In Germania intanto, si prospetta un autunno caldissimo...
Per il gruppo Volkswagen e tutta l'industria dell'auto tedesca i prossimi mesi saranno infuocati: l'austerity chiesta dai manager, con le relative minacce di chiusure di fabbriche e licenziamenti, ha irritato l'IG Metall. E il sindacato ha promesso una dura battaglia.
I prossimi mesi non saranno facili per l'automotive tedesco. Per capire perché, bastano le cronache dei giorni precedenti allo stop delle fabbriche per le ferie estive (i cancelli si serrano per due o tre settimane tra fine luglio e inizio agosto).
L'IG Metall ha già mobilitato migliaia di iscritti per protestare contro le possibili chiusure (definitive) di quattro fabbriche del gruppo VW e il licenziamento di altri 50 mila dipendenti: tutti i siti, dal Nord al Sud della Germania, sono stati teatro di comizi, marce e manifestazioni nel giorno (il 9 luglio) in cui il CEO Oliver Blume ha svelato i suoi piani al consiglio di sorveglianza, ricevendo come risposta un secco e prevedibile rifiuto (dai rappresentanti sindacali e dal Land della Sassonia) alla richiesta di tagliare impianti e operai.
Inoltre, la presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha intimato a Blume di dare spiegazioni ai dipendenti e, quando il CEO ha disatteso l'ultimatum, è partito l'attacco: Blume dovrà chiarire le sue intenzioni in agosto, al ritorno dalle ferie, davanti a tutti i consigli di fabbrica.
Wolfsburg, però, è solo la punta dell'iceberg. L'IG Metall ha mobilitato 33 mila lavoratori della Mercedes-Benz per contestare la sospensione del bonus stabilito dal contratto collettivo e la richiesta dei vertici di «lavorare di più» a parità di salario, un colpo al cuore del sistema delle 35 ore tanto caro ai tedeschi.
E la BMW? Per ora nessun conflitto aperto, ma pure a Monaco la pace sindacale è a rischio. L'IG Metall, parlando di lavoratori «stanchi e di amministratori delegati incompetenti che mettono a repentaglio il loro futuro», ha promesso «filo da torcere ai vertici dell'industria finché continueranno a concentrarsi su tagli e delocalizzazioni» e «un massiccio contrattacco» verso Wolfsburg e tutte le aziende che «come la BMW, domineranno i titoli dei giornali con annunci di riduzione dei costi».
E l'IG Metall è famoso per passare dalle parole ai fatti. I prossimi mesi in Germania si annunciano di fuoco.
di Rosario Murgida