<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Raid automolistico EV Venezia - Pechino | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Raid automolistico EV Venezia - Pechino

Ma realisticamente parlando quanto tempo richiederebbe secondo voi?
Ammettendo di usare un'elettrica di quelle con l'autonomia migliore (quindi Tesla,Kona,roba da 400 km reali circa) e di ricaricare sempre in maniera rapida.
piu'o meno sono 8milakm pensando di non trovare intoppi e di riuscire a percorrere giornalmente i fatidici 400 km di autonomia di Tesla,non dico di metterci 20 gg ma 35 potrebbe essere fattibile (forse)
 
piu'o meno sono 8milakm pensando di non trovare intoppi e di riuscire a percorrere giornalmente i fatidici 400 km di autonomia di Tesla,non dico di metterci 20 gg ma 35 potrebbe essere fattibile (forse)

Io ottimisticamente pensavo che magari nelle giornate buone e supponendo di avere un equipaggio di almeno 3 persone che si alternino alla guida si potrebbe viaggiare fin dove si riesce (ovviamente non fino alla fine dell'autonomia ma solo fino al punto di ricarica più distante che si riesce a raggiungere),ricaricare e ripartire.
Certo è più facile a dirsi che a farsi...
 
bhe 400km in autostrada si fanno agevolmente, realisticamente (considerando che saranno auto cariche di viveri) si dovrebbe andare a tappe da 200km alla volta con soste di qualche ora, non serve per forza arrivare al 100% di ricarica, ma qui si parla di un raid che durerà almeno 1 mese
 
bhe 400km in autostrada si fanno agevolmente, realisticamente (considerando che saranno auto cariche di viveri) si dovrebbe andare a tappe da 200km alla volta con soste di qualche ora, non serve per forza arrivare al 100% di ricarica, ma qui si parla di un raid che durerà almeno 1 mese
considerando anche le strade che non saranno tutte asfaltate
 
Comunque, anche la Itala dei primi del '900 con consumi non proprio da utilitaria odierna, avrà avuto i suoi problemi di rifornimento...
 
Chi progetta case sostenibili a basso consumo di energia se lo immagina eccome, tanto che i materiali migliori sono quelli fatti con una materia prima naturale, come la fibra di legno per esempio (che è uno tra i migliori anche prestazionalmente per l'elevata massa) teoricamente neutra per quanto riguarda produzione di CO2 della materia prima (escluse ovviamente lavorazioni e trasporto) e con una limitata quantità di aggreganti oltre a minime o nulle emissioni tossiche una volta montata (che per il popolarissimo EPS, derivato dal petrolio per esempio possono essere un problema)
Un progettista che si occupasse di sostenibilità senza avere bene a mente l'energia grigia relativa ai prodotti ed alle soluzioni che va ad utilizzare. oltre alle loro emissioni, sarebbe un po' un dilettante allo sbaraglio imho.
Come scrivevi le emissioni zero non possono esistere, comunque si può fare molto per ridurle anche nel processo costruttivo.
Esempio: una casa passiva con struttura di legno, isolamento di fibra di legno ed altri materiali naturali, infissi in legno o compositi legno-alluminio, con prestazioni enormi dal punto di vista dell'isolamento, è enormemente più sostenibile e meno energivora da costruire rispetto a qualsiasi casa con struttura in C.A., tamponature in laterizio, infissi in PVC, cappotto in EPS, anche se scarsa dal punto di vista delle prestazioni energetiche.

Detto questo, con i tempi di vita media di un edificio fare un cappotto molto isolante è sicuramente conveniente dal punto di vista dell'energia grigia; per esempio secondo alcuni studi i tempi per recuperare l'energia spesa per aggiungere 10 cm di EPS che pure non è uno dei più performanti in termini ecologici, si valuterebbero in 4 anni utulizzando un riscaldamento tradizionale a gas.
Non posso non essere d'accordo con Te.
Mi fa piacere che hai introdotto la definizione di energia grigia, quella nascosta nella produzione, nel trasporto, ecc. riferendoti ai materiali termoisolanti. Qui c'è stata, secondo me, nel settore costruzioni, oltre all' evoluzione sui materiali (sintetici o naturali) e sulle tecnologie di utilizzo, anche una presa d'atto a livello normativo, imponendo ad esempio le certificazioni CAM ( criteri ambientali minimi), inizialmente obbligatorie nell' ambito lavori pubblici anche quello dei privati (per esempio l' ecobonus110% ne impone l' uso).
Ma quando si parla di EV, l' approccio non mi sembra così attento e rigoroso dal punto di vista tecnologico-normativo (soprattutto nel chiarire il peso dell' energia grigia di tutta la filiera) ed in particolare sulle tematiche dell' impatto ambientale effettivo, nebulosamente "grigio" in generale, per non parlare di quello degli interessi economici in gioco.
 
Io metterei un carrello/rimorchio attaccato dietro all'auto pieno di batterie, così aumento l'autonomia e sopra il carrello e al tetto dell'auto panelli fotovoltaici :emoji_bulb::emoji_truck::emoji_smile:
 
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