<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Un piccolo quesito per i cattolici del forum. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Un piccolo quesito per i cattolici del forum.

a_gricolo ha scritto:
jo74bg ha scritto:
io octane la penso come te' e mi faccio molte domande,
ma non pretendere spiegazioni da chi ha fede,
chi crede in dio ci crede e basta,non lo mettera' mai in discussione.

Non è mica detto. Io mi ritengo credente, ma non per questo prendo la Bibbia per oro colato. Anche perchè all'epoca non c'era YouTube e ci hanno messo le mani in troppi, su quei testi...
infatti anche io la penso come te. Bisogna interpretare il messaggio, il simbolismo e non prendere tutto alla lettera o pretendere che sia così come scritto...chi lo fa è un fondamentalista :rolleyes:
 
99octane ha scritto:
Tutti sanno che Pilato chiese al popolo "Chi volete? Gesu' o Barabba"?
Orbene, e' cosa nota agli esegeti che Barabba si chiamava, a sua volta, Gesu' (Yeoshua Barabbas), ma c'e' di piu'.
Barabbas altro non e' che bar-Abbas, ossia, tradotto alla lettera: "figlio del Padre".
E Gesu', come sappiamo tutti, si faceva chiamare "figlio del Padre".
Dunque, che senso ha la richiesta di Pilato?
In sostanza, Pilato chiederebbe al popolo di scegliere tra Gesu' e il figlio del Padre, ossia, la stessa persona. Una non-scelta.
Come risolvete questa contraddizione?

Sulla Passione, come su altri avvenimenti meno simbolici e più ravvicinati della storia dell'umanità, si sviluppano sistematicamente una serie di riletture più o meno alternative, avversatrici, revisioniste, negazioniste, complottiste, fantascientifiche.

Su questo episodio in particolare circolano almeno due o tre letture, o speculazioni, più o meno interessanti. Una in particolare, che sta a cuore ai complottisti, mette in ombra il partito degli antisemiti, sempre esistito in seno alla chiesa cattolica.

A mio avviso rimangono questioni di lana caprina. Perchè nell'impossibilità di verificare alcunchè, di solito si accredita la versione di cui si trovano più conferme, su più fonti. Fermo restando che per la storia di 2000 anni fa va preso tutto con le pinze, e se si vuole fare del complottismo cercando tutte le possibili contraddizioni, ci si puó andare a nozze e sguazzarci per anni.

Personalmente peró mi sfugge il senso dell'andare a scavare nella storia di 2000 anni fa riguardante un paese lontano, in cerca di contraddizioni che ovviamente troveremo, quando in effetti non sappiamo per certo nemmeno cosa sia successo al dc9 dell'Itavia nei cieli di casa nostra 30 anni fa.
 
spartacodaitri ha scritto:
Dell' Itavia si sa benissimo,
solo che non viene divulgato.

Vabbeh...girala come ti pare, il senso è quello. Se non viene divulgato, come dici tu, non verrà scritto, e se non verra scritto, la storia non conoscerà mai una verità ufficiale. Sopravviverà, fra tutte le teorie circolanti, quella che parrà più ragionevole, ma le speculazioni continueranno per un altro secolo. Altrettanto vale per le Twin Towers ( solo 10 anni orsono ), per la guerra in Afghanistan o la II Mondiale. Tutta roba successa entro i 70 anni da oggi, con testimoni ancora in vita. Eppure si sostiene tutto ed il contrario di tutto.

Ora prendi questo caos interpretativo e trasponilo su una fetta di storia di 2000 anni fa - 80 generazioni - riguardante per di più una persona di cui molte fonti volevano accreditare - a torto o a ragione - una certa soprannaturalità....e renditi conto di quante contraddizioni puoi trovare se solo ti ci metti d'impegno.

Se ad una persona interessa veramente di capirci qualcosa, cerca i minimi comuni denominatori ( e qualcuno si trova ), non le contraddizioni ( che invece si trovano a secchiate, ovviamente ).
 
Hai perfettamente ragione,
ci sono decine di episodi di cui non si sa....
Rimane il fatto che per le cose di oggi, si spera ci sia su il segreto di stato e che prima o poi ci si possa arrivare.
Su Gesu', purtroppo e' solo una questione di fede,
io stesso anni fa, molto incuriosito, cercai di informarmi parlando con persone competenti che mi spiegarono come e da chi vennero scritti i Vangeli.....mahhhhhhhhhhhh.
 
Avevo postato in quella della Nannini, ma mi sembra stia bene anche qui ;)

La cosa strana è che chi crede non chiede a chi non crede il perchè non crede.
Ma chi non crede chiede a chi crede di dimostrare l'esistenza di Dio.
Che bisogno ha di avere una dimostrazione di una cosa che per lui non esiste?
Chissà perchè :shock:
 
Lo scopo del post e' duplice: capire come chi crede riconcilia la propria credenza a fronte dell'evidente contradditorieta', e vedere se qualcuno tira fuori qualcosa di diverso.
Devo dire che la lettura di EdoMC e' molto interessante, e ben fondata.
Comunque, una delle ipotesi piu' diffuse, e la piu' accreditata a seguito di quanto esperito dalle pergamene di Qumran e da altri testi, e' che di fatto non vi fu non solo nessuna offerta di liberazione, ma nemmeno alcun processo pubblico.
Si tratta, in buona sostanza, di una "costruzione" inventata, e poi tramandata nella ripetizione delle vicende (vale la pena ricordare che, stando sempre agli studi piu' recenti, i vangeli sono due, e gli altri due non ne sono che una copia "riadattata" in tempi successivi). Da qui il pasticcio dei nomi, probabilmente risultante da copiature e ricopiature e del lungo tramandarsi per via orale della storia (che fu scritta per la prima volta in greco).
Questo per permettere di gettare sul popolo ebraico anziche' su Roma la colpa di "deicidio".
Non bisogna pero' porre la cosa in un contesto di antisemistismo attuale (anche se molti ne hanno variamente approfittato). Il contesto e' quello socioculturale del Concilio di Nicea (da cui scaturisce anche il Credo, con il verso "Crocifisso sotto Ponzio Pilato"), e dell'Imperatore Costantino, e le mire politiche sono completamente diverse.
 
99octane ha scritto:
Lo scopo del post e' duplice: capire come chi crede riconcilia la propria credenza a fronte dell'evidente contradditorieta',

A mio avviso chi crede, chi crede di credere, chi tenta o spera di riuscirci, difficilmente si basa sull'assoluta autenticità di quanto è stato tramandato per iscritto nel corso di duemila anni di racconti, scritture, interpolazioni e riscritture ad opera di migliaia di persone diverse e lontane nel tempo. Di certo non lo fa il sacerdote nostro amico di famiglia, che pertanto non chiede di farlo nemmeno a me.

Piuttosto, si tenta di intercettare quanto di vero, di attuale ed interessante stia sotto, dietro, in mezzo a quel complesso di scritti, il messaggio di fondo che ne trasuda, e che da qualcosa o qualcuno deve pur essere stata ispirato. E questo a mio avviso vale per le sacre scritture di qualunque religione.

Un po' come la lettura dell'Odissea ci racconta qualcosa di molto interessante sulla civiltà greca, anche quando ad un certo punto scopriamo che Omero in realtà non è mai esistito: quella storia esiste, e da qualche parte arriva, ed in qualche modo è arrivata a noi.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
99octane ha scritto:
Lo scopo del post e' duplice: capire come chi crede riconcilia la propria credenza a fronte dell'evidente contradditorieta',

A mio avviso chi crede, chi crede di credere, chi tenta o spera di riuscirci, difficilmente si basa sull'assoluta autenticità di quanto è stato tramandato per iscritto nel corso di duemila anni di racconti, scritture, interpolazioni e riscritture ad opera di migliaia di persone diverse e lontane nel tempo. Di certo non lo fa il sacerdote nostro amico di famiglia, che pertanto non chiede di farlo nemmeno a me.

Piuttosto, si tenta di intercettare quanto di vero, di attuale ed interessante stia sotto, dietro, in mezzo a quel complesso di scritti, il messaggio di fondo che ne trasuda, e che da qualcosa o qualcuno deve pur essere stata ispirato. E questo a mio avviso vale per le sacre scritture di qualunque religione.

Un po' come la lettura dell'Odissea ci racconta qualcosa di molto interessante sulla civiltà greca, anche quando ad un certo punto scopriamo che Omero in realtà non è mai esistito: quella storia esiste, e da qualche parte arriva.

;)
a tal proposito ci sono pure qui altre vedute.
;)
 
ivanpg ha scritto:
Avevo postato in quella della Nannini, ma mi sembra stia bene anche qui ;)

La cosa strana è che chi crede non chiede a chi non crede il perchè non crede.
Ma chi non crede chiede a chi crede di dimostrare l'esistenza di Dio.
Che bisogno ha di avere una dimostrazione di una cosa che per lui non esiste?
Chissà perchè :shock:

Innanzitutto c'è sempre la tentazione di dividere il mondo. Fra chi crede e chi non crede, fra chi è bianco e chi è nero ecc.....

Il passo successivo spesso consiste nell'eleggere gli uni ad illuminati uomini di mondo, gli altri ad irrecuperabili coglioni. Una soddisfazione intellettuale irresistibile, anche se a buon mercato. :D
 
ivanpg ha scritto:
Avevo postato in quella della Nannini, ma mi sembra stia bene anche qui ;)

La cosa strana è che chi crede non chiede a chi non crede il perchè non crede.
Ma chi non crede chiede a chi crede di dimostrare l'esistenza di Dio.
Che bisogno ha di avere una dimostrazione di una cosa che per lui non esiste?
Chissà perchè :shock:

e' per questo che la chiesa per divulgare il suo credo ne ha fatte di cotte e di crude,
la storia dimostra che il male vien sempre in nome di un certo dio o dei.
come sai gia' ivan,io sto' nel mezzo, spero esista un dio buono,ma se mi guardo attorno non ho nessuna prova ,sono convinto che ci siano prove su questa terra che rivoluzionano tutta la storia umana,in primis,la verita' su chi era veramente gesu.
poi ognuno e' libero di credere quello che vuole.
l uomo, non accetta il fatto che un giorno morira',e su questo fatto ci fanno soldi a palate ;)
 
spartacodaitri ha scritto:
Intendevo dire che su Omero ci sono anche autori che ritengono della sua reale esistenza.

Vero. Se vogliamo, un altro possibile "mistero della fede", su cui il mondo potrebbe dividersi, se fosse davvero una questione religiosa. Ma la domanda più interessante rimane "chi se ne importa?" Al di là delle speculazioni, la cosa più interessante è godersi Iliade ed Odissea.

E rimanendo in metafora, c'è un interessante aneddoto, che potrebbe insegnare molto sulla futilità delle speculazioni metodologiche e sulle fonti.

A fine 800, mentre il mondo ancora discuteva sull'esistenza di Omero si o no, tale Schliemann, con l'Iliade in una mano, ed una vanga nell'altra, va in Turchia e comincia a scavare. Troverà Troia ed il tesoro di Priamo.

Oggi, a 4000 anni ca. dalla cd. "guerra di Troia", ancora ci dividiamo sull'esistenza di Omero, e su chi fosse ( o quanti fossero ). Ma intanto Troia è là.

Morale? :D
 

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