Ogni discorso sul SudTirolo non può prescindere dl fatto che esso non è stato "liberato" o "ricongiunto alla madrepatria", ma è stato invece occupato dai Savoia manu militari, quale bottino di guerra e garanzia di sicurezza del confine settentrionale (il Brennero, nelle logiche militari dell'epoca, era molto più difendibile rispetto alla valle dell'Adige sopra Trento)
L'avvento del fascismo portò un'ondata di italianizzazione forzata, con massiccia "importazione" di italofoni, che incrinò ancora di più i già precari rapporti con la popolazione che, rammentiamolo, era quasi esclusivamente germanofona. Le servitù militari imposte susseguentemente, con espropri forzati, peggiorarono le cose. Né l'accordo con Hitler sui residenti germanofoni migliorò molto le cose (gli Italiani li appellavano "herr" in senso spregiativo, i Tedeschi "signor" con analogo tono sprezzante: va considerato che il Tirolo (Nord e Sud) è Austriaco, non Tedesco, e ci tengono a queste cose). Dopo la II Guerra, le nuove alleanze militari Est - Ovest, il perdurante stato di occupazione dell'Austria anche da parte delle truppe sovietiche, bloccarono la legittima aspirazione dei Sud Tirolesi di ricongiungersi alla loro madrepatria, l'Austria, sempre per la solita questione della valenza militare di un confine al Brennero (ricordiamo che il Vallo Alpino, costruito sotto Mussolini, rimase in efficienza fino agli anni 70 - 80). Tuttavia, il noto accordo tra Italia ed Austria garantì a quest'ultima il ruolo di tutrice dei Sud Tirolesi. Da qui nacque, tra alti e bassi, il percorso di reciproca convenienza alla convivenza ben citato da belpi. Periodicamente ci sono dei colpi di testa dall'una e dall'altra fazione, ma, tutto sommato, la stagione dei martellatori della Val Passiria è fortunatamente trascorsa.
Da quando ho memoria, recandomi (molto volentieri) in quelle vallate, anche in quelle più sperdute sotto lo spartiacque alpino, sono perfettamente consapevole che non mi reco in una qualsiasi provincia Italiana, ma in Sud Tirolo, autonomo, e solo amministrativamente ricompreso nella Repubblica Italiana. Comportandomi su questi presupposti, posso ricordare rarissimi ("sulle dita di una mano") episodi poco consoni, per altro di solito prontamente "aggiustati" da altri locali (meno spiacevoli, per altro, di fin troppi episodi truffaldini occorsi in "Italia")
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