Caro Kasparov, rispondo qui una volta sola a molteplici tuoi interventi.
In realtà non rispondo, ma vorrei mettere una parola conclusiva a un confronto che rischia di essere stucchevole.
Vedi, l'analisi delle altrui affermazioni, magari su basi filosofiche e scientifiche, è affascinante. Ma non è che permette di realizzare molto.
Non so quale sia la tua occupazione. Forse mi sbaglierò ma, senza offesa, mi pare che tu sia molto un "teorico".
Bene, io mi faccio un vanto di essere un "pratico"; quindi una persona che, pur tra mille imperfezioni "fa" per il bene suo e degli altri.
Come preferisci, nessuno ti obbliga a discutere, ma c'è un equivoco di fondo: gli strumenti "tecnici" e l'uso dell'intelletto servono precisamente per costruire un mondo migliore reale.
Gli studi dei fisici o degli ingegneri non sono affatto inutili a fini pratici.
Anzi, se oggi viviamo in un mondo dotato di tecnologia, auto incluse, è perchè qualcuno ha analizzato le cose da un punto di vista teorico.
E poi le ha messe in pratica.
Per non parlare degli effetti pratici che ci sono quando si parla di fenomeni economici, dove la superficialità con cui si trattano certe cose costringe al disagio economico milioni di persone.
E che "fa" nel mondo reale, fatto di persone che lavorano duramente, magari anche in condizioni cattive. Gente che permette a tutti noi di viaggiare in auto, ma anche di farsi un esame medico, mangiare il pane al mattino o bere un bicchiere d'acqua dall'acquedotto.
La questione del giudice sarà molto "itagliana", come dici tu, ma è reale anche in Svizzera e in tanti altri posti. Perché certe affermazioni si possono fare quando, perdonami, si ha il cuxo al caldo; quando invece sei tu in prima linea, sei veramente la persona che veramente va in galera... beh, credimi, magari lasci stare un po' i sofismi e vai sul "pratico" cercando di fare il meglio possibile in un mondo imperfetto.
Ma io non sto biasimando chi è dentro all'"ingranaggio": gli incentivi legali a comportarsi in un certo modo sono estremamente reali, ed è perfettamente normale che si risponda ad essi in questo modo.
Nè sto mettendo in discussione la buona fede o l'impegno.
Purtroppo è un genere di discorso che lascia il tempo che trova sulla bontà di certi provvedimenti.
Anzi, un ragionamento mi viene spontaneo: il risultato è che, per scaricare la responsabilità di alcuni, in galera ci finiscono altri, che magari non hanno fatto proprio niente di male nè di pericoloso.
Questo a livello sistemico (non dal punto di vista di chi "subisce" certe regole) è decisamente discutibile.
E' decisamente discutibile pretendere estremo rigore, se questo rigore è assente a monte nel modo in cui le decisioni vengono prese.
Perdonami, ma il tuo intervento mi conferma che tutto l'impianto è "debole" nella sua costruzione, e quindi poco sensato.
Reinvito a leggere questo:
https://medium.com/@nntaleb/the-intellectual-yet-idiot-13211e2d0577#.huhdf5r6j
In ogni caso, dò il mio contributo per fare "meglio" nel mondo reale, dopo aver letto il documento:
1) un triennio è troppo poco. Posto che il numero di tratti in oggetto è stabile negli anni, bisogna capire quantomeno se i tratti sono sempre gli stessi, oppure no.
Vedo che sono già disponibili dati da qualche anno: un confronto ad esempio con gli anni/triennio precedente, senza overlap, aiuterebbe a capire se i tratti in oggetto (direi brevi) siano caratterizzati effettivamente da una concentrazione persistente di incidenti oppure no.
Secondo me sarebbe un'informazione estremamente utile, perchè se un incrocio è uno dei tanti dove casualmente ogni tanto succede un incidente è un conto, mentre se un incrocio ha sempre incidenti è un altro.
Anche nella valutazione ex post.
Visto che i dati del passato sono disponibili, o basta ricavarli spulciando, non è necessario aspettare anni.
2) I dati andrebbero visti anche in proporzione ai km percorsi. Ha senso anche in valore assoluto, ma non solo.
Se una strada ha un'incidentalità elevata anche in proporzione ai km percorsi, potremo pensare a qualcosa di specifico di quella strada. Se un'altra ha la stessa incidentalità, i maggiori incidenti sono dovuti al maggiore traffico, ed i ragionamenti da farsi possono essere diversi.
3) Non so in che modo interveniate, ma mi pare indispensabile anche un sistema sensato per valutare ex post quanto fatto.
Qualcosa che non sia solo "gli incidenti in tutto il paese sono diminuiti", nè solo "in quei 200 metri gli incidenti sono diminuiti". Almeno bisogna provarci, non dire che sono sofismi, quando poi si usa il pugno di ferro con la popolazione.
4) Da questi dati comunque vediamo che le "veloci" autostrade sono le strade meno pericolose. Come sempre.