Ma sarà perché lo studio dell'economia, in senso moderno, è nato proprio in Europa?
Battute a parte, credo che, prima di qualunque progetto di potenza di una nazione, di un continente o di un impero, ci sia la ricchezza. Senza una solida base economica è difficile sostenere nel tempo ambizioni geopolitiche, militari o tecnologiche.
Negli ultimi due secoli, e in particolare dall'industrializzazione in poi, l'espansione delle grandi potenze è stata fortemente legata anche alla ricerca di nuovi mercati nei quali vendere i prodotti dell'industria e reperire materie prime strategiche. Naturalmente non è stata l'unica motivazione, ma è stata certamente una componente importante.
L'industria moderna, infatti, tende a ricercare una crescita continua: quando il mercato interno rallenta, diventa naturale cercare nuovi sbocchi commerciali all'estero. Da qui derivano anche la competizione per le aree d'influenza, gli investimenti infrastrutturali e, talvolta, le tensioni geopolitiche.
Per questo motivo non credo che in Europa si riduca "tutto" a una questione economica; penso piuttosto che l'economia sia uno dei principali motori della politica internazionale, accanto a ideologie, cultura, religione, sicurezza nazionale e aspirazioni di potenza.
Quanto alla Cina, dire che utilizzi i propri surplus solo per armamenti e potenza militare mi sembra una semplificazione. È innegabile che negli ultimi quarant'anni il Paese abbia investito enormemente anche nello sviluppo industriale, nelle infrastrutture, nella ricerca e nel miglioramento del tenore di vita di centinaia di milioni di persone, facendo emergere una vasta classe media urbana. Allo stesso tempo è altrettanto evidente che Pechino abbia aumentato in misura significativa anche la spesa per la difesa e persegua una strategia di crescente influenza internazionale.
Infine, un'economia che rallenta inevitabilmente rende più difficile sostenere il welfare. Lo vediamo anche in Europa: bassa crescita, costi energetici più elevati, invecchiamento della popolazione e tensioni geopolitiche stanno mettendo sotto pressione i conti pubblici. La Germania, che è il tema di questo thread, ne è oggi uno degli esempi più evidenti.