99octane ha scritto:
Lo scopo del post e' duplice: capire come chi crede riconcilia la propria credenza a fronte dell'evidente contradditorieta',
A mio avviso chi crede, chi crede di credere, chi tenta o spera di riuscirci, difficilmente si basa sull'assoluta autenticità di quanto è stato tramandato per iscritto nel corso di duemila anni di racconti, scritture, interpolazioni e riscritture ad opera di migliaia di persone diverse e lontane nel tempo. Di certo non lo fa il sacerdote nostro amico di famiglia, che pertanto non chiede di farlo nemmeno a me.
Piuttosto, si tenta di intercettare quanto di vero, di attuale ed interessante stia sotto, dietro, in mezzo a quel complesso di scritti, il messaggio di fondo che ne trasuda, e che da qualcosa o qualcuno deve pur essere stata ispirato. E questo a mio avviso vale per le sacre scritture di qualunque religione.
Un po' come la lettura dell'Odissea ci racconta qualcosa di molto interessante sulla civiltà greca, anche quando ad un certo punto scopriamo che Omero in realtà non è mai esistito: quella storia esiste, e da qualche parte arriva.