belpietro ha scritto:è come per vedere se io avessi minacciato una di violentarla, invece che cercare la minaccia cercassero se ho gli "strumenti" astrattamente adatti.
oddio, dovresti ammettere che qualche tuo collega senza scrupoli non si farebbe specie nel sostenere la tesi secondo la quale essendo l'imputato impotens coiundi non c'è lo habeas corpus per dar corpo al reato e quindi le parole pronunciate sono ipso facto da ritenersi non minaccia bensì una scherzosa intenzione.
[http://www.avvocatotornielli.it/pene%20di%20gomma.htm]
"Le rappresentazioni falliche ? siano esse caricature, graffiti o riproduzioni in gomma dell?organo maschile ? non possono essere ritenute di per sé offensive del comune senso del pudore. Il singolare principio è stato affermato dalla Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna a due mesi di reclusione e quattro milioni e mezzo di multa inflitta dalla Corte di Appello di Torino a un alto funzionario di polizia, sorpreso a molestare le passanti mostrando loro, dalla macchina, un enorme fallo di plastica. L?uomo, dopo aver richiamato l?attenzione delle donne, le apostrofava con volgari allusioni. Tutto questo ha portato la Cassazione a confermare la condanna all'uomo per atti osceni, sebbene condividendo, in parte, le argomentazioni dei difensori dell?imputato volte ad evidenziare come la mera dimostratività, fondata su esibizione fallica (plastica "di impossibili dimensioni") non appaia suscettibile di offendere il comune senso del pudore (come sarebbe invece avvenuto in caso di ostentazione del nudo "vivente"). La Suprema Corte rileva inoltre che l?ampia diffusione di rappresentazioni "falliche" nella tradizione goliardica carnascialesca, o anche teatrale e cinematografica ? per non parlare delle raffigurazioni sui muri delle nostre città e degli oggetti "similari" in vendita nei negozi ? ha "devitalizzato" e "svirilizzato" la rappresentazione grafica, disegnata o pittorica del sesso maschile, che oggigiorno non offende più nessuno; tale rappresentazione è anzi quasi sempre "giocosa, burlesca, simbolica e richiama, talvolta, sapidi umori di vena popolare". In questo caso, tuttavia, l'atto è stato considerato osceno in quanto l'esibizione era accompagnata da chiare allusioni sessuali."