<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2006 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
Ad oggi suppongo che le batterie esauste che arrivano nella filiera del riciclo siano poche, con tecnologie vecchie (ad esempio le prime Leaf non avevano la gestione termica delle batterie, cosi che se erano troppo calde o fredde si rovinavano o si caricavano a potenze ridicole, questo letto da ricerche in rete), e magari gravemente danneggiate (in incidenti o incendi).
Nel momento in cui la massa di auto elettriche vendute dal 2020 in poi arriverà nella filiera del riciclo, questa % aumenterà.
Ad oggi le case automobilistiche hanno messo in piedi per conto loro dei sitemi per cercare di "riavere" le batterie e mandarle al riciclo. Domani, dopo che saranno finite nelle case familiari e andranno dismesse sarà da capire chi e come dovrà reinserirle in quel circuito o se ne nasceranno altri ...
 
Per chi ha voglia di discorrere un po' propongo questa lettura dei fatti.
Marco Pugliese

Docente di matematica, giornalista e analista economico
https://www.linkedin.com/services/page/4550563112a7819909/


Spagna al buio nel 2025? Pubblicato il rapporto, svelato il grande bluff energetico tra rinnovabili e realtà industriale che Sanchez s’ostina a portare avanti…

Il blackout che ha colpito la Spagna nel 2025 ha riportato al centro il dibattito sul cosiddetto “modello Sánchez”, non fu un incidente tecnico isolato ma il sintomo di una contraddizione strutturale: voler costruire un sistema energetico avanzato su una base ancora instabile, raccontando nel frattempo una narrazione semplificata (e a tratti falsa, buona solo per chi la utilizza politicamente), che non regge più alla prova dei fatti.

Secondo il rapporto pubblicato dopo l’evento, la causa immediata è stata una forte oscillazione nella rete, con perdita di sincronizzazione tra produzione e domanda. In pratica troppa energia non programmabile immessa in rete senza adeguati sistemi di compensazione. Il sistema ha reagito come progettato, disconnettendosi per evitare danni maggiori, lasciando un Paese quasi avanzato in panne.

Negli ultimi anni la Spagna ha spinto in modo aggressivo (per pura ideologia, nulla di veramente ecologico) sulle rinnovabili. Oggi oltre il 50% della produzione elettrica annua proviene da fonti “verdi”, con picchi giornalieri che superano il 70%. Numeri importanti, ma che raccontano solo metà della storia. Perché il problema non è quanto produci, ma quando produci.

Il solare, che in alcune ore porta i prezzi spot anche sotto i 20 €/MWh, crolla completamente di notte. L’eolico è ancora più imprevedibile. Questo genera una volatilità estrema: nello stesso giorno si può passare da prezzi quasi nulli a oltre 120 €/MWh. Una dinamica incompatibile con un sistema industriale stabile. Acciaierie, chimica, fonderie. Questi settori richiedono continuità, non picchi. Una fonderia non può spegnersi e riaccendersi seguendo il sole. Ogni interruzione significa danni, costi e perdita di competitività.

Il modello spagnolo ha invece ridotto progressivamente il peso delle fonti programmabili tradizionali senza sostituirle completamente con sistemi di accumulo. Le batterie oggi coprono una quota marginale, inferiore al 5% della capacità necessaria nei momenti critici. Il risultato è un sistema che funziona bene solo in condizioni ideali.

Il blackout ha mostrato esattamente questo: basta una perturbazione, una variazione improvvisa di produzione o domanda, e la rete (quella spagnola fortemente inadatta) entra in crisi.

La narrativa politica ha fatto il resto. Si è venduto il modello come replicabile ovunque, come soluzione semplice a un problema complesso, del resto è questo il “mondo che piace”, non compredere realmente priblemi, attaccare chi pone dubbi tramite media compiacenti, negare l’evidenza.
 
Per chi ha voglia di discorrere un po' propongo questa lettura dei fatti.

però ora loro sono in vantaggio su di noi , nel senso che questo periodo di crisi energetica riesco a gestirlo meglio, ovviamente nulla è gratis perchè poi hanno altre problematiche ma nell'ottica di disimpegnarsi da fonti energetiche legate a situazioni geopolitiche complesse dove oltretutto non possiamo farci più di tanto forse è preferibile avere dei black out
 
Per chi ha voglia di discorrere un po' propongo questa lettura dei fatti.
Quante batterie di accumulatori servirebbero per avere un discreto tampone nei momenti di eccesso di produzione? E che tipologia di accumulatori si dovrebbe impiegare per consentire di assorbire i picchi di energia? A quali costi?
O si potrebbe deviare l’eccesso verso stazioni di pompaggio che rimandino l’acqua nei bacini idroelettrici?
 
nell'ottica di disimpegnarsi da fonti energetiche legate a situazioni geopolitiche complesse dove oltretutto non possiamo farci più di tanto

Questo è il pensiero europeo dei "volemose bene", il resto del mondo il petrolio/gas se li tirano fuori dal sottosuolo o se lo vanno a prendere dove c'è, non necessariamente facendo guerre.
Siamo noi europei che arretriamo.
 
però ora loro sono in vantaggio su di noi , nel senso che questo periodo di crisi energetica riesco a gestirlo meglio, ovviamente nulla è gratis perchè poi hanno altre problematiche ma nell'ottica di disimpegnarsi da fonti energetiche legate a situazioni geopolitiche complesse dove oltretutto non possiamo farci più di tanto forse è preferibile avere dei black out
non credo, proprio perche', se gli levi ulteriori produzioni fatte con il gas/petrolio, la loro situazione si sbilancia ancora di piu', peggiorando la situazione.
ci vorrebbe il nucleare

comunque, ci han messo un bel po', per poi dichiarare quello che si era detto dal giorno dopo :D
 
non so se OT ma considerando che conto di tenere ancora parecchio la mia, ben oltre il 2035 (credo di essere cui 7000km anno uktimla mia paura è che nel tempo i carburanti diventino sempre più cari per spingere a cambiare.

Sto anche valutando giocoforza cambio casa, ma un appartamento con garage e linee adeguate per colonnina per il futuro non posso permettermela (e abito in città di 30.000 abitanti, non milano)
 
Non
Quante batterie di accumulatori servirebbero per avere un discreto tampone nei momenti di eccesso di produzione? E che tipologia di accumulatori si dovrebbe impiegare per consentire di assorbire i picchi di energia? A quali costi?
O si potrebbe deviare l’eccesso verso stazioni di pompaggio che rimandino l’acqua nei bacini idroelettrici?
Non so se una risposta potranno diventarlo le batterie a CO2 del tipo "Dome".
Credo però che per gestire una rete nazionale serviranno tanti bei contenitori grossi come palazzi ... o tunnel se preferite.
 
non so se OT ma considerando che conto di tenere ancora parecchio la mia, ben oltre il 2035 (credo di essere cui 7000km anno uktimla mia paura è che nel tempo i carburanti diventino sempre più cari per spingere a cambiare.

Sto anche valutando giocoforza cambio casa, ma un appartamento con garage e linee adeguate per colonnina per il futuro non posso permettermela (e abito in città di 30.000 abitanti, non milano)
Se trovi qualcosa con giardino/corte capace almeno per un posto macchina risolvi anche senza garage.
Chiaro che se devi quagliare tra risorse e spazi probabilmente troverai qualcosa di più comodo solo allontanandoti un po' dai centri principali.
Comunque il mercato immobiliare lontano dai capoluoghi mi pare che sia abbastanza favorevole con un enorme disponibilità di abitazioni e prezzi per tutte le tasche con opzioni che rasentano il ridicolo se ci si posta verso paesini non battuti dal turismo dove compri con veramente poche decine di migliaia di euro.

Un esempio di una zona a caso Annunci
 
si, ma mia moglie è irremovibile, vuole stare in città abbastanza in centro, quindi prezzi non bassissimi, certo lontani da prezzi milano.
Abbiamo anche l'università del gusto vicina a Pollenzo che ha fatto impennare di parecchio i prezzi.
 
Petrini sta facendo un gran lavoro. Influenza pure il mercato immobiliare :emoji_sweat_smile:

Quella zona non è proprio a buon mercato anche se qualcosina mi pare ci sia.
Ricca di tipicità, cultura e storia è normale che un minimo di quotazioni ci siano.
Ci vuole di mettersi in cerca per tempo e cogliere l'occasione appena si presenta.
 
si, fosse per me andrei nei paesini vicini, meno della metà, ma... Certo più scomodo. Quando ti abitui bene.. Ho trovato dove sono adesso in affitto fortunato, scade, ma vicino al centro, ma tranquillo, con posti per parcheggio facili davanti casa, al supermercato posso andare a piedi...
 
Dipende molto dai legami che avete perché da che ricordo di quella zona che ho un po' frequentato ci si muove piuttosto bene. Tempi non brevissimi da paese/cittadina a paese/cittadina se ci si muove lungo la direttrice Castagnole, Neive fino a Savigliano, Fossano o addirittura Saluzzo ma credo ci sia in mezzo un oceano di opportunità ma anche limitandosi al tratto Alba-Bra credo non manchino le opzioni. Certo se è necessario trovare entro un raggio di 200 metri da un determinato luogo le opzioni per forza di cose si restringono. Vi auguro comunque una buona ricerca. È sempre un nuovo inizio :)
 
Back
Alto