EdoMC
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L'ho scritto in alcuni post sopra, tuo padre ha perfettamente ragione! Non dal punto di vista etico, intendiamoci (da archeologo, ormai, ho imparat a guardare il passato con un certo distacco, per me la morale non esiste più quando anlizzo una situazione, la cosa più sbagliata è attribuire agli antichi i valori di oggi), però la grandezza di molte opere è dovuta a quello: c'era tanta disponibilità di manodopera, esisteva il lavoro a giornata (che talvolta era la discriminante tra mangiare o no), non c'erano diritti, si lavorava dall'alba al tramonto (come gli archeologi di oggi...) con una piccola pausa pranzo concessa solo perchè un operaio a stomaco pieno lavorava meglio di uno a stomaco vuoto (leggi investimento, non carità). Talvolta si lavorava proprio per poter usufruire i questa pausa pranzo. I diritti del lavoro sono una "conquista", non ci sono empre stati. Inoltre, come giustamente dice Hawass nell'altro articolo " le piramidi non furono costruite da schiavi...": se i lavori privati erano eseguiti effettivamente da schiavi, le opere pubbliche erano costruite da cittadini liberi, spessissimo i cantieri erano organizzati proprio nei periodi in cui i contadini, non potendo lavorare la terra, andavano nelle città in cerca di lavoro. Poi, a volte, soprattutto sotto Roma, lavoravano anche schiavi, nel senso che c'erano delle vere e proprie imprese di costruzione che facevano lavorare gli schiavi (che in gergo erano chiamati instrumenta vocalia, atrezzi che parlano) di loro proprietà.