attisfo ha scritto:
...(metà rivista è pubblicità) solo che non mi disturba quando leggo e non mi costringe a strane peripezie per evitare che mi si pari davanti mentre leggo...
Diciamo (senza polemica né ironia nei tuoi confronti) che ti sei
abituato a non sentirti disturbato e a considerare normali (non "strane") le peripezie che normalmente si fanno leggendo le riviste e trovando ad ogni piè sospinto inserzioni pubblicitarie (che si
"parano davanti" ad ogni girar di pagina e in special modo nelle pagine dispari) spesso e volentieri collocate in mezzo agli articoli e ai servizi.
...É evidente che servono soldi e loro debbano fare cassa ed è così per ogni rivista ed ogni sito...
Senza dubbio.
L'
equivoco nel quale troppo spesso si tende a cadere, però, riguarda il significato di quel
"servono" e di quel
"debbano". SI tende infatti a pensare che quei soldi, in quelle quantità, siano "necessari alla sopravvivenza" della rivista o del canale tv o del sito, come se lo scopo di lucro, di guadagno fine a sé stesso, fosse del tutto assente.
Un equivoco che viene
alimentato con grande impegno dalle aziende stesse (l'immagine, la percezione...) che, ogniqualvolta qualcuno si permette di contestare le massicce e sempre crescenti quantità di pubblicità, immancabilmente reagiscono affermando che la pubblicità rappresenta la loro
unica forma di
sussistenza, l'unica fonte da cui derivano i
posti di lavoro dei loro dipendenti ecc. ecc. Si usano sempre termini come sopravvivenza, finanziamento, stipendio (dei lavoratori) e così via,
MAI espressioni come aumento dei guadagni, arricchimento, dividendi per gli azionisti. Come se il possessore di un'auto da 90mila euro sostenesse che "la macchina" (QUELLA) gli è necessaria e che senza di essa non riuscirebbe assolutamente ad andare al lavoro.
Sembra sempre, insomma, che tali aziende vendano gli spazi pubblicitari nella misura minima indispensabile per pagare le proprie spese e nulla più.
Ad esempio, le pubblicità in sovrimpressione e in movimento inserite DURANTE i programmi tv (assolutamente inevitabili e quindi particolarmente... rispettose nei confronti degli spettatori) che da qualche anno sono diventate normali ("non strane") sarebbero state introdotte, a malincuore,
NON per aumentare i fatturati a parità di spese, non per creare più numerosi e appetibili prodotti da offrire ai clienti (inserzionisti),
MA solo per poter far fronte alle spese aziendali.
Io ritengo del tutto
normale e anche
lecito che un'azienda faccia il possibile per soddisfare i suoi clienti (quelli veri) e per aumentare al massimo i profitti. Non mi piace invece affatto che si pretenda di far credere il contrario (oltre tutto riuscendoci alla grande, a quanto pare).