<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> sito 4ruote e pubblicità pop up | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

sito 4ruote e pubblicità pop up

marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...(metà rivista è pubblicità) solo che non mi disturba quando leggo e non mi costringe a strane peripezie per evitare che mi si pari davanti mentre leggo...
Diciamo (senza polemica né ironia nei tuoi confronti) che ti sei abituato a non sentirti disturbato e a considerare normali (non "strane") le peripezie che normalmente si fanno leggendo le riviste e trovando ad ogni piè sospinto inserzioni pubblicitarie (che si "parano davanti" ad ogni girar di pagina e in special modo nelle pagine dispari) spesso e volentieri collocate in mezzo agli articoli e ai servizi.

...É evidente che servono soldi e loro debbano fare cassa ed è così per ogni rivista ed ogni sito...
Senza dubbio.
L'equivoco nel quale troppo spesso si tende a cadere, però, riguarda il significato di quel "servono" e di quel "debbano". SI tende infatti a pensare che quei soldi, in quelle quantità, siano "necessari alla sopravvivenza" della rivista o del canale tv o del sito, come se lo scopo di lucro, di guadagno fine a sé stesso, fosse del tutto assente.
Un equivoco che viene alimentato con grande impegno dalle aziende stesse (l'immagine, la percezione...) che, ogniqualvolta qualcuno si permette di contestare le massicce e sempre crescenti quantità di pubblicità, immancabilmente reagiscono affermando che la pubblicità rappresenta la loro unica forma di sussistenza, l'unica fonte da cui derivano i posti di lavoro dei loro dipendenti ecc. ecc. Si usano sempre termini come sopravvivenza, finanziamento, stipendio (dei lavoratori) e così via, MAI espressioni come aumento dei guadagni, arricchimento, dividendi per gli azionisti. Come se il possessore di un'auto da 90mila euro sostenesse che "la macchina" (QUELLA) gli è necessaria e che senza di essa non riuscirebbe assolutamente ad andare al lavoro.

Sembra sempre, insomma, che tali aziende vendano gli spazi pubblicitari nella misura minima indispensabile per pagare le proprie spese e nulla più.
Ad esempio, le pubblicità in sovrimpressione e in movimento inserite DURANTE i programmi tv (assolutamente inevitabili e quindi particolarmente... rispettose nei confronti degli spettatori) che da qualche anno sono diventate normali ("non strane") sarebbero state introdotte, a malincuore, NON per aumentare i fatturati a parità di spese, non per creare più numerosi e appetibili prodotti da offrire ai clienti (inserzionisti), MA solo per poter far fronte alle spese aziendali.

Io ritengo del tutto normale e anche lecito che un'azienda faccia il possibile per soddisfare i suoi clienti (quelli veri) e per aumentare al massimo i profitti. Non mi piace invece affatto che si pretenda di far credere il contrario (oltre tutto riuscendoci alla grande, a quanto pare).

Ma poi perche' evidenzi in grassetto le parole ?
 
attisfo ha scritto:
Due punti: ...
Un punto:
Io ho semplicemente voluto puntualizzare alcuni aspetti della questione pubblicità che spesso e volentieri sono oggetto di malinteso ed ipocrisia.
Non mi piace che si raccontino favolette, come quella secondo cui la quantità di pubblicità in una rivista sarebbe la minima indispensabile per non dover alzare il prezzo di copertina (altrimenti, ad esempio, NON sarebbe stato possibile togliere quei pop up che ti avevano infastidito). Tutto qua.
Dopo di che, ognuno faccia ciò che meglio crede, ci mancherebbe.

Non ho ricette magiche né chissà quali insegnamenti da elargire (con che diritto, poi?)
Personalmente, dal momento che considero la pubblicità come una sorta di sostanza dannosa per la salute mentale e avendo ormai capito da tempo (per le ragioni che ho spiegato) che sperare in una spontanea diminuzione delle quantità, dell'invadenza e della ingannevolezza sia un po' come sperare nell'immortalità, cerco di assumerne il minor quantitativo possibile, esattamente come faccio ad esempio con il fumo, lo smog, il baccano, certi cibi e via dicendo.
I pop up in oggetto, ad esempio, non mi hanno creato alcun problema: mai visti.

PS. Uso il grassetto (così come il corsivo, le virgolette ecc.) esattamente per quello che è: un metodo per mettere in evidenza, all'interno di uno scritto, determinate parole o frasi che si ritengono particolarmente significative. Non dovrei?
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
Due punti: ...
Un punto:
Io ho semplicemente voluto puntualizzare alcuni aspetti della questione pubblicità che spesso e volentieri sono oggetto di malinteso ed ipocrisia.
Non mi piace che si raccontino favolette, come quella secondo cui la quantità di pubblicità in una rivista sarebbe la minima indispensabile per non dover alzare il prezzo di copertina (altrimenti, ad esempio, NON sarebbe stato possibile togliere quei pop up che ti avevano infastidito). Tutto qua.
Dopo di che, ognuno faccia ciò che meglio crede, ci mancherebbe.

Non ho ricette magiche né chissà quali insegnamenti da elargire (con che diritto, poi?)
Personalmente, dal momento che considero la pubblicità come una sorta di sostanza dannosa per la salute mentale e avendo ormai capito da tempo (per le ragioni che ho spiegato) che sperare in una spontanea diminuzione delle quantità, dell'invadenza e della ingannevolezza sia un po' come sperare nell'immortalità, cerco di assumerne il minor quantitativo possibile, esattamente come faccio ad esempio con il fumo, lo smog, il baccano, certi cibi e via dicendo.
I pop up in oggetto, ad esempio, non mi hanno creato alcun problema: mai visti.

PS. Uso il grassetto (così come il corsivo, le virgolette ecc.) esattamente per quello che è: un metodo per mettere in evidenza, all'interno di uno scritto, determinate parole o frasi che si ritengono particolarmente significative. Non dovrei?

Hai fatto un analisi perfetta nei tuoi post, hai spiegato molto bene chi in verita é il cliente, ma potrei scomettere che molti non ti capiscono.
 
-VANGUARD- ha scritto:
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
Due punti: ...
Un punto:
Io ho semplicemente voluto puntualizzare alcuni aspetti della questione pubblicità che spesso e volentieri sono oggetto di malinteso ed ipocrisia.
Non mi piace che si raccontino favolette, come quella secondo cui la quantità di pubblicità in una rivista sarebbe la minima indispensabile per non dover alzare il prezzo di copertina (altrimenti, ad esempio, NON sarebbe stato possibile togliere quei pop up che ti avevano infastidito). Tutto qua.
Dopo di che, ognuno faccia ciò che meglio crede, ci mancherebbe.

Non ho ricette magiche né chissà quali insegnamenti da elargire (con che diritto, poi?)
Personalmente, dal momento che considero la pubblicità come una sorta di sostanza dannosa per la salute mentale e avendo ormai capito da tempo (per le ragioni che ho spiegato) che sperare in una spontanea diminuzione delle quantità, dell'invadenza e della ingannevolezza sia un po' come sperare nell'immortalità, cerco di assumerne il minor quantitativo possibile, esattamente come faccio ad esempio con il fumo, lo smog, il baccano, certi cibi e via dicendo.
I pop up in oggetto, ad esempio, non mi hanno creato alcun problema: mai visti.

PS. Uso il grassetto (così come il corsivo, le virgolette ecc.) esattamente per quello che è: un metodo per mettere in evidenza, all'interno di uno scritto, determinate parole o frasi che si ritengono particolarmente significative. Non dovrei?

Hai fatto un analisi perfetta nei tuoi post, hai spiegato molto bene chi in verita é il cliente, ma potrei scomettere che molti non ti capiscono.

Forse hai ragione. Ad ogni modo volevo farmi capire da 4R e far capire che quel metodo (bloccabile per chi samcome fare) e' odioso. Penso lo abbiano capito. Il contributo a questamdiscusione da parte di tutti magari e' stato poi determinante. Penso che la pubblicita' non la ridurranno mai, anzi, ma se dobbiamo esere costretti a subirla, almeno che questa non sia invadentemente fastidiosa.
Spero che poi qualcuno prenda spunto da questa discussione per evidenziare qui, e altrove, altre cose che non vanno e che devono tornare in carreggiata.
 
attisfo ha scritto:
...Penso che la pubblicità non la ridurranno mai, anzi, ma se dobbiamo essere costretti a subirla, almeno che questa non sia invadentemente fastidiosa...
Come dicevo, io non ho alcun intento polemico nei confronti della tua sacrosanta "protesta" (anzi, magari ce ne fossero di più in generale, possibilmente anche sotto forma di chiusura portafoglio) e mi fa piacere che tu abbia ottenuto il risultato in cui speravi.

Per quanto riguarda l'invadenza e il fastidio, c'è purtroppo da constatare che si tratta di sensazioni soggettive e quindi, proprio in quanto tali, modificabili e... addomesticabili. Ciò che oggi mi sembra invadente e fastidioso, a forza di dai, arriverà in futuro a non sembrarmelo più, specie se l'aumento delle dosi sarà studiato e realizzato con metodo e gradualità. Per abituarsi a non usare il sale nelle pietanze non si inizia certo eliminandolo o dimezzandolo, perché così facendo il sapore della pastasciutta o dell'insalata sembrerebbe pestifero; si riduce un pochino il dosaggio e si continua a farlo nel tempo, molto gradualmente, fino a che l'assenza o quasi del sale non sarà più percepita come tale e non darà alcun fastidio; anzi, sarà la pietanza salata come "prima" a sembrare immangiabile.

A ben guardare, insomma, la pubblicità è ormai sempre, tutta, "invadentemente fastidiosa", solo che ci siamo abituati. Forse a volte qualche cuoco tenta un cambio di ricetta troppo repentino e provoca lamentele da parte di "troppi" commensali (finché sono pochi tutto va bene), ma ho la sensazione che si tratti di rari errori, tra l'altro utili per correggere il tiro e affinare una tecnica che continua a funzionare egregiamente.

Altrimenti, ad esempio, la televisione MAI sarebbe riuscita a infarcire i propri programmi con ogni tipo di pubblicità, sempre crescente (compresi gli spot in sovrimpressione durante i programmi, gli spottoni che riprendono i temi e le voci dei filmetti che interrompono, i recenti inserimenti di espliciti testi/spot promozionali dentro le trame dei filmetti ecc.) SENZA provocare ondate di proteste e diserzioni di massa e addirittura riuscendo a far sì che la maggior parte degli spettatori continui ad essere grata perché convinta che molti canali televisivi siano gratuiti...
Non credi?
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...Penso che la pubblicità non la ridurranno mai, anzi, ma se dobbiamo essere costretti a subirla, almeno che questa non sia invadentemente fastidiosa...
Come dicevo, io non ho alcun intento polemico nei confronti della tua sacrosanta "protesta" (anzi, magari ce ne fossero di più in generale, possibilmente anche sotto forma di chiusura portafoglio) e mi fa piacere che tu abbia ottenuto il risultato in cui speravi.

Per quanto riguarda l'invadenza e il fastidio, c'è purtroppo da constatare che si tratta di sensazioni soggettive e quindi, proprio in quanto tali, modificabili e... addomesticabili. Ciò che oggi mi sembra invadente e fastidioso, a forza di dai, arriverà in futuro a non sembrarmelo più, specie se l'aumento delle dosi sarà studiato e realizzato con metodo e gradualità. Per abituarsi a non usare il sale nelle pietanze non si inizia certo eliminandolo o dimezzandolo, perché così facendo il sapore della pastasciutta o dell'insalata sembrerebbe pestifero; si riduce un pochino il dosaggio e si continua a farlo nel tempo, molto gradualmente, fino a che l'assenza o quasi del sale non sarà più percepita come tale e non darà alcun fastidio; anzi, sarà la pietanza salata come "prima" a sembrare immangiabile.

A ben guardare, insomma, la pubblicità è ormai sempre, tutta, "invadentemente fastidiosa", solo che ci siamo abituati. Forse a volte qualche cuoco tenta un cambio di ricetta troppo repentino e provoca lamentele da parte di "troppi" commensali (finché sono pochi tutto va bene), ma ho la sensazione che si tratti di rari errori, tra l'altro utili per correggere il tiro e affinare una tecnica che continua a funzionare egregiamente.

Altrimenti, ad esempio, la televisione MAI sarebbe riuscita a infarcire i propri programmi con ogni tipo di pubblicità, sempre crescente (compresi gli spot in sovrimpressione durante i programmi, gli spottoni che riprendono i temi e le voci dei filmetti che interrompono, i recenti inserimenti di espliciti testi/spot promozionali dentro le trame dei filmetti ecc.) SENZA provocare ondate di proteste e diserzioni di massa e addirittura riuscendo a far sì che la maggior parte degli spettatori continui ad essere grata perché convinta che molti canali televisivi siano gratuiti...
Non credi?

Concordo e....non so quale altra soluzione ci sia se non la protesta. Solo che essendo in pochi a lamentarci....mi sa che otterremo solo questi piccoli risultati. Cmq non bisogna mollare e si deve insistere a far sentire la nostra voce. In definitiva gli ? sono i nostri e quindi il potere lo abbiamo noi, solo si dovrebbe fare piu gruppo, ma sembra che riusciamo a farlo solo per il calcio....
 
attisfo ha scritto:
...non so quale altra soluzione ci sia se non la protesta. Solo che essendo in pochi a lamentarci....mi sa che otterremo solo questi piccoli risultati ... si deve insistere a far sentire la nostra voce...
A me sembra, a dire il vero, che le proteste e le lamentele non manchino affatto, anzi.
Quello che manca è piuttosto l'azione individuale che, guarda caso, a differenza della lamentela ha un "costo" a livello personale. Comprare e pagare brontolando NON comporta alcun tipo di sforzo o "sacrificio" (con tutti il rispetto per i sacrifici veri) in termini di abitudini e cosiddetti piaceri della vita, mentre non comprare o comprare molto meno (anche senza brontolare affatto) sarebbe tutt'altra cosa.
Per dire, se io vado al supermercato per prendere 2 o 3 chili di mele (che mi piacciono tanto) e, trovando solo mele provenienti dall'altra parte del mondo o mele troppo care, le compro (seppure brontolando poi alla cassa, al bar, in piazza, al telefono, in rete ecc. ecc.), la mia "protesta" pesa come il due di picche. Sarà sicuramente una protesta legittima, degna di rispetto e forse anche attenzione, ma oggettivamente essa "sparisce", evapora, perde qualsivoglia consistenza nel momento in cui io apro il portafoglio e pago.
Se invece io, anche senza brontolare, rinunciassi a comprare quelle mele (facendo quindi un piccolissimo sacrificio), allora la mia protesta somiglierebbe non a un cannone finto ma a una fionda vera.

...si dovrebbe fare più gruppo...
A me sembra che troppo spesso questa leggenda del "gruppo" funga da ottimo e comodo alibi con cui tanti singoli pretendono di motivare/giustificare la propria indolenza. Bisognerebbe essere in tanti, coordinati, magari con tanto di leader e loghi e striscioni, per poi fare grandi "scioperi" o manifestazioni ecc. ecc. e quindi, siccome ciò non avviene, io come singolo "nulla posso fare" e quindi nulla faccio.
Se solo un po' di gente cominciasse davvero a ragionare e ad agire in maniera diversa ("fossimo in tanti sarebbe meglio, ma intanto io nel mio piccolo faccio la mia parte"), ecco che il gruppo come per magia nascerebbe da solo, vero e sostanzioso, senza bisogno di chissà quali schemi o strutture. O no?
 
marimasse ha scritto:
attisfo ha scritto:
...non so quale altra soluzione ci sia se non la protesta. Solo che essendo in pochi a lamentarci....mi sa che otterremo solo questi piccoli risultati ... si deve insistere a far sentire la nostra voce...
A me sembra, a dire il vero, che le proteste e le lamentele non manchino affatto, anzi.
Quello che manca è piuttosto l'azione individuale che, guarda caso, a differenza della lamentela ha un "costo" a livello personale. Comprare e pagare brontolando NON comporta alcun tipo di sforzo o "sacrificio" (con tutti il rispetto per i sacrifici veri) in termini di abitudini e cosiddetti piaceri della vita, mentre non comprare o comprare molto meno (anche senza brontolare affatto) sarebbe tutt'altra cosa.
Per dire, se io vado al supermercato per prendere 2 o 3 chili di mele (che mi piacciono tanto) e, trovando solo mele provenienti dall'altra parte del mondo o mele troppo care, le compro (seppure brontolando poi alla cassa, al bar, in piazza, al telefono, in rete ecc. ecc.), la mia "protesta" pesa come il due di picche. Sarà sicuramente una protesta legittima, degna di rispetto e forse anche attenzione, ma oggettivamente essa "sparisce", evapora, perde qualsivoglia consistenza nel momento in cui io apro il portafoglio e pago.
Se invece io, anche senza brontolare, rinunciassi a comprare quelle mele (facendo quindi un piccolissimo sacrificio), allora la mia protesta somiglierebbe non a un cannone finto ma a una fionda vera.

...si dovrebbe fare più gruppo...
A me sembra che troppo spesso questa leggenda del "gruppo" funga da ottimo e comodo alibi con cui tanti singoli pretendono di motivare/giustificare la propria indolenza. Bisognerebbe essere in tanti, coordinati, magari con tanto di leader e loghi e striscioni, per poi fare grandi "scioperi" o manifestazioni ecc. ecc. e quindi, siccome ciò non avviene, io come singolo "nulla posso fare" e quindi nulla faccio.
Se solo un po' di gente cominciasse davvero a ragionare e ad agire in maniera diversa ("fossimo in tanti sarebbe meglio, ma intanto io nel mio piccolo faccio la mia parte"), ecco che il gruppo come per magia nascerebbe da solo, vero e sostanzioso, senza bisogno di chissà quali schemi o strutture. O no?

Tutto vero. Un po' utopico pensare che in tanti aderiscano, guarda in generale dove finiscono le nostre proteste: benzina etc etc....ad ogni modo non fa una grinza.
Peraltro ora mi sembra che sul sito sia riapparso un bel popup, se non erro di un auto che penso sia la bmw...ma io ovviamente non lo apro, quindi direi....due settimane di tregua e poi via come prima. Mi sa che ora lo boicotto per un po' il,sito 4r. La rivista non la compro da un po' ed ora aspettero' parecchio prima di pensare di farlo!
 
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