belpietro ha scritto:
potrei dire lo stesso di chi afferma "chi evade ruba" e si ferma lì.
Per me è quello il pensiero.
Se evadi significa che:
1- non paghi il dovuto come tutti gli altri cittadini.
2- usufruisci di servizi magari scontati
3- per colpa "tua" qualcun altro dovrà pagare al tuo posto.
Se non partiamo da questo principio che pagare le tasse è giusto e doveroso in una società moderna, non andiamo da nessuna parte.
Poi possiamo discutere su quanto far pagare, chi, come etcetc.
Ma partire dal presupposto che chi evade non ruba è negare uno dei caposaldi del nostro stato.
belpietro ha scritto:
il punto di equilibrio del rubare è quando lo Stato ti chiede una parte del frutto del tuo lavoro proporzionata ai servizi che rende alla collettività
sotto, il ladro è chi evade.
sopra, il ladro è lo Stato.
Chi lo stabilisce questo equilibrio? Tu?
Tu decidi che le tasse sono troppo alte quindi evadi?
No, l'equilibrio è stabilito dai politici.
Chi elegge i politici?
Il popolo, cioè colui che paga le tasse.
Poi possiamo discutere se sono troppo alte, troppo basse, ma non ce le si può autoridurre!
Faresti lo stesso discorso se fossero troppo basse?
belpietro ha scritto:
quindi se non pagava le tasse il peòn messicano dei tempi di Zapata trovo difficile dire che sia un ladro
Che è un esempio che non c'entra nulla con il nostro sistema. Ma serve solo per spostare il paletto della discussione.
belpietro ha scritto:
invece per alcuni qui la ricchezza è dello Stato, comunque sia prodotta, e lo Stato ha il diritto assoluto di stabilire quanta parte del tuo e mio lavoro gli devo, senza diritto di discutere o capire da dove viene e dove va il prelievo.
come ai tempi dei feudatari.
Non stai parlando di una cosa astratta. Lo Stato siamo noi, con i nostri rappresentanti. Quindi la ricchezza è nostra. Se tu rubi allo Stato stai rubando alla collettività.