<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 300.000 dipendenti pubblici in meno entro il 2013. | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

300.000 dipendenti pubblici in meno entro il 2013.

migliazziblu ha scritto:
silverrain ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Esattamente come ruba il dipendente pubblico che timbra il cartellino e torna casa a farsi i fatti suoi.

Perfettamente d'accordo.

se la buttiamo
" sul cosi' fan tutti "
" tutti colpevoli, tutti innocenti "
non ne verremo mai a capo.
Gia' detto:
girata per le ville della periferia di Treviso e accertamenti sulla congruita' delle denunce dei redditi....
e per par condicio....
stessa storia sulle strade che da Bologna citta' salgono ai colli.
Ciao
P.s fase 2 passare a campione gli uffici per la verifica dei cartellini
Manca la fase 3 :-o
 
silverrain ha scritto:
belpietro ha scritto:
dipende.
può darsi di sì, ma può darsi di no.
il pressapochismo mi pare il tuo.

Allora, ripeto, illuminami con il tuo pensiero.
Darmi del demagogo e parlare per mezzeparole è faciloneria e arrampicarsi sugli specchi.

potrei dire lo stesso di chi afferma "chi evade ruba" e si ferma lì.

però preferisco chiarire un concetto: rubare significa appropriarsi di ricchezze altrui.
ora, in un Paese di cittadini che lavorano, la ricchezza che ognuno produce (anche grazie al sistema) è essenzialmente frutto del suo lavoro, quindi sua.
è nei Paesi di sudditi che la ricchezza è del Re o dello Stato, anche quella prodotta dal lavoro dei sudditi.

ruba chi non produce la ricchezza di cui si appropria (per esempio chi percepisce un compenso senza fare niente, sia egli autonomo o dipendente) e ruba chi non contribuisce alla fornitura dei servizi nella misura in cui se ne giova

il punto di equilibrio del rubare è quando lo Stato ti chiede una parte del frutto del tuo lavoro proporzionata ai servizi che rende alla collettività
sotto, il ladro è chi evade.
sopra, il ladro è lo Stato.

quindi se non pagava le tasse il peòn messicano dei tempi di Zapata trovo difficile dire che sia un ladro

invece per alcuni qui la ricchezza è dello Stato, comunque sia prodotta, e lo Stato ha il diritto assoluto di stabilire quanta parte del tuo e mio lavoro gli devo, senza diritto di discutere o capire da dove viene e dove va il prelievo.
come ai tempi dei feudatari.
 
Tentare di farli lavorare -alias implementarne la produttività ,detto in burocrapolitichese- no , eh ? Troppo difficile ? Eppure cose da fare nella società contemporanea nei servizi pubblici ce ne sarebbero eccome!. Certo se si parcheggiano negli uffici parassiti, raccomandati ,assenteisti purchè votanti e o rappresentanti di caste piccole e grandi , siccome 2+2 fa 4 i risultati non possono essere che parassitismo e corruzione nella pubblica amministrazione. Con grave danno per chi (ancora) lavora e per il funzionamento del terziario.
 
key-one ha scritto:
Tentare di farli lavorare -alias implementarne la produttività ,detto in burocrapolitichese- no , eh ? Troppo difficile ? Eppure di lavoro nella socieà contemporanea nei servizi pubblici ce ne sarebbe eccome. Certo se si parcheggiano negli uffici parassiti, raccomandati ,assenteisti purchè votanti e o rappresentanti di caste piccole e grandi , siccome 2+2 fa 4 i risultati non possono essere che parassitismo e corruzione nella pubblica amministrazione. Con grave danno per chi (ancora) lavora e per il funzionamento del terziario.

infatti, il vero problema non è avere dipendenti pubblici in più o in meno, ma averne il numero giusto e nei posti giusti per coprire le esigenze, e coprirle davvero.
se l'annunciata diminuzione fosse credibile nel senso di eliminare i "posti di stipendio " e non la gente che lavora, sarebbe oggettivamente un bene.
il timore è che si finisca per tagliare i sacrificabili, che magari producevano un servizio, per mantenere un numero di percettoridistipendio in quanto bacino elettorale di qualcuno
 
9 pagine per rifiutarsi di ammettere che abbiamo una pletora di dipendenti statali che non producono nulla di utile e scaldano la sedia, ipertutelati ben oltre il loro compito di servizio al cittadino (in Germania per esempio i dipendenti pubblici non hanno diritto di sciopero).
Persino di quelli che lavorano 7 su 10 lavorano a mantenere in piedi un apparato burocratico elefantiaco e totalmente inutile.
Abbiamo tasse da Svezia e servizi pubblici da Angola.
Ma naturalmente e' ovvio che ci sia chi difende il sistema. La greppia per costoro e' sempre piena, indipendentemente da quanto se lo meritino.
Una cosa e' certa: lottizzazioni e clientelismi non verranno toccati.
:rolleyes:
 
99octane ha scritto:
9 pagine per rifiutarsi di ammettere che abbiamo una pletora di dipendenti statali che non producono nulla di utile e scaldano la sedia, ipertutelati ben oltre il loro compito di servizio al cittadino (in Germania per esempio i dipendenti pubblici non hanno diritto di sciopero).
Persino di quelli che lavorano 7 su 10 lavorano a mantenere in piedi un apparato burocratico elefantiaco e totalmente inutile.
Abbiamo tasse da Svezia e servizi pubblici da Angola.
Ma naturalmente e' ovvio che ci sia chi difende il sistema. La greppia per costoro e' sempre piena, indipendentemente da quanto se lo meritino.
Una cosa e' certa: lottizzazioni e clientelismi non verranno toccati.
:rolleyes:

Se consideri TUTTI gli statali, compreso il personale della sanità, scuola etc, non ne abbiamo più di altri paesi in % sulla popolazione. Il problema è che ci sono apparati elefantiaci, come hai detto tu, creati per puro clientelismo che costano uno sproposito rispetto a quanto rendono. Ma se ci fai caso non è lì che il nostro ineffabile ministro punta i suoi strali, ma appunto dove è facile colpire....
 
renatom ha scritto:
migliazziblu ha scritto:
[
girata per le ville della periferia di Treviso e accertamenti sulla congruita' delle denunce dei redditi....
e per par condicio....
stessa storia sulle strade che da Bologna citta' salgono ai colli.
Ciao

Adesso arriva Perseo!

Giusto,
tutti alla Loggia dei Lanzi a Firenze, e vediamo cosa pagano di ICI a Palazzo Vecchio.
Ciao
 
belpietro ha scritto:
potrei dire lo stesso di chi afferma "chi evade ruba" e si ferma lì.

Per me è quello il pensiero.
Se evadi significa che:
1- non paghi il dovuto come tutti gli altri cittadini.
2- usufruisci di servizi magari scontati
3- per colpa "tua" qualcun altro dovrà pagare al tuo posto.

Se non partiamo da questo principio che pagare le tasse è giusto e doveroso in una società moderna, non andiamo da nessuna parte.
Poi possiamo discutere su quanto far pagare, chi, come etcetc.

Ma partire dal presupposto che chi evade non ruba è negare uno dei caposaldi del nostro stato.

belpietro ha scritto:
il punto di equilibrio del rubare è quando lo Stato ti chiede una parte del frutto del tuo lavoro proporzionata ai servizi che rende alla collettività
sotto, il ladro è chi evade.
sopra, il ladro è lo Stato.

Chi lo stabilisce questo equilibrio? Tu?
Tu decidi che le tasse sono troppo alte quindi evadi?
No, l'equilibrio è stabilito dai politici.
Chi elegge i politici?
Il popolo, cioè colui che paga le tasse.

Poi possiamo discutere se sono troppo alte, troppo basse, ma non ce le si può autoridurre!
Faresti lo stesso discorso se fossero troppo basse?

belpietro ha scritto:
quindi se non pagava le tasse il peòn messicano dei tempi di Zapata trovo difficile dire che sia un ladro

Che è un esempio che non c'entra nulla con il nostro sistema. Ma serve solo per spostare il paletto della discussione.

belpietro ha scritto:
invece per alcuni qui la ricchezza è dello Stato, comunque sia prodotta, e lo Stato ha il diritto assoluto di stabilire quanta parte del tuo e mio lavoro gli devo, senza diritto di discutere o capire da dove viene e dove va il prelievo.
come ai tempi dei feudatari.

Non stai parlando di una cosa astratta. Lo Stato siamo noi, con i nostri rappresentanti. Quindi la ricchezza è nostra. Se tu rubi allo Stato stai rubando alla collettività.
 
silverrain ha scritto:
belpietro ha scritto:
potrei dire lo stesso di chi afferma "chi evade ruba" e si ferma lì.

Per me è quello il pensiero.
Se evadi significa che:
1- non paghi il dovuto come tutti gli altri cittadini.
2- usufruisci di servizi magari scontati
3- per colpa "tua" qualcun altro dovrà pagare al tuo posto.

Se non partiamo da questo principio che pagare le tasse è giusto e doveroso in una società moderna, non andiamo da nessuna parte.
Poi possiamo discutere su quanto far pagare, chi, come etcetc.

Ma partire dal presupposto che chi evade non ruba è negare uno dei caposaldi del nostro stato.

belpietro ha scritto:
il punto di equilibrio del rubare è quando lo Stato ti chiede una parte del frutto del tuo lavoro proporzionata ai servizi che rende alla collettività
sotto, il ladro è chi evade.
sopra, il ladro è lo Stato.

Chi lo stabilisce questo equilibrio? Tu?
Tu decidi che le tasse sono troppo alte quindi evadi?
No, l'equilibrio è stabilito dai politici.
Chi elegge i politici?
Il popolo, cioè colui che paga le tasse.

Poi possiamo discutere se sono troppo alte, troppo basse, ma non ce le si può autoridurre!
Faresti lo stesso discorso se fossero troppo basse?

belpietro ha scritto:
quindi se non pagava le tasse il peòn messicano dei tempi di Zapata trovo difficile dire che sia un ladro

Che è un esempio che non c'entra nulla con il nostro sistema. Ma serve solo per spostare il paletto della discussione.

belpietro ha scritto:
invece per alcuni qui la ricchezza è dello Stato, comunque sia prodotta, e lo Stato ha il diritto assoluto di stabilire quanta parte del tuo e mio lavoro gli devo, senza diritto di discutere o capire da dove viene e dove va il prelievo.
come ai tempi dei feudatari.

Non stai parlando di una cosa astratta. Lo Stato siamo noi, con i nostri rappresentanti. Quindi la ricchezza è nostra. Se tu rubi allo Stato stai rubando alla collettività.
Quoto.
Se partiamo dal presupposto che ognuno può autonomamente decidere se le tasse sono troppo alte e di conseguenza non pagarle, miniamo alla base le fondamenta stesse su cui si regge lo stato... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
Quoto.
Se partiamo dal presupposto che ognuno può autonomamente decidere se le tasse sono troppo alte e di conseguenza non pagarle, miniamo alla base le fondamenta stesse su cui si regge lo stato... :rolleyes:

nessuno ha detto che ciascuno possa autonomamente deciderlo.
 
silverrain ha scritto:
Se evadi significa che:
1- non paghi il dovuto come tutti gli altri cittadini.
2- usufruisci di servizi magari scontati
3- per colpa "tua" qualcun altro dovrà pagare al tuo posto.

ribadisco: se usufruisci di servizi senza pagarli, che differenza c'è se hai prodotto ricchezza senza pagare le dovute imposte sul reddito e se invece le tasse non le hai pagate perché, pur potendolo fare, hai preferito non produrre ricchezza?

e sei hai già pagato molte più tasse dei servizi di cui hai usufruito, chi ha avuto dei servizi senza pagarli?
che differenza c'è tra il tuo sistema concettuale e quello del feudatario che impone le decime?
 
belpietro ha scritto:
ribadisco: se usufruisci di servizi senza pagarli, che differenza c'è se hai prodotto ricchezza senza pagare le dovute imposte sul reddito e se invece le tasse non le hai pagate perché, pur potendolo fare, hai preferito non produrre ricchezza?

e sei hai già pagato molte più tasse dei servizi di cui hai usufruito, chi ha avuto dei servizi senza pagarli?
che differenza c'è tra il tuo sistema concettuale e quello del feudatario che impone le decime?

Giochino.
Tu paghi l'assicurazione sull'auto, giusto?
A fine anno se non usufruisci dei servizi dell'assicurazione, decidi autonomamente di non pagarla?
Non girarla troppo.
il sistema di tassazione/servizi non è la decima del feudatario o della chiesa, ma è un sistema che serve per finanziare, ad esempio, i servizi ai cittadini in modo da "ridistribuire" la ricchezza.
Infatti non è lineare ma proporzionale proprio per questo principio.
E il bene comune non è quello dell'URSS ma quello di tutte le democrazie occidentali.
 
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