_greco ha scritto:
maddeche! ha scritto:
...
Sto esagerando, intendiamoci.
...
Chi avesse studiato o anche solo vissuto o anche solo visitato Urbino non potrebbe mai pensare di potere limitarsi alla cosmopolita sede universitaria citata, comunque chiunque abbia aspettato il posto di lavoro sicuro e comodo sotto casa non ha maturato alcun diritto, se non le candeline che inevitabilmente hanno via via affollato le sue torte di compleanno...
Ok, ho esagerato, Max :D

Ti accorgi di stare invecchiando quando - d'inverno - gli amici si avvicinano alla tua torta di compleanno per scaldarsi :(
no dirlo a me, al mio compleanno devo sempre preavvertire i VdF
 
Tornando a bomba, ho amici che sono stati trasferiti dal piemonte a l michgan, altri in australia, altri in nuova zelanda, altri i germania, via USA, altri in sud africa... hanno fatto valige, con famiglia, figli e grazie ancora che non li hanno licenziati, ora i figli sono bi o tri o quadrilingui e hanno prospettive migliori della mia... arroccarsi nel proprio campanile porta solo decadenza, e da un insegnante ti aspetteresti spinte innovative e non conservatorismi comodi e stagnanti
 
pi_greco ha scritto:
ti pare lungimirante attendere in attesa di ottenere un posto?

No, non lo è, e probabilmente molti cercano un'altra strada. Ma se riconvertirsi a un altro lavoro, una volta accertato che non c'è trippa per gatti, è relativamente semplice per un laureato in materie scientifiche (e a conferma di ciò, ci sono molte cattedre di matematica scoperte, soprattutto a nord), non lo è per umanisti e letterati. E alle superiori non si insegna solo matematica e fisica. Con ciò non voglio inneggiare al "posto fisso per tutti", ma solo riconoscere che ci sono migliaia di situazioni che sono state lasciate incancrenire per anni mentre andavano sistemate subito.
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
ti pare lungimirante attendere in attesa di ottenere un posto?

No, non lo è, e probabilmente molti cercano un'altra strada. Ma se riconvertirsi a un altro lavoro, una volta accertato che non c'è trippa per gatti, è relativamente semplice per un laureato in materie scientifiche (e a conferma di ciò, ci sono molte cattedre di matematica scoperte, soprattutto a nord), non lo è per umanisti e letterati. E alle superiori non si insegna solo matematica e fisica. Con ciò non voglio inneggiare al "posto fisso per tutti", ma solo riconoscere che ci sono migliaia di situazioni che sono state lasciate incancrenire per anni mentre andavano sistemate subito.
Allora aboliamo per decreto pure le sneakers per ridare lavoro ai ciabattini che stanno chiudendo e in agricoltura eliminate la meccanizzazione per riassumere le mondine ed i braccianti, chi è causa del suo male (per scarsa lungimiranza e per pigrizia fisica e mentale) pianga sè stesso... ho una sorella in simili condizioni con un cognato ultra precario... ma avevano alternative PRIMA dei 40 anni...
 
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