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sito 4ruote e pubblicità pop up

marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...un passo indietro che gliene farebbe fare cento avanti...
Non direi proprio.
Non dal punto di vista aziendale, che è poi il solo e unico che conta per un'azienda.

Dipende. Se i tuoi clienti, o potenziali tali, non sono contenti, non comprano. E questo sistema a me non piace e mi porta a non essere interessato a volte alla notizia e a leggermela altrove. Per fare incassi con la pubblicita' hanno anche altri mezzi. Se li useranno tutti saranno più contenti e meglio predisposti ad eventualmente comprare. Aziendalmente sarebbe sicuramente un passo avanti a fronte di un passo indietro su una scelta discutibile
 
attisfo ha scritto:
...Se i tuoi clienti, o potenziali tali, non sono contenti, non comprano...
Giusto.
Il fatto è che però, come dicevo, i "clienti" veri, quelli che contano, quelli le cui esigenze vengono molto prima, NON sono i lettori MA gli inserzionisti pubblicitari.
Se provi a rileggere la tua frase (e ad esaminare l'intera questione) da questo punto di vista, ossia partendo da questo presupposto, ecco che praticamente tutto diventa chiaro e perfettamente coerente.
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...Se i tuoi clienti, o potenziali tali, non sono contenti, non comprano...
Giusto.
Il fatto è che però, come dicevo, i "clienti" veri, quelli che contano, quelli le cui esigenze vengono molto prima, NON sono i lettori MA gli inserzionisti pubblicitari.
Se provi a rileggere la tua frase (e ad esaminare l'intera questione) da questo punto di vista, ossia partendo da questo presupposto, ecco che praticamente tutto diventa chiaro e perfettamente coerente.

mah...gli inserzionisti pagano per pubblicare uno spot nei siti più visti. Ma chi compra da loro sono gli utenti del sito. Se il sito diventa fastidioso da guardare allora diminuisce l'interesse e quindi...meno interesse a pubblicare pubblicità e meno soldi per 4R. Quindi secondo te chi è che rischia di perderci da tutto questo ?
io ho la mia idea e da direttore commerciale ti dico che nel mio settore farei una scelta diversa. Alla fine ci sono tanti siti che trattano l'argomento, tutti fanno pubblicità e solo questo ha questo modo così fastidioso. Se poi il tuo messaggio è per dire: 4R è così e va tenuto così...beh io penso che essendo una rivista di riferimento anche il sito dovrebbe essere tale e visto che leggo sempre la rivista con piacere mi fa piacere poter dare un'opinione a mio giudizio costruttiva
 
attisfo ha scritto:
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...Se i tuoi clienti, o potenziali tali, non sono contenti, non comprano...
Giusto.
Il fatto è che però, come dicevo, i "clienti" veri, quelli che contano, quelli le cui esigenze vengono molto prima, NON sono i lettori MA gli inserzionisti pubblicitari.

mah...gli inserzionisti pagano per pubblicare uno spot nei siti più visti. Ma chi compra da loro sono gli utenti del sito. Se il sito diventa fastidioso da guardare allora diminuisce l'interesse e quindi...meno interesse a pubblicare pubblicità e meno soldi per 4R. Quindi secondo te chi è che rischia di perderci da tutto questo ?

concordo.
mi pare anche abbastanza ovvio: l'interesse della testata è dare il prodotto che più soddisfa i lettori, per il doppio motivo (oltre alla soddisfazione per quello che si fa ogni giorno, che non credo conti poco nella vita) che sono i compratori della rivista e il target degli inserzionisti.
 
attisfo ha scritto:
...Se il sito diventa fastidioso da guardare allora diminuisce l'interesse e quindi...
Indubbiamente. Bisogna però vedere per chi il sito diventa fastidioso e, cosa ancora più importante, il modo in cui tale fastidio viene materialmente esternato.

Se un'azienda, riducendo le spese di manutenzione dei macchinari, provoca un calo della qualità dei prodotti o un aumento dei costi di produzione, quella riduzione si rivela fallimentare. L'ideale sarebbe trovare il livello di manutenzione minimo indispensabile a far sì che i macchinari funzionino a dovere; ogni centesimo speso in più sarebbe sprecato, sottratto agli utili. Se poi i macchinari si potessero "ammaestrare" convincendoli gradualmente ad accontentarsi di una manutenzione meno frequente e onerosa...

Nel caso delle aziende che vendono spazi pubblicitari, affinché l'aumento della pressione pubblicitaria (= aumento della produzione, aumento della quantità di prodotto vendidibile e venduto alla clientela) si riveli un fallimento al punto da provocare una marcia indietro si devono verificare almeno DUE eventi, di cui in effetti solo il SECONDO è determinante:

  • il sito (o il giornale o il programma radio o tv) deve diventare fastidioso da guardareun numero significativo di visitatori (o lettori, spettatori ecc.) deve andarsene, smettere di accedere.

Se la pressione pubblicitaria non viene diminuita vuol dire, evidentemente, che quanto sopra NON è accaduto. Anche perché, a differenza dei macchinari di cui sopra, le persone SONO addomesticabili, eccome.
Non a caso oggi si sopportano di buon grado (per non parlare di chi addirittura gradisce) livelli di martellamento pubblicitario che non molti anni fa avrebbero provocato proteste fortissime e non solo quelle.
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...Se il sito diventa fastidioso da guardare allora diminuisce l'interesse e quindi...
Indubbiamente. Bisogna però vedere per chi il sito diventa fastidioso e, cosa ancora più importante, il modo in cui tale fastidio viene materialmente esternato.

Beh io lo ho detto quindi per me il fastidio c'e'....e' per questo che quando i pop up sono troppo insistenti mi leggo le notizie altrove. Ma in definitiva ti rispondo da utente: da fastidio a me e lo esterno qui dove anche gli altri possono concordare o meno. Se tutti si lamentassero e agissero contro il problema (o i problemi) si otterrebbe qualcosa velocemente. Se pero' non fa nulla nessuno...di sicuro mai nulla cambiera'.
Come detto e stra-detto, ok la pubblicita' ma non cosi'
 
attisfo ha scritto:
...Se tutti si lamentassero e agissero contro il problema (o i problemi) si otterrebbe qualcosa velocemente...
Hai detto poco...
Basterebbe infatti che un discreto numero visitatori del sito smettesse di collegarsi al medesimo e, come per magia, nel giro di brevissimo tempo si assisterebbe a qualche cambiamento. Molto meno efficace, ma sempre meglio di niente (se le visite non calano gli spazi pubblicitari NON perdono valore commerciale), sarebbe l'ipotesi che un discreto numero di visitatori inviasse messaggi di lamentela.
Totalmente insignificanti sono invece le lamentele verbali o scritte (al bar , in piazza, nei forum, nei blog...) senza alcun seguito concreto.

In effetti hai toccato un tasto fondamentale, uno dei più grossi e determinanti dell'intero... impianto che regola il nostro vivere sociale.
Per curiose ragioni di varia natura dobbiamo ancora imparare a comportarci, come consumatori, in maniera attiva e responsabile, consapevole del potere che ci deriva dal portafoglio e che è al momento, purtroppo, molto superiore a quello che ci deriva dalla cabina elettorale. Preferiamo di gran lunga brontolare e invocare l'intervento di "qualcuno" che arrivi dall'alto a sistemare le cose per noi.
Un esempio lampante, tra i tantissimi, si ha proprio in questo periodo osservando come, dopo che i prezzi dei carburanti hanno subito uno degli aumenti più pesanti/repentini degli ultimi decenni, i distributori dai prezzi più alti NON rimangono affatto deserti.
 
Noto con piacere che da qualche giorno questi fastidiosi pop-up sono spariti, quindi mi sento in dovere di ringraziare la Redazione per aver prestato attenzione alle nostre osservazioni.
Buona giornata
 
berric_2001 ha scritto:
Quoto. in effetti anch'io più una pubblicità è martellante, più volentieri metto in black list il prodotto
:D
condivido, ma non è quello che succede alla maggioranza, dati di mercato alla mano
 
berric_2001 ha scritto:
Noto con piacere che da qualche giorno questi fastidiosi pop-up sono spariti, quindi mi sento in dovere di ringraziare la Redazione per aver prestato attenzione alle nostre osservazioni.
Buona giornata

Anche a me sembra migliorato ma monitoriamo la situazione e vediamo che non sia per un caso. Speriamo in bene. Come detto 4R e' pur sempre 4R e che diamine il sito non può essere da meno rispetto alla rivista.
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...il sito non può essere da meno rispetto alla rivista.
Perché, nella rivista la pubblicità è poca e non invadente?

Non e' che non sia presente (meta' rivista e' pubblicita') solo che non mi disturba quando leggo e non mi costringe a strane peripezzie per evitare che mi si pari davanti mentre leggo. E' evidente che servono soldi e loro debbano fare cassa ed e' cosi' per ogni rivista ed ogni sito. Se la pubblicita' sul sito non crea problemi come era prima, beh allora anche se e' presente io non mi ci faccio un problema. Alcuni potrebbero scoprire qualcosa che poi gli e' anche utile per davvero.
Quindi ora il sito mi sembra sia migliorato. La rivista l'ho sfogliata due settimane fa da amici ed e' sempre lei. Per me per ora e' ok. Se qui ricominciano con le schifezze che facevano prima, beh mi faro' sentire di nuovo e spero che partecipino in tanti alla protesta
 
attisfo ha scritto:
...(metà rivista è pubblicità) solo che non mi disturba quando leggo e non mi costringe a strane peripezie per evitare che mi si pari davanti mentre leggo...
Diciamo (senza polemica né ironia nei tuoi confronti) che ti sei abituato a non sentirti disturbato e a considerare normali (non "strane") le peripezie che normalmente si fanno leggendo le riviste e trovando ad ogni piè sospinto inserzioni pubblicitarie (che si "parano davanti" ad ogni girar di pagina e in special modo nelle pagine dispari) spesso e volentieri collocate in mezzo agli articoli e ai servizi.

...É evidente che servono soldi e loro debbano fare cassa ed è così per ogni rivista ed ogni sito...
Senza dubbio.
L'equivoco nel quale troppo spesso si tende a cadere, però, riguarda il significato di quel "servono" e di quel "debbano". SI tende infatti a pensare che quei soldi, in quelle quantità, siano "necessari alla sopravvivenza" della rivista o del canale tv o del sito, come se lo scopo di lucro, di guadagno fine a sé stesso, fosse del tutto assente.
Un equivoco che viene alimentato con grande impegno dalle aziende stesse (l'immagine, la percezione...) che, ogniqualvolta qualcuno si permette di contestare le massicce e sempre crescenti quantità di pubblicità, immancabilmente reagiscono affermando che la pubblicità rappresenta la loro unica forma di sussistenza, l'unica fonte da cui derivano i posti di lavoro dei loro dipendenti ecc. ecc. Si usano sempre termini come sopravvivenza, finanziamento, stipendio (dei lavoratori) e così via, MAI espressioni come aumento dei guadagni, arricchimento, dividendi per gli azionisti. Come se il possessore di un'auto da 90mila euro sostenesse che "la macchina" (QUELLA) gli è necessaria e che senza di essa non riuscirebbe assolutamente ad andare al lavoro.

Sembra sempre, insomma, che tali aziende vendano gli spazi pubblicitari nella misura minima indispensabile per pagare le proprie spese e nulla più.
Ad esempio, le pubblicità in sovrimpressione e in movimento inserite DURANTE i programmi tv (assolutamente inevitabili e quindi particolarmente... rispettose nei confronti degli spettatori) che da qualche anno sono diventate normali ("non strane") sarebbero state introdotte, a malincuore, NON per aumentare i fatturati a parità di spese, non per creare più numerosi e appetibili prodotti da offrire ai clienti (inserzionisti), MA solo per poter far fronte alle spese aziendali.

Io ritengo del tutto normale e anche lecito che un'azienda faccia il possibile per soddisfare i suoi clienti (quelli veri) e per aumentare al massimo i profitti. Non mi piace invece affatto che si pretenda di far credere il contrario (oltre tutto riuscendoci alla grande, a quanto pare).
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...(metà rivista è pubblicità) solo che non mi disturba quando leggo e non mi costringe a strane peripezie per evitare che mi si pari davanti mentre leggo...
Diciamo (senza polemica né ironia nei tuoi confronti) che ti sei abituato a non sentirti disturbato e a considerare normali (non "strane") le peripezie che normalmente si fanno leggendo le riviste e trovando ad ogni piè sospinto inserzioni pubblicitarie (che si "parano davanti" ad ogni girar di pagina e in special modo nelle pagine dispari) spesso e volentieri collocate in mezzo agli articoli e ai servizi.

...É evidente che servono soldi e loro debbano fare cassa ed è così per ogni rivista ed ogni sito...
Senza dubbio.
L'equivoco nel quale troppo spesso si tende a cadere, però, riguarda il significato di quel "servono" e di quel "debbano". SI tende infatti a pensare che quei soldi, in quelle quantità, siano "necessari alla sopravvivenza" della rivista o del canale tv o del sito, come se lo scopo di lucro, di guadagno fine a sé stesso, fosse del tutto assente.
Un equivoco che viene alimentato con grande impegno dalle aziende stesse (l'immagine, la percezione...) che, ogniqualvolta qualcuno si permette di contestare le massicce e sempre crescenti quantità di pubblicità, immancabilmente reagiscono affermando che la pubblicità rappresenta la loro unica forma di sussistenza, l'unica fonte da cui derivano i posti di lavoro dei loro dipendenti ecc. ecc. Si usano sempre termini come sopravvivenza, finanziamento, stipendio (dei lavoratori) e così via, MAI espressioni come aumento dei guadagni, arricchimento, dividendi per gli azionisti. Come se il possessore di un'auto da 90mila euro sostenesse che "la macchina" (QUELLA) gli è necessaria e che senza di essa non riuscirebbe assolutamente ad andare al lavoro.

Sembra sempre, insomma, che tali aziende vendano gli spazi pubblicitari nella misura minima indispensabile per pagare le proprie spese e nulla più.
Ad esempio, le pubblicità in sovrimpressione e in movimento inserite DURANTE i programmi tv (assolutamente inevitabili e quindi particolarmente... rispettose nei confronti degli spettatori) che da qualche anno sono diventate normali ("non strane") sarebbero state introdotte, a malincuore, NON per aumentare i fatturati a parità di spese, non per creare più numerosi e appetibili prodotti da offrire ai clienti (inserzionisti), MA solo per poter far fronte alle spese aziendali.

Io ritengo del tutto normale e anche lecito che un'azienda faccia il possibile per soddisfare i suoi clienti (quelli veri) e per aumentare al massimo i profitti. Non mi piace invece affatto che si pretenda di far credere il contrario (oltre tutto riuscendoci alla grande, a quanto pare).

Due punti:
1. ho aperto questo post perche' ne avevo pieni i maroni dei popup che non so eliminare automaticamente come i piu' esperti che hanno scritto qui. Mi sembra che quelli siano spariti e quindi interpreto positivamente quello che e' stato fatto. Questo mi fa piacere perche' reputo 4R meglio di altre riviste (parere mio personale).
2. Prendiamo per 100% corretto quello che dici. quale e' la tua proposta per fare si che cambino. Forse tu hai ragione e ci siamo abituati tutti e quindi siamo tutti diventati dei pecoroni che subiscono senza reagire. Se e' cosi' c'e' bisogno di idee e se tu le hai, come sembra, rendile visibili a tutti con proposte per cambiare. Solo spero che per leggere 4R senza pubblicita' alcuna non si arrivi a doverlo pagare 20 ? a copia (per me e' gia' caro ora e quindi lo compero solo se c'e' qualcosa che mi interessa e questo vale per Motociclisno e le altre riviste che ormai raramente acquisto).

Personalmente avevo qualcosa da lamentare, l'ho fatto e mi sembra sia stato considerato (magari invece era gia' semplicemente nei piani aziendali di 4R). Almeno ora non vedo piu la pubblicita' odiosa della fiat con due ex delle iene e la relativa musichetta....per me e' un passo avanti. Se tu rieci a farne fare altri ben venga. Penso 4R necessiti di commenti costruttivi e necessiti di ascoltarli e cercare di far tesoro della passione di chi scrive a volte anche cose scomode.
 
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