<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Quando non eravamo politically correct: discussione semiseria | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Quando non eravamo politically correct: discussione semiseria

cosa c’entra uno che ha perso i capelli con il termine storico negro ( vedi allegato che non me lo sono inventato io) non lo capisco proprio.

In ogni caso, uno, che abbia o non abbia capelli lo chiamo per nome, non certo pelato. Cosi come non dó del ciccione ad uno grasso o dello smilzo ad uno molto magro.
Ma, ripeto, son cose che c’entrano nulla.


allora torniamo al termine negro e handicappato, come tu hai indicato in origine non aveva un senso dispregiativo, perchè poi lo è diventato? da come si scrive qui sembrerebbe per un capriccio delle persone a cui era rivolto, a me non sembra. Lasciamo stare il termine negro che ha cambiato registro in altri paese, ma il termine handicappato da noi ha cominciato ad avere una valenza negativa quando si è cominciato ad usarlo in un senso negativo, ovvero, non sei capace a fare una cosa allora sei handicappato, ora se permetti credo che ad una persona che realmente ha un handicap da fastidio a lungo andare che quella terminologia venga utilizzata in modo improprio e anche a scopo derisorio, ecco perchè preferisce che venga chiamato diversamente abile, e chiamiamolo politicamente corretto o in altro modo , per me è semplice educazione a qesto punto non usare un termine che è stato sporcato
 
Credo che alcuni termini siano innegabilmente offensivi.
Mentre altri come pelato non lo sono sempre,dipende dalla sensibilità di chi viene chiamato così.
Probabilmente una persona di 50 anni che volente o nolente negli anni ha dovuto prendere atto di avere pochi capelli non si sentirebbe minimamente offeso.
Una persona di 30 che magari sta perdendo i capelli e non se ne fa una ragione si offenderebbe.

Per sdrammatizzare


Le mamme quando si parla dei figli tendono spesso a offendersi molto se qualcuno,anche se magari è un medico,dice che i loro figli hanno qualche problema che può andare dalla miopia a problemi di peso e cose ben più serie.
Ricordo un aneddoto divertente,un giocatore di rugby intervistato in tv disse che quando era molto piccolo mostrava già di essere predisposto ad aumentare di peso.
Pare che a un anno pesasse 13 kg e il pediatra disse alla madre che doveva fare qualcosa altrimenti crescendo sarebbe diventato obeso.
E la madre fece qualcosa,cambiò pediatra...
Poi crescendo il bambino iniziò a giocare a rugby e non divenne grasso ma divenne un colosso.

il mio esempio in merito al termine pelato nasce dal fatto che volevo indicare una situazione, meno grave di altre, in cui una parola che in realtà non ha un accezione negativa può averla per chi la subisce, se io so che quella persona non la gradisce non la uso
 
allora torniamo al termine negro e handicappato, come tu hai indicato in origine non aveva un senso dispregiativo, perchè poi lo è diventato? da come si scrive qui sembrerebbe per un capriccio delle persone a cui era rivolto, a me non sembra. Lasciamo stare il termine negro che ha cambiato registro in altri paese, ma il termine handicappato da noi ha cominciato ad avere una valenza negativa quando si è cominciato ad usarlo in un senso negativo, ovvero, non sei capace a fare una cosa allora sei handicappato, ora se permetti credo che ad una persona che realmente ha un handicap da fastidio a lungo andare che quella terminologia venga utilizzata in modo improprio e anche a scopo derisorio, ecco perchè preferisce che venga chiamato diversamente abile, e chiamiamolo politicamente corretto o in altro modo , per me è semplice educazione a qesto punto non usare un termine che è stato sporcato


lo ha fatto diventare chi si é inventato il politicamente corretto.
 
Non vorrei fare una disamina del termine 'Negro' ma credo che sia considerato proprio dalle persone di colore come un termine ormai negativo

Alla fine, gira e rigira, andiamo sempre alla questione, per me assolutamente di lana caprina (non cashmere, ovviamente) del "le razze umane non esistono":

http://www.repubblica.it/scienze/20...zioni_le_razze_umane_non_esistono_-189003779/

In sintesi, abbiamo scomodato un congresso di antropologi per ribadire un concetto che si insegna in terza scientifico, ossia che gli uomini condividono il 99,5% del loro patrimonio genetico. Purtroppo (per la completezza di informazione), gli scienziati non hanno detto alcune cose a loro ben note:
  • nell'uomo (e negli animali superiori) il DNA codificante, ossia quello che effettivamente governa la produzione delle proteine che costruiscono e fanno funzionare l'organismo è circa l'1,5%; il restante 98,5% è costituito da DNA extragenico, strutturale, introni, sequenze di controllo, geni regolatori ecc.
  • di conseguenza, se è vero che condividiamo il 99,5 del nostro genoma con i nostri cospecifici, è altrettanto vero che ne condividiamo il 98,5% con gli scimpanzè, il 95% col maiale e il 92% col topo. Quindi, dire che "le razze umane non esistono" sulla base del fatto che il 99,5 del genoma umano è lo stesso, IMHO è un'affermazione non falsa, ma neanche graniticamente fondata
Dove voglio arrivare? Che non me ne può fregare di meno se misurando le distanze tra due tratti di cromosoma ci sono più similitudini tra me e un congolese che tra me e mio cugino, come non me ne può fregare di meno se io, con i miei tratti somatici europei vengo definito "di razza caucasica", e voglio pensare che un nigeriano che ragiona con la sua testa non si alteri se viene definito "di razza negroide". Quello che conta, o dovrebbe contare, è che non ci vengano costruite sopra scale gerarchiche, invece si sono inventati la boiata dell'etnia, che sempre IMHO è ancora più discriminatoria della razza, o per lo meno è esattamente la stessa cosa.
 
a te non è mai capitato di trovare una persona che dava dell'handicappato ad una persona senza handicap?
no..ma anche questo non c’entra nulla...comunque, e poi chiudo...
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Alla fine, gira e rigira, andiamo sempre alla questione, per me assolutamente di lana caprina (non cashmere, ovviamente) del "le razze umane non esistono":

ma nessuno dice che le razze non esistono, anzi, quando non si è voluto accettare che siamo diversi , vedasi storia della conquista nel sud america, ci sono stati i più grandi massacri della storia.
Ma ci sono certi termini che seppur non negativi nel corso della storia gli sono state date valenze negative, anche mio padre mi dici che in Italia il termine negro negli anni '60 non aveva valenza discriminatoria, e ci credo, purtroppo però ci sono stati decenni per cui l'uso che è stato fatto è stato discriminatorio , quindi ora dare del negro ad uno di colore è di fatto un offesa, continuare a pensare che non lo sia vuol dire non conoscere la realtà di alcune condizioni storiche e dell'evolversi di queste.
 
Non vorrei fare una disamina del termine 'Negro' ma credo che sia considerato proprio dalle persone di colore come un termine ormai negativo, quindi per un discorso di educazione in molti ambiti è stato rimosso. A me non da fastidio che mi si chiami pelato, che di per se non è un offesa ma se so che ad una persona , che è calva , da fastidio non la chiamo pelata, in alcuni casi per me non si tratta di politicamente corrette ma di semplice educazione

Oltre il " difetto " fisico, quello religioso o di colore e pure di sesso, e' un classico ad essere irriso
Chi,
-se gli fa un dispetto in auto una signora non pensa almeno per un' attimo che sia una " gran pu...."
-se riconosce invece V. Lussuria, " brutto fi...."
-se glielo fa un colored, " sporco ne...."

DIRE la VERITA' prego:emoji_wink:

P.s.:
....Non ricordero' l' usuraio del famoso racconto, quello col naso adunco, tipico....

Poi chiaramente,
La ragione prende il sopravvento....Si spera
 
Oltre il " difetto " fisico, quello religioso o di colore e pure di sesso, e' un classico ad essere irriso
Chi,
-se gli fa un dispetto in auto una signora non pensa almeno per un' attimo che sia una " gran pu...."
-se riconosce invece V. Lussuria, " brutto fi...."
-se glielo fa un colored, " sporco ne...."

DIRE la VERITA' prego:emoji_wink:

P.s.:
....Non ricordero' l' usuraio del famoso racconto, quello col naso adunco, tipico....

Poi chiaramente,
La ragione prende il sopravvento....Si spera

francamente no, non giudico l'educazione degli altri , ma a ma non passa mai per la testa di dare alle persone che tu hai menzionato quello che capita alcuni gli danno.
 
Pensavo di essere a " buonpunto "....
Infatti io, dei 4 riferimenti, mi invelenisco solo con le donne
( poi pensata quella parola, che da noi si dice in altro modo, mi passa ovviamente subito )
Invece Tu sei ancora piu' bravo:
4 su 4, complimenti
 
Pensavo di essere a " buonpunto "....
Infatti io, dei 4 riferimenti, mi invelenisco solo con le donne
( poi pensata quella parola, che da noi si dice in altro modo, mi passa ovviamente subito )
Invece Tu sei ancora piu' bravo:
4 su 4, complimenti

è che sono abituato a gestire le cose senza dover inquadrare la persona in una determinata categoria :)
 
Io ho il sospetto che chi ce l'ha a morte col politicamente corretto si senta in qualche modo imbrigliato da una sorte di censura.
Evidentemente il fatto che alcune parole o espressioni non si possano più usare,anche se un tempo erano molto usate,risulta pesante.
Io questo peso non lo sento.
Ricordiamoci poi che la lingua si evolve e che il vocabolario delle persone dipende anche dall'istruzione e dal livello culturale.
Che alcuni termini finiscano nel dimenticatoio e vengano sostituiti da altri nuovi o più precisi ci sta.
I miei nonni che non avevano la licenza media usavano dei termini semplici che in bocca a una persona istruita secondo me sarebbero molto più offensivi.
Che una persona quasi analfabeta dica pelato invece di calvo o storpio invece di disabile secondo me ci sta,se non inteso in senso dispregiativo.
Se invece lo stesso termine viene usato da qualcuno che,visto il titolo di studio che ha conseguito o la posizione che occupa,dovrebbe saper scegliere decisamente meglio le parole allora secondo me è più grave.
Concordo pienamente poi con Algepa sul fatto che molto spesso le parole diventano offensive perchè vengono utilizzate col preciso intento di denigrare e offendere.
 
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