Secondo me qui fate i conti senza l'oste. Ragionate come se passare all'auto elettrica è solo questione di comprarla o meno. Peccato che nelle città da 500 mila abitanti in su solo il 34% ha un box o un ricovero dove poter mettere una ricarica, da 50 mila a 500 mila il 43%, sotto i 50 mila il 64%. Poi da verificare quanti proprietari di box sono in età e grado di acquistare e possedere un'auto. Esempio : mio suocero di box ne ha 2, uno come ripostiglio e l'altro per l'auto. Ha 75 anni, diteglielo voi di acquistare un'auto elettrica, ha una opel corsa di 12 anni con 35 mila km e non si sogna manco per un beep di cambiarla. Manco se gli mettono la benzina a 5 euro litro. Tanto, dice, per quel che deve scampare ci guadagna comunque. O al contrario persone che hanno soldi e il box ma non si sognano manco per il ciuffolo di comprare una Ev.
Oggi solo alcuni intrepidi fans acquistano una Ev pur non avendo un box. Quindi il collo di bottiglia e chi detta la velocità di diffusione non sarà ne il consumatore ne il costruttore ma la infrastruttura di ricarica che per quanto se ne dica è assai scarsa, molto scarsa.
E' stato calcolato che con il tasso di penetrazione che hanno oggi, stra incentivate, in relazione alla ricchezza media e al tasso di diffusione della infrastruttura di ricarica in Europa nel 2030 si venderanno più o meno 6 milioni di Ev/anno su un totale di circa 15 milioni/anno.
Questo la dice lunga su quando le endotermiche andranno in pensione. E anche se anche ci fosse un entità aliena che decidesse nel 2030 di vietare a tutti la produzione di endotermiche l'usato circolante e disponibile basterebbe per soddisfare la domanda altri 5 anni. Quello che le statistiche funeste anti endotermiche non tengono conto è il potere di acquisto delle famiglie che nei prossimi anni calerà ulteriormente, quindi la soluzione più economica è sempre la vecchia, solita, e affidabile auto a combustione.