<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 5x3 o 5+5+5 ? | Il Forum di Quattroruote

5x3 o 5+5+5 ?

voto negativo :rolleyes:

http://www.corriere.it/scuola/primaria/15_ottobre_29/matematica-quiz-reddit-5x3-555-moltiplicazione-somma-proprieta-commutativa-88d10f78-7e1d-11e5-b052-6950f62a050c.shtml
 
Mi mancava di vedere questa, ora posso dire di aver visto veramente di tutto....

Non so se sia più idiota la maestra che ha dato il voto o la docente (poveri liceali di San Giovanni in Persiceto...) che per giustificarla chiede di "valutare il lavoro fatto in classe prima della verifica e quindi cosa la maestra legittimamente si aspetti dai suoi studenti".

Come dice giustamente la definizione didascalica dell'operazione, la moltiplicazione è "in aritmetica, una delle quattro operazioni elementari con la quale un numero (moltiplicando) viene sommato a sé stesso il numero di volte indicato dal secondo numero (moltiplicatore), ottenendo un terzo numero (prodotto)"

Nel caso in esame il "moltiplicando" è il 5, il 3 è il "moltiplicatore", e quindi il modo corretto di "tradurre" letteralmente la moltiplicazione in somma ripetuta è 5+5+5, ossia "tre volte cinque" non certo "cinque volte tre". Stesso dicasi per la seconda operazione in esame: 4x6 si traduce in "sei volte quattro", non certo "quattro volte sei".

Delle due l'una: la maestra o ha sbagliato PRIMA, definendo in modo errato la moltiplicazione, o ha sbagliato DOPO non accettando la definizione corretta.

In ogni caso, comunque, allo sbaglio "tecnico" della valutazione del compito si somma quello pedagogico della punizione del bambino per aver saputo più e meglio di quanto la maestra si aspettasse da lui e della confusione ingenerata in lui da una tale valutazione da parte di chi invece dovrebbe sforzarsi in ogni modo di chiarirgli le idee. E questo è l'aspetto peggiore di tutta la vicenda.

A quell'insegnante (e a chi la difende) andrebbe spiegato che "insegnare" non è sinonimo di "inculcare" e che un bambino non è un robot né un cane da addestrare.
 
PanDemonio ha scritto:
...
A quell'insegnante (e a chi la difende) andrebbe spiegato che "insegnare" non è sinonimo di "inculcare" e che un bambino non è un robot né un cane da addestrare.
Mi trovo casualmente ad essere del tutto d'accordo.

La chiusa dell'intervento di Santo riassume perfettamente il nocciolo della faccenda.
 
PanDemonio ha scritto:
Mi mancava di vedere questa, ora posso dire di aver visto veramente di tutto....

Non so se sia più idiota la maestra che ha dato il voto o la docente (poveri liceali di San Giovanni in Persiceto...) che per giustificarla chiede di "valutare il lavoro fatto in classe prima della verifica e quindi cosa la maestra legittimamente si aspetti dai suoi studenti".

Come dice giustamente la definizione didascalica dell'operazione, la moltiplicazione è "in aritmetica, una delle quattro operazioni elementari con la quale un numero (moltiplicando) viene sommato a sé stesso il numero di volte indicato dal secondo numero (moltiplicatore), ottenendo un terzo numero (prodotto)"

Nel caso in esame il "moltiplicando" è il 5, il 3 è il "moltiplicatore", e quindi il modo corretto di "tradurre" letteralmente la moltiplicazione in somma ripetuta è 5+5+5, ossia "tre volte cinque" non certo "cinque volte tre". Stesso dicasi per la seconda operazione in esame: 4x6 si traduce in "sei volte quattro", non certo "quattro volte sei".

Delle due l'una: la maestra o ha sbagliato PRIMA, definendo in modo errato la moltiplicazione, o ha sbagliato DOPO non accettando la definizione corretta.

In ogni caso, comunque, allo sbaglio "tecnico" della valutazione del compito si somma quello pedagogico della punizione del bambino per aver saputo più e meglio di quanto la maestra si aspettasse da lui e della confusione ingenerata in lui da una tale valutazione da parte di chi invece dovrebbe sforzarsi in ogni modo di chiarirgli le idee. E questo è l'aspetto peggiore di tutta la vicenda.

A quell'insegnante (e a chi la difende) andrebbe spiegato che "insegnare" non è sinonimo di "inculcare" e che un bambino non è un robot né un cane da addestrare.

:shock:
Mka....
cambia proprio tutto:
moltiplicandi, moltiplicatore,
che fine han fatto i fattori, primo e secondo :?: :shock:
 
PanDemonio ha scritto:
Mi mancava di vedere questa, ora posso dire di aver visto veramente di tutto....

Non so se sia più idiota la maestra che ha dato il voto o la docente (poveri liceali di San Giovanni in Persiceto...) che per giustificarla chiede di "valutare il lavoro fatto in classe prima della verifica e quindi cosa la maestra legittimamente si aspetti dai suoi studenti".

Come dice giustamente la definizione didascalica dell'operazione, la moltiplicazione è "in aritmetica, una delle quattro operazioni elementari con la quale un numero (moltiplicando) viene sommato a sé stesso il numero di volte indicato dal secondo numero (moltiplicatore), ottenendo un terzo numero (prodotto)"

Nel caso in esame il "moltiplicando" è il 5, il 3 è il "moltiplicatore", e quindi il modo corretto di "tradurre" letteralmente la moltiplicazione in somma ripetuta è 5+5+5, ossia "tre volte cinque" non certo "cinque volte tre". Stesso dicasi per la seconda operazione in esame: 4x6 si traduce in "sei volte quattro", non certo "quattro volte sei".

Delle due l'una: la maestra o ha sbagliato PRIMA, definendo in modo errato la moltiplicazione, o ha sbagliato DOPO non accettando la definizione corretta.

In ogni caso, comunque, allo sbaglio "tecnico" della valutazione del compito si somma quello pedagogico della punizione del bambino per aver saputo più e meglio di quanto la maestra si aspettasse da lui e della confusione ingenerata in lui da una tale valutazione da parte di chi invece dovrebbe sforzarsi in ogni modo di chiarirgli le idee. E questo è l'aspetto peggiore di tutta la vicenda.

A quell'insegnante (e a chi la difende) andrebbe spiegato che "insegnare" non è sinonimo di "inculcare" e che un bambino non è un robot né un cane da addestrare.

Mi domando, ma hai letto l'articolo con annesso commento di un docente di matematica e fisica? Qualcuno lo ha letto?
 
PanDemonio ha scritto:
A quell'insegnante (e a chi la difende) andrebbe spiegato che "insegnare" non è sinonimo di "inculcare"

...io ne conosco almeno un paio che hanno adottato un terzo sinonimo, molto simile al secondo, ma senza una consonante.
 
PierUgoMaria1 ha scritto:
Mi domando, ma hai letto l'articolo con annesso commento di un docente di matematica e fisica? Qualcuno lo ha letto?
L'ho letto a letto, mi é venuto sonno dopo tre righe.
Se stasera ho ancora difficoltà, invece di contare le pecore rileggo l'inizio dell'articolo.

Grazie per il suggerimento, comunque :D
 
Da quello che ho visto non sono rari gli esempi di insegnanti ciucci e presuntuosi, il guaio più grosso è che la famiglia dell'alunno danneggiato non ha strumenti efficaci per far valere le proprie ragioni, tocca o cambiare classe, se non istituto, oppure ricorrere al tar.
Tutte le belle favolette che scrivono nei pof rimangono tali.
 
PanDemonio ha scritto:
Mi mancava di vedere questa, ora posso dire di aver visto veramente di tutto....

Non so se sia più idiota la maestra che ha dato il voto o la docente (poveri liceali di San Giovanni in Persiceto...) che per giustificarla chiede di "valutare il lavoro fatto in classe prima della verifica e quindi cosa la maestra legittimamente si aspetti dai suoi studenti".

Come dice giustamente la definizione didascalica dell'operazione, la moltiplicazione è "in aritmetica, una delle quattro operazioni elementari con la quale un numero (moltiplicando) viene sommato a sé stesso il numero di volte indicato dal secondo numero (moltiplicatore), ottenendo un terzo numero (prodotto)"

Nel caso in esame il "moltiplicando" è il 5, il 3 è il "moltiplicatore", e quindi il modo corretto di "tradurre" letteralmente la moltiplicazione in somma ripetuta è 5+5+5, ossia "tre volte cinque" non certo "cinque volte tre". Stesso dicasi per la seconda operazione in esame: 4x6 si traduce in "sei volte quattro", non certo "quattro volte sei".

Delle due l'una: la maestra o ha sbagliato PRIMA, definendo in modo errato la moltiplicazione, o ha sbagliato DOPO non accettando la definizione corretta.

In ogni caso, comunque, allo sbaglio "tecnico" della valutazione del compito si somma quello pedagogico della punizione del bambino per aver saputo più e meglio di quanto la maestra si aspettasse da lui e della confusione ingenerata in lui da una tale valutazione da parte di chi invece dovrebbe sforzarsi in ogni modo di chiarirgli le idee. E questo è l'aspetto peggiore di tutta la vicenda.

A quell'insegnante (e a chi la difende) andrebbe spiegato che "insegnare" non è sinonimo di "inculcare" e che un bambino non è un robot né un cane da addestrare.

a me sembra che la professoressa abbia dato una spiegazione piú che corretta; il,compito é stato fatto in america dove, come spiega la prof 5x3 si dice cinque volte tre per cui, la sequenza matematica corretta é 3+3+3+3+3

evidentemente la prof americana non voleva tanto il risultato ( che é lo stesso ovviamente) quanto voleva che il bambino ragionasse.
 
Purtroppo alle elementari insegnano diplomate delle magisatrali, con una preparazione matematica insufficiente ed una cultura più spesso umanistica/artistica che una scientifica, spesso sono fallaci anche i libri di testo
 
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