Luigi_82 ha scritto:
Te ne vai a casa, ad accettare di buon grado le regole della democrazia.
Credo che questa affermazione, dalla sonorità indubbiamente austera e nobile, sia un po' troppo eterea e anche, per certi versi, riconducibile al noto detto secondo cui è facile prendere le supposte con il deretano altrui (non è proprio così ma il senso è quello).
Ognuno di noi vive la
propria vita, con i
suoi familiari, nella
sua casa. Non vedo cosa ci sia di male nel fatto che una persona di
tali cose si preoccupi, considerandole più importanti di altre, come ad esempio i fatturati e le convenienze speculative e politiche (altrui).
Quando sento e leggo notizie su chi, abitando in una zona tranquilla (magari dopo svariati anni di sacrifici per riuscirci) protesta contro la costruzione, ad esempio, di una autostrada a sei corsie o di una zona industriale a ridosso della propria casa, ovvero alla costruzione di qualcosa che
minerà per sempre la
propria concreta vita personale e familiare senza lasciare alcuno scampo (non tutti possono fare quattro firme e comprarsi un'altra casa altrove), io proprio non riesco a pensare a quelle persone con disprezzo, come va di moda, appioppando loro sbrigativamente (e da lontano...) la qualifica di meschini egoisti nemici della collettività che odiosamente antepongono l'interesse privato a quello pubblico.
Il benessere collettivo altro non è che la somma di tanti benesseri individuali; solo se io oggi rispetto il tuo benessere individuale (pur se lontano dal mio) posso sperare che domani tu abbia rispetto per il mio. O no?
Ovviamente gli estremismi non vanno bene, in un senso come nell'altro, ma a volte si ha l'impressione che nulla venga fatto per evitarli. Anzi.