Io non ho la sfera di cristallo, ma se studi e pubblicazioni convergono su un 1,8 % medio annuo di decadimento non capisco perché poi si debba prendere il 3 % come riferimento e nemmeno capisco, sinceramente, perché il caso migliore e ottimale sia l'1,5 %.L'abbiamo scritto che la forbice può essere ampia.
Ma abbiamo anche scritto che ci sono valori minimi che sono quasi intoccabili mentre per quelli peggiorativi non ci sono valori precisi. La media è 1,8%/anno ma il minimo atteso per un uso corretto è 1,5%/anno che arriva fino oltre il 3%/anno in casi particolari.
In parole povere, il decadimento delle batterie se ben mantenute è costante e progressivo nel tempo al punto da poter standardizzare e prevedere il suo punto di fine. In questo le parti elettriche sono generalmente più prevedibili di quelle meccaniche.
Poi se il grado di uso e usura diventa severo o se nasce "storto" quel decadimento lineare può subire variazioni importanti fino allo stop improvviso anche prima del tempo ma non mi pare che sia il caso di discuterne semplicemente perché è nelle cose che sia così.
Secondo me quindi se vogliamo ragionare in maniera costruttiva dovremmo attenerci a quella media, diversamente è il solito gioco del "siccome non mi piace peggioro i dati" o, dall'altra parte "siccome mi piace miglioro i dati" che non porta dabbero da nessuna parte.
Detto, ovviamente, con il massimo rispetto per tutti.
Sarà poi chi abita in Trentino a 2.500 metri di altezza a poter supporre che la sua batteria avrà un decadimento superiore alla media così come chi abita vicino al mare in Liguria potrà ragionare su un decadimento inferiore alla media.