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Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, ...

99octane ha scritto:
alexmed ha scritto:
99octane ha scritto:
alexmed ha scritto:
Dopo il comunismo bisogna superare pure il liberismo e il dio mercato. Non so se siamo in tempo a correggere ciò, forse solo guerre e sommosse popolari lo faranno.
Il liberismo e il mercato sono leggi di natura, e come tali non "superabili". Si puo' ottusamente fingere che non ci siano, e andare incontro allo sfascio, o prenderne atto e usarle in modo civile.

Le leggi di natura non sono le migliori. Tra un artificioso codice civile e penale e la legge di natura della giungla tu cosa sceglieresti?
Hai posto la cosa nei termini sbagliati, in un'accezione di legge che non e' quella in argomento. La domanda giusta e': tra la legge di gravita' e un codice civile che sancisce che gli asini volano, tu cosa sceglieresti?
Questo e' il comunismo e il socialismo.
"The main problem with socialism is that sooner or later you run out of other people's money" (Margaret Thatcher)

Ahahah che risposta tirata per i capelli, mi spiace riprova. ;)
 
Mi pare che nessuno ricordi che Berlinguer si è distinto per aver tentato di liberare il PCI dall'abbraccio del PCUS, infatti gli estremisti lo ritenevano troppo "filo-occidentale" (V. Eurocomunismo, "strappo" dall'URSS ecc.). Di commovente attualità le parole sulla Questione Morale.
 
99octane ha scritto:
Il liberismo e il mercato sono leggi di natura, e come tali non "superabili". Si puo' ottusamente fingere che non ci siano, e andare incontro allo sfascio, o prenderne atto e usarle in modo civile.

E' legge di natura pure che il predatore uccida la preda, però ci siamo messi in società per cercare, non sempre riuscendoci, di evitarlo.

Ammesso che anche il capitalismo sia una legge di natura, fatto su cui ci sarebbe pure da discutere, si può cercare pure di limitarne alcune degenerazioni, (vedi sempre paesi renani e scandinavi).

Sempre senza essere comunisti.
 
renatom ha scritto:
99octane ha scritto:
Il liberismo e il mercato sono leggi di natura, e come tali non "superabili". Si puo' ottusamente fingere che non ci siano, e andare incontro allo sfascio, o prenderne atto e usarle in modo civile.

E' legge di natura pure che il predatore uccida la preda, però ci siamo messi in società per cercare, non sempre riuscendoci, di evitarlo.

Ammesso che anche il capitalismo sia una legge di natura, fatto su cui ci sarebbe pure da discutere, si può cercare pure di limitarne alcune degenerazioni, (vedi sempre paesi renani e scandinavi).

Sempre senza essere comunisti.

Capitalismo...legge di natura....
Esquimesi e polinesiani...non la pensano cosi'
 
alexmed ha scritto:
99octane ha scritto:
alexmed ha scritto:
99octane ha scritto:
alexmed ha scritto:
Dopo il comunismo bisogna superare pure il liberismo e il dio mercato. Non so se siamo in tempo a correggere ciò, forse solo guerre e sommosse popolari lo faranno.
Il liberismo e il mercato sono leggi di natura, e come tali non "superabili". Si puo' ottusamente fingere che non ci siano, e andare incontro allo sfascio, o prenderne atto e usarle in modo civile.

Le leggi di natura non sono le migliori. Tra un artificioso codice civile e penale e la legge di natura della giungla tu cosa sceglieresti?
Hai posto la cosa nei termini sbagliati, in un'accezione di legge che non e' quella in argomento. La domanda giusta e': tra la legge di gravita' e un codice civile che sancisce che gli asini volano, tu cosa sceglieresti?
Questo e' il comunismo e il socialismo.
"The main problem with socialism is that sooner or later you run out of other people's money" (Margaret Thatcher)

Ahahah che risposta tirata per i capelli, mi spiace riprova. ;)

L'unica cosa tirata per i capelli sono le tue capriole dialettiche mentre ti dibatti futilmente nel tentativo di sostenere cio' che il mondo ha archiviato come fallimento.
Non ti dico "provaci ancora" perche' e' ovvio che ci riproverai ad nauseam, alla faccia dell'evidenza Storica e dell'ineluttabilita' del fallimento del comunismo.
:rolleyes:
 
Pedante12 ha scritto:
Mi pare che nessuno ricordi che Berlinguer si è distinto per aver tentato di liberare il PCI dall'abbraccio del PCUS, infatti gli estremisti lo ritenevano troppo "filo-occidentale" (V. Eurocomunismo, "strappo" dall'URSS ecc.). Di commovente attualità le parole sulla Questione Morale.

Che abbia provato a sottrarre l'Italia dal vassallaggio all'URSS e' un conto.
Che non cercasse di stabilire una dittatura comunista autonoma in Italia, e' un altro.
L'unica cosa che un comunista puo' fare di fronte alla Questione Morale, e' avere il buon gusto di stare zitto, e sperare che nessuno lo noti.
:evil:
 
renatom ha scritto:
99octane ha scritto:
Il liberismo e il mercato sono leggi di natura, e come tali non "superabili". Si puo' ottusamente fingere che non ci siano, e andare incontro allo sfascio, o prenderne atto e usarle in modo civile.

E' legge di natura pure che il predatore uccida la preda, però ci siamo messi in società per cercare, non sempre riuscendoci, di evitarlo.

Ammesso che anche il capitalismo sia una legge di natura, fatto su cui ci sarebbe pure da discutere, si può cercare pure di limitarne alcune degenerazioni, (vedi sempre paesi renani e scandinavi).

Sempre senza essere comunisti.

Legge di natura intesa come legge naturale di questo mondo. Come la combustione appunto, che puo' essere usata o abusata, o lasciata imperversare.
Di questo s'e' gia' scritto, inutile ripeterlo.
 
spartacodaitri ha scritto:
renatom ha scritto:
99octane ha scritto:
Il liberismo e il mercato sono leggi di natura, e come tali non "superabili". Si puo' ottusamente fingere che non ci siano, e andare incontro allo sfascio, o prenderne atto e usarle in modo civile.

E' legge di natura pure che il predatore uccida la preda, però ci siamo messi in società per cercare, non sempre riuscendoci, di evitarlo.

Ammesso che anche il capitalismo sia una legge di natura, fatto su cui ci sarebbe pure da discutere, si può cercare pure di limitarne alcune degenerazioni, (vedi sempre paesi renani e scandinavi).

Sempre senza essere comunisti.

Capitalismo...legge di natura....
Esquimesi e polinesiani...non la pensano cosi'

Ecco un perfetto esempio del perche' il comunismo non funziona nella pratica.
Come Marx (che era un filosofo, ma non capiva una mazza d'economia, di cui ha pero' preteso di discettare e addirittura di tenere cattedra al mondo intero, col risultato di produrre la piu' grossa catastrofe economico-sociale dalla caduta dell'Impero Romano) non tieni conto del fatto che un modello (in generale) ha un suo campo d'applicazione, definito da precise condizioni al contorno (che non sono il tipo di insalata e il suo condimento). Uno dei fattori che piu' comunemente delimitano il campo d'applicazione di un modello e' la SCALA.
Il comunismo, cosi' come l'anarchia, funziona sulla piccolissima e piccola scala, a condizioni ben precise.
L'anarchia per esempio e' un ottimo sistema per un gruppo di amici.
E' un pessimo sistema (peggio persino della dittatura!) per una nazione.
Cosi' il comunismo va benissimo per una famiglia, o per una piccola comunita'. E' disastroso per una nazione.
Il come e il perche' sono Storia.
 
|Mauro65| ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
Capitalismo...legge di natura....
Esquimesi e polinesiani...non la pensano cosi'
Che mi tiri fuori il mito del buon selvaggio? :p :twisted:

Anche il buon selvaggio aveva un concetto molto chiaro di certi fattori di commercio e di proprieta' privata di certe cose.
Persino i selvaggi ci arrivavano.
Marx no.
:rolleyes:
 
spartacodaitri ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
Capitalismo...legge di natura....
Esquimesi e polinesiani...non la pensano cosi'
Che mi tiri fuori il mito del buon selvaggio? :p :twisted:

solo perche' :cry: c'e' sempre il benedetto sistema di generalizzare :cry:

Non e' "generalizzazione", e' che un villaggio di esquimesi non e' una nazione industrializzata.
Se noi qui presenti decidessimo di fondare una comune, certamente vivremmo benissimo applicando il comunismo e l'anarchia.
Non andremmo mai molto lontano pero', ne' culturalmente ne' tecnologicamente. ;)
E se mi obietti che l'Unione Sovietica ha prodotto molto sia culturalmente che tecnologicamente, ti rispondo che e' verissimo, lo ha fatto. Al prezzo di prendere la nazione piu' ricca del mondo e farne una nazione di mendicanti.
Condizione per riprendersi dalla quale le ci son voluti vent'anni, una generazione bruciata e una societa' distrutta.
 
99octane ha scritto:
Come Marx (che era un filosofo, ma non capiva una mazza d'economia, di cui ha pero' preteso di discettare e addirittura di tenere cattedra al mondo intero, col risultato di produrre la piu' grossa catastrofe economico-sociale dalla caduta dell'Impero Romano) ...
In realtà Marx era quasi terrorizzato che le sue idee, pensate per le classi operaie occidentali, relativamente evolute, fossero messe in atto nei paesi più poveri e retrogradi, come la Russia zarista. Quello che non gli era nemmeno passato per la mente era che "capitalisti" e "proletari", anziché annientarsi reciprocamente nella lotta di classe, potessero trovare un sozzo, ma reciprocamente vantaggioso :XD: accordo commerciale (chiamalo capitalismo renano, se vuoi).
In realtà, non aveva capito che all'operaio fregava nulla della redistribuzione del plusvalore, a meno che non si fosse tradotta in una riduzione dell'orario di lavoro ed un aumento di stpendio sufficienti ad acquistare e godersi una Patent Motorwagen :twisted:
Dall'altra parte dell'Oceano, invece, con la loro solita pragmaticità, risovevano "a monte" il problema, stampigliando "In God We Trust" sui verdoni ;)
 

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