<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> USA sparano a pescatori indiani | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

USA sparano a pescatori indiani

bumper morgan ha scritto:
E cmq, son convinto che anzichè calar le braghe, si poteva far loro notare che in Italia ci sono 110.000 indiani che........
ma ci vogliono le palle, cosa che non abbiamo. Non per nulla siamo gli unici che tirano fuori quattrini per portare a casa ostaggi rapiti da bande criminali o presunte-religiose

Quindi la tua soluzione è mettere al muro 110.000 indiani?
Perché quando minacci devi avere le palle per portare a termine la minaccia.
Oppure cosa ne vorresti fare?
Campi di concentramento?
Espulsioni?
Dichiarare guerra?
 
silverrain ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
E cmq, son convinto che anzichè calar le braghe, si poteva far loro notare che in Italia ci sono 110.000 indiani che........
ma ci vogliono le palle, cosa che non abbiamo. Non per nulla siamo gli unici che tirano fuori quattrini per portare a casa ostaggi rapiti da bande criminali o presunte-religiose

Quindi la tua soluzione è mettere al muro 110.000 indiani?
Perché quando minacci devi avere le palle per portare a termine la minaccia.
Oppure cosa ne vorresti fare?
Campi di concentramento?
Espulsioni?
Dichiarare guerra?
senza dimenticare che a quanto pare, la morte dei due PESCATORI, sia solo un trascurabile dettaglio di tutta quanta la questione.
 
silverrain ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
E cmq, son convinto che anzichè calar le braghe, si poteva far loro notare che in Italia ci sono 110.000 indiani che........
ma ci vogliono le palle, cosa che non abbiamo. Non per nulla siamo gli unici che tirano fuori quattrini per portare a casa ostaggi rapiti da bande criminali o presunte-religiose

Quindi la tua soluzione è mettere al muro 110.000 indiani?
Perché quando minacci devi avere le palle per portare a termine la minaccia.
Oppure cosa ne vorresti fare?
Campi di concentramento?
Espulsioni?
Dichiarare guerra?
nessuno dei casi da te evidenziati..bastava minacciare di rispedirli a casa; esattamente come ha fatto, anni fa, Gheddafi con noi. Sicuramente sarebbero giunti a ben più miti atteggiamenti. Ma come ho detto prima, ci vogliono le palle e noi non le abbiamo.
invece secondo te che tipo di minacce hanno usato gli indiani per riavere i marò?
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
silverrain ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
E cmq, son convinto che anzichè calar le braghe, si poteva far loro notare che in Italia ci sono 110.000 indiani che........
ma ci vogliono le palle, cosa che non abbiamo. Non per nulla siamo gli unici che tirano fuori quattrini per portare a casa ostaggi rapiti da bande criminali o presunte-religiose

Quindi la tua soluzione è mettere al muro 110.000 indiani?
Perché quando minacci devi avere le palle per portare a termine la minaccia.
Oppure cosa ne vorresti fare?
Campi di concentramento?
Espulsioni?
Dichiarare guerra?
senza dimenticare che a quanto pare, la morte dei due PESCATORI, sia solo un trascurabile dettaglio di tutta quanta la questione.

e daje.....ma vuoi rileggere l'articolo postato poc'anzi da dove si evince che i marò non hanno sparato? o cmq non ci sono le prove?
 
Comunque, una colpa importante dell'India (ma anche dell'Italia, in realtà), è quella di non istruire adeguatamente alla navigazione. Andare per mare è una responsabilità, e, inevitabilmente, mette a contatto con untà straniere, che, ovviamente, si esprimono secondoi codici internazionali. Non sapere questo linguaggio, è una cosa che potrebbe mettere in pericolo sè stessi e gli altri. I pescatori indiani, con ogni probabilità, non hanno alba di cosa significhino i segnali delle navi straniere, ignorano completamentei il codice della navigazione e dubito fortemente abbiano mai conseguito la patente nautica. L'§India dovrebbe adoperarsi per addestrare in questo senso i propri naviganti, onde evitare, o meglio, limitare, queste situazioni. Ciò vale anche per l'Italia, di sprovveduti in mare ne vedo fin troppi.
 
bumper morgan ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
silverrain ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
E cmq, son convinto che anzichè calar le braghe, si poteva far loro notare che in Italia ci sono 110.000 indiani che........
ma ci vogliono le palle, cosa che non abbiamo. Non per nulla siamo gli unici che tirano fuori quattrini per portare a casa ostaggi rapiti da bande criminali o presunte-religiose

Quindi la tua soluzione è mettere al muro 110.000 indiani?
Perché quando minacci devi avere le palle per portare a termine la minaccia.
Oppure cosa ne vorresti fare?
Campi di concentramento?
Espulsioni?
Dichiarare guerra?
senza dimenticare che a quanto pare, la morte dei due PESCATORI, sia solo un trascurabile dettaglio di tutta quanta la questione.

e daje.....ma vuoi rileggere l'articolo postato poc'anzi da dove si evince che i marò non hanno sparato? o cmq non ci sono le prove?
ah bè se l'ha detto il professorone:
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=10639
 
silverrain ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
invece secondo te che tipo di minacce hanno usato gli indiani per riavere i marò?

quello di far leggere perizie farlocche di ing farlocchi a cui qualcuno crede acriticamente....

ed il resto dove lo lasci? le tue fonti non te lo dicono?
PS: e poi di che perizie parli se non abbiano nemmeno potute assistere? e poi ti dice niente (la tua infallibile fonte ovviamente) il fatto che la barca dei pescatori è affondata? strano no? beh...te lo dico io.
 
EdoMC ha scritto:
Comunque, una colpa importante dell'India (ma anche dell'Italia, in realtà), è quella di non istruire adeguatamente alla navigazione. Andare per mare è una responsabilità, e, inevitabilmente, mette a contatto con untà straniere, che, ovviamente, si esprimono secondoi codici internazionali. Non sapere questo linguaggio, è una cosa che potrebbe mettere in pericolo sè stessi e gli altri. I pescatori indiani, con ogni probabilità, non hanno alba di cosa significhino i segnali delle navi straniere, ignorano completamentei il codice della navigazione e dubito fortemente abbiano mai conseguito la patente nautica. L'§India dovrebbe adoperarsi per addestrare in questo senso i propri naviganti, onde evitare, o meglio, limitare, queste situazioni. Ciò vale anche per l'Italia, di sprovveduti in mare ne vedo fin troppi.

Edo, cose che filano quelle che dici...ma qui il problema è politico e basta; inteso che gli indiani lo stanno sfruttando per politica interna.
Con gli americani (vedi articolo) abbassano la cresta con noi la alzano; ed hanno ben ragione.
 
bumper morgan ha scritto:
ed il resto dove lo lasci? le tue fonti non te lo dicono?
PS: e poi di che perizie parli se non abbiano nemmeno potute assistere? e poi ti dice niente (la tua infallibile fonte ovviamente) il fatto che la barca dei pescatori è affondata? strano no? beh...te lo dico io.

buon gusto è non fare attacchi personali se ti correggono quando commetti un errore. Sei tu che ti sei bevuto la perizia, non io.
 
desmo1987 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
http://www.forzearmate.org/wordpress/2013/03/24/pescatori-indiani-a-caccia-di-guai-petroliera-militare-usa-spara-a-un-peschereccio/

vediamo come andrà a finire

L'articolo è datato 17 luglio 2012, quindi penso che si sappia già come sia andata a finire.

Noto alcune differenze rispetto alla vicenda dei marò.
Primo, la nave era militare e non civile.
Secondo, la Navy ha subito fornito la sua versione dei fatti e la spiegazione sul perchè ha sparato e con che armi ha sparato. Certamente traspare la volontà di essere chiari e decisi sin dall'inizio.

e soprattutto mi pare di capire che gli Indiani, ia Maros Usa.....
li han visti col binocolo....
Anche noi ci siam trattenuti l' Armanda.....( e non poco )
e se verra' condannata definitivamente :?: ,
sta arrivando la sentenza della Cassazione,
sicuramente......restera' cola' ;)
 
Resta il fatto che la posizione degli USA nei confronti del resto del mondo (con la sola eccezione forse dell'Inghilterra) è arcinota e prevede che nessun militare a stelle e strisce possa venir giudicato da autorità straniere e l'hanno già fatto più volte anche con alleati quali l'Italia e non provano nemmeno a smentire i fatti in cui sono implicati i loro militari mentre in Italia sembra che la gestione della questione marò sia più improntata ad una propaganda interna che non al fare emergere eventuali responsabilità.
Le responsabilità tra l'altro sono prima di tutto di chi ha deciso di consentire l'utilizzo di militari italiani sulle navi senza prevedere chiare regole d'ingaggio e nemmeno chi dovesse prendere il comando in caso di crisi. E' infatti allucinante che nel contrasto tra la decisione dell'armatore di far rientrare in India la nave e quella della Marina Militare di allontanarsi abbia prevalso la volontà dell'armatore.
La responsabilità è anche quella dei diplomatici che non emettono comunicati ufficiali con le poche notizie accertate (posizione della nave) o con quelle ricevute dalle autorità indiane (gli esiti delle autopsie e/o perizie balistiche) permettendo così il propalarsi di notizie false e ricostruzioni fantasiose fatte per orientare l'opinione pubblica.
La responsabilità è anche di quella parte del governo che ha provato a fare il colpo di mano del mancato rientro facendosela immediatamente sotto non appena l'India ha (giustamente dal suo punto di vista) esercitato le pressioni che tutti noi sappiamo.
Insomma tra tante responsabilità forse le minori potrebbero proprio essere quelle dei due marò che ritengo possano anche essere stati spinti all'errore da manovre equivoche dei pescatori ma che per il semplice fatto che la loro vicenda ha assunto un valore molto più rilevante anche a causa del caso Agusta corrono il rischio di pagare anche al di là delle loro colpe eventuali.
Personalmente a distanza di tempo dalle prime notizie assolutorie inizio ad essere convinto di un loro coinvolgimento nel caso pur se sono altrettanto convinto della loro buona fede.
Spero pertanto che possa venir provata la loro innocenza e che, in caso contrario, possano godere di una pena lieve da scontare in Italia perchè loro sono solo l'anello debole di una catena di errori da parte di tanti soggetti, politici, militari e diplomatici che prima li hanno indotti all'errore e che poi hanno tentato di sfruttare a fini mediatici.
Auguri ai 2 marò ed ai loro cari.
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
silverrain ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
E cmq, son convinto che anzichè calar le braghe, si poteva far loro notare che in Italia ci sono 110.000 indiani che........
ma ci vogliono le palle, cosa che non abbiamo. Non per nulla siamo gli unici che tirano fuori quattrini per portare a casa ostaggi rapiti da bande criminali o presunte-religiose

Quindi la tua soluzione è mettere al muro 110.000 indiani?
Perché quando minacci devi avere le palle per portare a termine la minaccia.
Oppure cosa ne vorresti fare?
Campi di concentramento?
Espulsioni?
Dichiarare guerra?
senza dimenticare che a quanto pare, la morte dei due PESCATORI, sia solo un trascurabile dettaglio di tutta quanta la questione.

e daje.....ma vuoi rileggere l'articolo postato poc'anzi da dove si evince che i marò non hanno sparato? o cmq non ci sono le prove?
ah bè se l'ha detto il professorone:
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=10639

E questo articolo invece quale verità incontrovertibile ci propone? Ma soprattutto quali prove fornisce sulla colpevolezza dei nostri marò? Perché di questo che abbiamo bisogno .... il resto monnezza.
Nel frattempo i 2 marò li vedrei più al sicuro tra le mura domestiche che in mano alla giustizia indiana però noto che a qualche connazionale non fotte una sega.
 
ch4 ha scritto:
E' infatti allucinante che nel contrasto tra la decisione dell'armatore di far rientrare in India la nave e quella della Marina Militare di allontanarsi abbia prevalso la volontà dell'armatore.

Sulle navi civili, in acque extraterritoriali, l'unica volontà che conta è quella dell'armatore, la Marina Militare non c'entra nulla. E' giusto che in casi del genere prevalga la volontà dell'armatore, proprietario e responsabile della nave.
 
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