Chi progetta case sostenibili a basso consumo di energia se lo immagina eccome, tanto che i materiali migliori sono quelli fatti con una materia prima naturale, come la fibra di legno per esempio (che è uno tra i migliori anche prestazionalmente per l'elevata massa) teoricamente neutra per quanto riguarda produzione di CO2 della materia prima (escluse ovviamente lavorazioni e trasporto) e con una limitata quantità di aggreganti oltre a minime o nulle emissioni tossiche una volta montata (che per il popolarissimo EPS, derivato dal petrolio per esempio possono essere un problema)
Un progettista che si occupasse di sostenibilità senza avere bene a mente l'energia grigia relativa ai prodotti ed alle soluzioni che va ad utilizzare. oltre alle loro emissioni, sarebbe un po' un dilettante allo sbaraglio imho.
Come scrivevi le emissioni zero non possono esistere, comunque si può fare molto per ridurle anche nel processo costruttivo.
Esempio: una casa passiva con struttura di legno, isolamento di fibra di legno ed altri materiali naturali, infissi in legno o compositi legno-alluminio, con prestazioni enormi dal punto di vista dell'isolamento, è enormemente più sostenibile e meno energivora da costruire rispetto a qualsiasi casa con struttura in C.A., tamponature in laterizio, infissi in PVC, cappotto in EPS, anche se scarsa dal punto di vista delle prestazioni energetiche.
Detto questo, con i tempi di vita media di un edificio fare un cappotto molto isolante è sicuramente conveniente dal punto di vista dell'energia grigia; per esempio secondo alcuni studi i tempi per recuperare l'energia spesa per aggiungere 10 cm di EPS che pure non è uno dei più performanti in termini ecologici, si valuterebbero in 4 anni utulizzando un riscaldamento tradizionale a gas.