duke79
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pi_greco ha scritto:grazie di cuore
prego.
altrettanto
bene.
sei proprio un bravo ragazzo
si fa quel che si può.
pi_greco ha scritto:grazie di cuore
altrettanto
sei proprio un bravo ragazzo
All'università ho avuto modo di studiare abb. bene il sistema penitenziario statunitense (corso di diritto penitenziario ed esecuzione penale).spartacodaitri ha scritto:belpietro ha scritto:spartacodaitri ha scritto:In America temo che sia una causa persa, almeno dai dati sconfortanti che si ritrovano.....
300 mln di abitanti e 800.000 persone nelle patrie galere....
il doppio di noi che ci lamentiamo tanto e che siamo notoriamente di manica larga, niente ergastoli, niente lavori forzati....![]()
in USA prevedono la detenzione (magari brevissima) anche per infrazioni stradali.
bisognerebbe poter avere un dato "depurato", magari riferito ai crimini omogenei (quelli che là prevedono la possibilità di pena capitale).
comunque è sempre difficile paragonare situazioni sociali tanto differenti; vale anche per il Giappone, che è diversissimo da noi.
anche quelli in Italia in realta' sono 35.000,
( dopo avere tolto i piccoli spacciatori e quelli in attesa di giudizio )....
l' essenza del post era sull' inefficacia della pena di morte e dei lavori fozati.
Tesina di un mio caro amico ed attualmente collega dello stesso Foro.pi_greco ha scritto:incoraggiante!
eh, se l'alternativa è quella...Kren ha scritto:Tesina di un mio caro amico ed attualmente collega dello stesso Foro.pi_greco ha scritto:incoraggiante!
Tra i due mali preferisco di gran lunga quello italiano.
Se il tuo casellario è intonso e non hai carichi pendenti è ben difficile che tu riesca a farti ospitare nelle patrie galere....pi_greco ha scritto:eh, se l'alternativa è quella...Kren ha scritto:Tesina di un mio caro amico ed attualmente collega dello stesso Foro.pi_greco ha scritto:incoraggiante!
Tra i due mali preferisco di gran lunga quello italiano.
psero di essere carcerato in italia, allora
tanto prima o poi...
Kren ha scritto:Se il tuo casellario è intonso e non hai carichi pendenti è ben difficile che tu riesca a farti ospitare nelle patrie galere....pi_greco ha scritto:eh, se l'alternativa è quella...Kren ha scritto:Tesina di un mio caro amico ed attualmente collega dello stesso Foro.pi_greco ha scritto:incoraggiante!
Tra i due mali preferisco di gran lunga quello italiano.
psero di essere carcerato in italia, allora
tanto prima o poi...
te lo dico per esperienza (salvi, sempre, eventuali raptus)
Kren ha scritto:All'università ho avuto modo di studiare abb. bene il sistema penitenziario statunitense (corso di diritto penitenziario ed esecuzione penale).spartacodaitri ha scritto:belpietro ha scritto:spartacodaitri ha scritto:In America temo che sia una causa persa, almeno dai dati sconfortanti che si ritrovano.....
300 mln di abitanti e 800.000 persone nelle patrie galere....
il doppio di noi che ci lamentiamo tanto e che siamo notoriamente di manica larga, niente ergastoli, niente lavori forzati....![]()
in USA prevedono la detenzione (magari brevissima) anche per infrazioni stradali.
bisognerebbe poter avere un dato "depurato", magari riferito ai crimini omogenei (quelli che là prevedono la possibilità di pena capitale).
comunque è sempre difficile paragonare situazioni sociali tanto differenti; vale anche per il Giappone, che è diversissimo da noi.
anche quelli in Italia in realta' sono 35.000,
( dopo avere tolto i piccoli spacciatori e quelli in attesa di giudizio )....
l' essenza del post era sull' inefficacia della pena di morte e dei lavori fozati.
Te la faccio breve e perciò mi scuso anche per l'imprecisione.
Non è farraginoso il sistema basato su pena di morte e lavori forzati (o meglio non è quella la causa).
La causa va ricercata altrove.
Tieni presente, comunque, che il sistema carcerario americano è basato su istituti penitenziari prevalentemente privati dove il detenuto è una sorta di cliente e non una persona da reinserire nella società (non ricordo bene le statistiche relative alla recidiva ma sono ben peggiori della già drammatica situazione italiana). Va da sé che in carcere piuttosto che creare le condizioni per il recupero del detenuto si cercerà di puntare su tecniche atte a facilitare la "non dispersione di un potenziale cliente".
A grandi linee è così.
maddeché ha scritto:USA: abolita la pena di morte
Si, ma solo in Illinois, per ora. E così sono 16.
Di certo la pena di morte come deterrente non ha mai funzionato granché.
spartacodaitri ha scritto:Kren ha scritto:All'università ho avuto modo di studiare abb. bene il sistema penitenziario statunitense (corso di diritto penitenziario ed esecuzione penale).spartacodaitri ha scritto:belpietro ha scritto:spartacodaitri ha scritto:In America temo che sia una causa persa, almeno dai dati sconfortanti che si ritrovano.....
300 mln di abitanti e 800.000 persone nelle patrie galere....
il doppio di noi che ci lamentiamo tanto e che siamo notoriamente di manica larga, niente ergastoli, niente lavori forzati....![]()
in USA prevedono la detenzione (magari brevissima) anche per infrazioni stradali.
bisognerebbe poter avere un dato "depurato", magari riferito ai crimini omogenei (quelli che là prevedono la possibilità di pena capitale).
comunque è sempre difficile paragonare situazioni sociali tanto differenti; vale anche per il Giappone, che è diversissimo da noi.
anche quelli in Italia in realta' sono 35.000,
( dopo avere tolto i piccoli spacciatori e quelli in attesa di giudizio )....
l' essenza del post era sull' inefficacia della pena di morte e dei lavori fozati.
Te la faccio breve e perciò mi scuso anche per l'imprecisione.
Non è farraginoso il sistema basato su pena di morte e lavori forzati (o meglio non è quella la causa).
La causa va ricercata altrove.
Tieni presente, comunque, che il sistema carcerario americano è basato su istituti penitenziari prevalentemente privati dove il detenuto è una sorta di cliente e non una persona da reinserire nella società (non ricordo bene le statistiche relative alla recidiva ma sono ben peggiori della già drammatica situazione italiana). Va da sé che in carcere piuttosto che creare le condizioni per il recupero del detenuto si cercerà di puntare su tecniche atte a facilitare la "non dispersione di un potenziale cliente".
A grandi linee è così.
si, a tal proposito e' molto illuminante quel film carcerario con R. Redford che arriva come nuovo direttore....
www.snowglobemania.com ha scritto:la pena di morte fa si che per attuarla si commetta un crimine e il criminale resta impunito...
Brubaker ?spartacodaitri ha scritto:Kren ha scritto:All'università ho avuto modo di studiare abb. bene il sistema penitenziario statunitense (corso di diritto penitenziario ed esecuzione penale).spartacodaitri ha scritto:belpietro ha scritto:spartacodaitri ha scritto:In America temo che sia una causa persa, almeno dai dati sconfortanti che si ritrovano.....
300 mln di abitanti e 800.000 persone nelle patrie galere....
il doppio di noi che ci lamentiamo tanto e che siamo notoriamente di manica larga, niente ergastoli, niente lavori forzati....![]()
in USA prevedono la detenzione (magari brevissima) anche per infrazioni stradali.
bisognerebbe poter avere un dato "depurato", magari riferito ai crimini omogenei (quelli che là prevedono la possibilità di pena capitale).
comunque è sempre difficile paragonare situazioni sociali tanto differenti; vale anche per il Giappone, che è diversissimo da noi.
anche quelli in Italia in realta' sono 35.000,
( dopo avere tolto i piccoli spacciatori e quelli in attesa di giudizio )....
l' essenza del post era sull' inefficacia della pena di morte e dei lavori fozati.
Te la faccio breve e perciò mi scuso anche per l'imprecisione.
Non è farraginoso il sistema basato su pena di morte e lavori forzati (o meglio non è quella la causa).
La causa va ricercata altrove.
Tieni presente, comunque, che il sistema carcerario americano è basato su istituti penitenziari prevalentemente privati dove il detenuto è una sorta di cliente e non una persona da reinserire nella società (non ricordo bene le statistiche relative alla recidiva ma sono ben peggiori della già drammatica situazione italiana). Va da sé che in carcere piuttosto che creare le condizioni per il recupero del detenuto si cercerà di puntare su tecniche atte a facilitare la "non dispersione di un potenziale cliente".
A grandi linee è così.
si, a tal proposito e' molto illuminante quel film carcerario con R. Redford che arriva come nuovo direttore....
Menomale che ci sei tu che sei la scienza infusa.99octane ha scritto:maddeché ha scritto:USA: abolita la pena di morte
Si, ma solo in Illinois, per ora. E così sono 16.
Di certo la pena di morte come deterrente non ha mai funzionato granché.
Ti sbagli di grosso.
...
...
Se non funzionasse, userebbero qualcos'altro.
maddeché ha scritto:Brubaker ?spartacodaitri ha scritto:Kren ha scritto:All'università ho avuto modo di studiare abb. bene il sistema penitenziario statunitense (corso di diritto penitenziario ed esecuzione penale).spartacodaitri ha scritto:belpietro ha scritto:spartacodaitri ha scritto:In America temo che sia una causa persa, almeno dai dati sconfortanti che si ritrovano.....
300 mln di abitanti e 800.000 persone nelle patrie galere....
il doppio di noi che ci lamentiamo tanto e che siamo notoriamente di manica larga, niente ergastoli, niente lavori forzati....![]()
in USA prevedono la detenzione (magari brevissima) anche per infrazioni stradali.
bisognerebbe poter avere un dato "depurato", magari riferito ai crimini omogenei (quelli che là prevedono la possibilità di pena capitale).
comunque è sempre difficile paragonare situazioni sociali tanto differenti; vale anche per il Giappone, che è diversissimo da noi.
anche quelli in Italia in realta' sono 35.000,
( dopo avere tolto i piccoli spacciatori e quelli in attesa di giudizio )....
l' essenza del post era sull' inefficacia della pena di morte e dei lavori fozati.
Te la faccio breve e perciò mi scuso anche per l'imprecisione.
Non è farraginoso il sistema basato su pena di morte e lavori forzati (o meglio non è quella la causa).
La causa va ricercata altrove.
Tieni presente, comunque, che il sistema carcerario americano è basato su istituti penitenziari prevalentemente privati dove il detenuto è una sorta di cliente e non una persona da reinserire nella società (non ricordo bene le statistiche relative alla recidiva ma sono ben peggiori della già drammatica situazione italiana). Va da sé che in carcere piuttosto che creare le condizioni per il recupero del detenuto si cercerà di puntare su tecniche atte a facilitare la "non dispersione di un potenziale cliente".
A grandi linee è così.
si, a tal proposito e' molto illuminante quel film carcerario con R. Redford che arriva come nuovo direttore....
Bel film.
Carloantonio70 - 2 giorni fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa