Jambana
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La Thesis nacque da un lavoro fantastico che iniziò negli anni '90, ad opera di un team di diversi designers di grande talento.
Personalmente, ho assistito (nel '93) alla discussione della bellissima tesi di laurea in architettura a Firenze di uno degli autori del progetto, oggi car designer di primissimo piano, che già ne conteneva i tratti fondamentali, e vidi il magnifico stand dei concept Dialogos al salone di Torino del 1998.
C'erano tutte le premesse, sulla carta, per un rilancio in grande stile di Lancia.
Poi, come spesso succede, nel passaggio dai concept alla produzione in serie l'idea perse probabilmente di freschezza, sia per il tempo intercorso, sia per le differenze tra i concept e l'auto di produzione, che era effettivamente più goffa soprattutto per il volume maggiore dell'abitacolo. In più la credibilità di Lancia, un po' appannata nei confronti della concorrenza più agguerrita, anche perché marchio prevalentemente "domestico"in un mercato ormai più che globalizzato, le motorizzazioni che non facevano gridare al miracolo, probabilmente ci hanno messo del loro.
Però fa un po' tristezza veder liquidare così un progetto italiano che secondo me in certi momenti fu abbastanza entusiasmante proprio dal punto di vista del design.
Personalmente, ho assistito (nel '93) alla discussione della bellissima tesi di laurea in architettura a Firenze di uno degli autori del progetto, oggi car designer di primissimo piano, che già ne conteneva i tratti fondamentali, e vidi il magnifico stand dei concept Dialogos al salone di Torino del 1998.
C'erano tutte le premesse, sulla carta, per un rilancio in grande stile di Lancia.
Poi, come spesso succede, nel passaggio dai concept alla produzione in serie l'idea perse probabilmente di freschezza, sia per il tempo intercorso, sia per le differenze tra i concept e l'auto di produzione, che era effettivamente più goffa soprattutto per il volume maggiore dell'abitacolo. In più la credibilità di Lancia, un po' appannata nei confronti della concorrenza più agguerrita, anche perché marchio prevalentemente "domestico"in un mercato ormai più che globalizzato, le motorizzazioni che non facevano gridare al miracolo, probabilmente ci hanno messo del loro.
Però fa un po' tristezza veder liquidare così un progetto italiano che secondo me in certi momenti fu abbastanza entusiasmante proprio dal punto di vista del design.