<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> x EdoMC l'archeologo (o altri). | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

x EdoMC l'archeologo (o altri).

L'ho scritto in alcuni post sopra, tuo padre ha perfettamente ragione! Non dal punto di vista etico, intendiamoci (da archeologo, ormai, ho imparat a guardare il passato con un certo distacco, per me la morale non esiste più quando anlizzo una situazione, la cosa più sbagliata è attribuire agli antichi i valori di oggi), però la grandezza di molte opere è dovuta a quello: c'era tanta disponibilità di manodopera, esisteva il lavoro a giornata (che talvolta era la discriminante tra mangiare o no), non c'erano diritti, si lavorava dall'alba al tramonto (come gli archeologi di oggi...) con una piccola pausa pranzo concessa solo perchè un operaio a stomaco pieno lavorava meglio di uno a stomaco vuoto (leggi investimento, non carità). Talvolta si lavorava proprio per poter usufruire i questa pausa pranzo. I diritti del lavoro sono una "conquista", non ci sono empre stati. Inoltre, come giustamente dice Hawass nell'altro articolo " le piramidi non furono costruite da schiavi...": se i lavori privati erano eseguiti effettivamente da schiavi, le opere pubbliche erano costruite da cittadini liberi, spessissimo i cantieri erano organizzati proprio nei periodi in cui i contadini, non potendo lavorare la terra, andavano nelle città in cerca di lavoro. Poi, a volte, soprattutto sotto Roma, lavoravano anche schiavi, nel senso che c'erano delle vere e proprie imprese di costruzione che facevano lavorare gli schiavi (che in gergo erano chiamati instrumenta vocalia, atrezzi che parlano) di loro proprietà.
 
EdoMC ha scritto:
L'ho scritto in alcuni post sopra, tuo padre ha perfettamente ragione! Non dal punto di vista etico, intendiamoci (da archeologo, ormai, ho imparat a guardare il passato con un certo distacco, per me la morale non esiste più quando anlizzo una situazione, la cosa più sbagliata è attribuire agli antichi i valori di oggi), però la grandezza di molte opere è dovuta a quello: c'era tanta disponibilità di manodopera, esisteva il lavoro a giornata (che talvolta era la discriminante tra mangiare o no), non c'erano diritti, si lavorava dall'alba al tramonto (come gli archeologi di oggi...) con una piccola pausa pranzo concessa solo perchè un operaio a stomaco pieno lavorava meglio di uno a stomaco vuoto (leggi investimento, non carità). Talvolta si lavorava proprio per poter usufruire i questa pausa pranzo. I diritti del lavoro sono una "conquista", non ci sono empre stati. Inoltre, come giustamente dice Hawass nell'altro articolo " le piramidi non furono costruite da schiavi...": se i lavori privati erano eseguiti effettivamente da schiavi, le opere pubbliche erano costruite da cittadini liberi, spessissimo i cantieri erano organizzati proprio nei periodi in cui i contadini, non potendo lavorare la terra, andavano nelle città in cerca di lavoro. Poi, a volte, soprattutto sotto Roma, lavoravano anche schiavi, nel senso che c'erano delle vere e proprie imprese di costruzione che facevano lavorare gli schiavi (che in gergo erano chiamati instrumenta vocalia, atrezzi che parlano) di loro proprietà.

Ok poi, come hai riportato, ci sono anche le leggi della fisica e, aggiungo, i limiti della tecnologia.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi.

Voltaire
 
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