<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Siete positivi o negativi sul futuro dell'Italia e dell'Europa? | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Siete positivi o negativi sul futuro dell'Italia e dell'Europa?

capnord ha scritto:
...non è che perché c'è la crisi da oggi in poi schiattiamo tutti e non spendiamo più 1 cent...
Verissimo.
Però è anche vero che se uno ha preso l'abitudine di bere troppo e si ritrova ad avvertire, come conseguenza, seri problemi di salute, non può certo illudersi di guarire continuando (o "riprendendo") a bere come e più di prima.

Anzi, per un periodo dovrà probabilmente smettere categoricamente (non di bere, ma di bere alcoolici) e poi, un domani, DOPO che avrà recuperato un discreto stato di salute, potrà forse ricominciare, NON a bere come prima ma a ritrovare il piacere di bere in maniera regolare ma "sana".
O no?
 
capnord ha scritto:
Non tutti gli italiani non arrivano a fine mese...
Inoltre, con tutto il rispetto per chi davvero si trova in serie difficoltà (specie se esse NON dipendono da personali e libere scelte di vita fatte in precedenza), bisogna anche vedere con precisione che cosa si intende con "non arrivare a fine mese".

Ho infatti l'impressione che ci siano più interpretazioni, anche parecchio eterogenee.
 
zero c. ha scritto:
...far cominciare a pagare le tasse a categorie che non lo hanno mai fatto sul serio...
Attenzione, pericolo: Persone, NON "categorie".

Non ci sono "categorie" che non pagano, così come non ci sono "categorie" colpevoli o immacolate o oneste o disoneste o prodighe o parassite...

Ci sono invece, in TUTTE le categorie, compresa quella cui noi stessi apparteniamo, persone che si comportano in maniera sostanzialmente onesta e corretta (e che meritano di essere rispettate e lasciate in pace) e persone che non lo fanno assolutamente (e meritano, in proporzione, un trattamento assai diverso).

Sarebbe una gran bella cosa PER TUTTI, specie in momenti delicati come questo, se sapessimo resistere alla forte tentazione di dimenticarlo.
 
marimasse ha scritto:
capnord ha scritto:
...non è che perché c'è la crisi da oggi in poi schiattiamo tutti e non spendiamo più 1 cent...
Verissimo.
Però è anche vero che se uno ha preso l'abitudine di bere troppo e si ritrova ad avvertire, come conseguenza, seri problemi di salute, non può certo illudersi di guarire continuando (o "riprendendo") a bere come e più di prima.

Anzi, per un periodo dovrà probabilmente smettere categoricamente (non di bere, ma di bere alcoolici) e poi, un domani, DOPO che avrà recuperato un discreto stato di salute, potrà forse ricominciare, NON a bere come prima ma a ritrovare il piacere di bere in maniera regolare ma "sana".
O no?

Le spese di cui parlavo ( forse mi sono espresso male ) sono quelle INDISPENSABILI: alimentari in primis.
 
Una volta in europa c'erano le guerre ( per fortuna oggi no) ma ora ci sono le guerre economiche che creano però gli stessi danni . E' tutta qua la differenza . La colpa secondo me non è riconducibile alla sola politica italiana ma soprattutto a livello internazionale a cui i nostri politici dx e sx si sono adeguati .
 
si sta mettendo sempre peggio...

1. la francia ha piazzato 8 mld ? di bond a 10 anni ad un tasso del 3.29 (nuovo record e sarkozy mi sa che non ride più)

2. le banche spagnole sono a corto di liquidità (si sono accorti che mancano all'appello 50 mld ? :lol: )

3. lo spread italico è schizzato a 520 (berlusconi dimettiti!)

4. i titoli bancari EU sono tutti in profondo rosso (occhio a unicredit)

un breve riepilogo:

http://www.bbc.co.uk/news/business-16424802
 
suiller ha scritto:
si sta mettendo sempre peggio...

1. la francia ha piazzato 8 mld ? di bond a 10 anni ad un tasso del 3.29 (nuovo record e sarkozy mi sa che non ride più)

2. le banche spagnole sono a corto di liquidità (si sono accorti che mancano all'appello 50 mld ? :lol: )

3. lo spread italico è schizzato a 520 (berlusconi dimettiti!)

4. i titoli bancari EU sono tutti in profondo rosso (occhio a unicredit)

un breve riepilogo:

http://www.bbc.co.uk/news/business-16424802

Va tutto a scatafascio.... :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
 
Monti vola di urgenza a Bruxelles :shock:

temo che vada per parlare con la bce e tirar giù le prime proposte per poter accedere ad un prestito ponte fmi =&gt bce, se la bce prenderà contatti con l'fmi sarà una conferma e prendere prestiti dall'fmi è come affidarsi allo strozzino del quartiere...

quello che sta avvenendo/ è avvenuto in Irlanda presto potrebbe realizzarsi anche qui da noi:

...mentre decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani sfilavano nel centro di Dublino sfidando un?ondata di freddo polare, il Premier Cowen era a trattare la capitolazione del paese con una delegazione del Fmi e della Bce.

Da indiscrezioni per ora non confermate risulterebbe che al megaprestito concesso a Dublino verrebbe applicato un tasso d'interesse di oltre il 6%. Altro che aiuti!

In cambio dei famigerati prestiti il Governo di Dublino ha dovuto ? o voluto, ma cambia poco ? accettare una serie di condizioni che piomberanno sulla popolazione irlandese come uno tsunami.

Il piano di ?rigore? prevede tagli ai sussidi per la disoccupazione e agli assegni familiari, alla sanità e all?istruzione per un totale di 3 miliardi; l?eliminazione di ben 25.000 posti di lavoro nel settore pubblico; stipendi ridotti del 10-15% per i nuovi assunti nella pubblica amministrazione e licenziamenti per i «vecchi» che costano troppo. Per i lavoratori del settore privato è prevista la riduzione del salario minimo che sarà portato a 7,65 euro l'ora, un euro meno di quello attuale.

Se non bastasse il piano prevede anche l?aumento della normale aliquota Iva al 22% nel 2013 e al 23% nel 2014. Il tutto per accontentare Fmi e Bce, pronte a fornire 50 miliardi per consolidare il debito pubblico e 35 miliardi per stabilizzare i bilanci delle grandi banche dell'isola, sull'orlo del fallimento a causa dei mutui spazzatura.

Ma almeno i sacrifici imposti ai lavoratori e alle nuove generazioni serviranno a qualcosa? Secondo il sociologo irlandese Kieran Allen no, non serviranno proprio a nulla...


e ancora...


«Quello che sta succedendo in Irlanda deve servire da avvertimento a Portogallo, Spagna e Italia. Gli speculatori non si fermeranno qui» avverte Allen sulle pagine de Il Manifesto.

?I cittadini irlandesi hanno già pagato 45 miliardi di euro, un terzo del Pil, per salvare le banche (...). Questo piano di salvataggio aggiunge al conto 90 miliardi di euro, altri due terzi della ricchezza prodotta in un anno dal paese.

L'Fmi e la Banca centrale europea in questo modo rendono più difficile la strada verso la ripresa, scaricando sulla collettività i debiti di banche destinate al fallimento. In cambio del prestito, Fmi e Unione europea imporranno una politica restrittiva che non farà altro che peggiorare la situazione economica, con il rischio di scatenare una spirale negativa senza via d'uscita.

Come successo durante la crisi degli anni '60 e della fine anni '80, ancora una volta il sistema capitalista irlandese si rifà sui lavoratori e condanna il paese all'emigrazione di massa.

Per sapere cosa succederà all'Irlanda nei prossimi anni, basta guardare a Lituania e Lettonia, da cui la gente è fuggita dopo il lancio di piani di aggiustamento strutturale?.
 
suiller ha scritto:
Monti vola di urgenza a Bruxelles :shock:

temo che vada per parlare con la bce e tirar giù le prime proposte per poter accedere ad un prestito ponte fmi =&gt bce, se la bce prenderà contatti con l'fmi sarà una conferma e prendere prestiti dall'fmi è come affidarsi allo strozzino del quartiere...

quello che sta avvenendo/ è avvenuto in Irlanda presto potrebbe realizzarsi anche qui da noi:

...mentre decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani sfilavano nel centro di Dublino sfidando un?ondata di freddo polare, il Premier Cowen era a trattare la capitolazione del paese con una delegazione del Fmi e della Bce.

Da indiscrezioni per ora non confermate risulterebbe che al megaprestito concesso a Dublino verrebbe applicato un tasso d'interesse di oltre il 6%. Altro che aiuti!

In cambio dei famigerati prestiti il Governo di Dublino ha dovuto ? o voluto, ma cambia poco ? accettare una serie di condizioni che piomberanno sulla popolazione irlandese come uno tsunami.

Il piano di ?rigore? prevede tagli ai sussidi per la disoccupazione e agli assegni familiari, alla sanità e all?istruzione per un totale di 3 miliardi; l?eliminazione di ben 25.000 posti di lavoro nel settore pubblico; stipendi ridotti del 10-15% per i nuovi assunti nella pubblica amministrazione e licenziamenti per i «vecchi» che costano troppo. Per i lavoratori del settore privato è prevista la riduzione del salario minimo che sarà portato a 7,65 euro l'ora, un euro meno di quello attuale.

Se non bastasse il piano prevede anche l?aumento della normale aliquota Iva al 22% nel 2013 e al 23% nel 2014. Il tutto per accontentare Fmi e Bce, pronte a fornire 50 miliardi per consolidare il debito pubblico e 35 miliardi per stabilizzare i bilanci delle grandi banche dell'isola, sull'orlo del fallimento a causa dei mutui spazzatura.

Ma almeno i sacrifici imposti ai lavoratori e alle nuove generazioni serviranno a qualcosa? Secondo il sociologo irlandese Kieran Allen no, non serviranno proprio a nulla...


e ancora...


«Quello che sta succedendo in Irlanda deve servire da avvertimento a Portogallo, Spagna e Italia. Gli speculatori non si fermeranno qui» avverte Allen sulle pagine de Il Manifesto.

?I cittadini irlandesi hanno già pagato 45 miliardi di euro, un terzo del Pil, per salvare le banche (...). Questo piano di salvataggio aggiunge al conto 90 miliardi di euro, altri due terzi della ricchezza prodotta in un anno dal paese.

L'Fmi e la Banca centrale europea in questo modo rendono più difficile la strada verso la ripresa, scaricando sulla collettività i debiti di banche destinate al fallimento. In cambio del prestito, Fmi e Unione europea imporranno una politica restrittiva che non farà altro che peggiorare la situazione economica, con il rischio di scatenare una spirale negativa senza via d'uscita.

Come successo durante la crisi degli anni '60 e della fine anni '80, ancora una volta il sistema capitalista irlandese si rifà sui lavoratori e condanna il paese all'emigrazione di massa.

Per sapere cosa succederà all'Irlanda nei prossimi anni, basta guardare a Lituania e Lettonia, da cui la gente è fuggita dopo il lancio di piani di aggiustamento strutturale?.

D'altronde, quando arrivi a quella situazione, in cui nessuno tifa più crdito, che fai?

O fai come l'Islanda e dici "Non pago!", oppure?
 
Ma il nostro amatissomo presidente Giorgio Napolitano ha dichiarato che ora "C'E' PIU' OTTIMISMO".
Io sarei curioso di sapere come ha fatto a dedurre una cosa dl genere.
 
Ah, e ai dipendenti del senato, dal 2005, viene data anche la 16^ (sedicesima) mensilità .......................................................................... :shock:
 
biasci ha scritto:
Ma il nostro amatissomo presidente Giorgio Napolitano ha dichiarato che ora "C'E' PIU' OTTIMISMO".
Io sarei curioso di sapere come ha fatto a dedurre una cosa dl genere.

bè con 7 cuochi personali e oltre 20 maggiordomi sarei più ottimista anch'io... mettiti nei suoi panni :lol:
 
Chiedo all'ottimo renatom che pare ferrato in tema di finanza punpbblica di ragguagliare i lettori sulle tre distinte situazioni critiche
1 Irlanda
2 Grecia
3 Islanda

E a chi somigliano più italia e Spagna.

Ciao. Grazie
 
zero c. ha scritto:
Chiedo all'ottimo renatom che pare ferrato in tema di finanza punpbblica di ragguagliare i lettori sulle tre distinte situazioni critiche
1 Irlanda
2 Grecia
3 Islanda

E a chi somigliano più italia e Spagna.

Ciao. Grazie

Ti ringrazio, ma, onestamente, credo che nel forum ci sia gente ben più ferrata di me sull'argomento.

Sono un ingegnere meccanico che cerca solo di essere un po' informato e di usare un po' di buon senso, ma, a volte, mi manca qualche base sistematica.

Per quello che so io, Islanda e Irlanda sono casi molto diversi rispetto all'Italia, in quanto la crisi è stata essenzialmente innescata dal fatto che sono andate in crisi delle banche che erano troppo grandi rispetto all'economia dei paesi.
L'Islanda ha deciso direttamente di non pagare.
L'Irlanda sta tentando di salvare queste banche disastrando il bilancio pubblico, ma temo che non ce la faranno comunque.

Il caso greco è, per certi versi quello che ci somiglia di più.
In Grecia quasi tutti i principali problemi che abbiamo noi: corruzione, evasione fiscale, elevata percentuale di stipendi pubblici rispetto al totale, generosità del sistema previdenziale (oggi, da noi , superato! pure troppo) erano amplificati all'ennesima potenza.
Aggiungiamo una struttura produttiva debolissima (in questo sono molto diversi da noi) e la truccatura dei conti.
 
renatom ha scritto:
zero c. ha scritto:
Chiedo all'ottimo renatom che pare ferrato in tema di finanza punpbblica di ragguagliare i lettori sulle tre distinte situazioni critiche
1 Irlanda
2 Grecia
3 Islanda

E a chi somigliano più italia e Spagna.

Ciao. Grazie

Ti ringrazio, ma, onestamente, credo che nel forum ci sia gente ben più ferrata di me sull'argomento.

Sono un ingegnere meccanico che cerca solo di essere un po' informato e di usare un po' di buon senso, ma, a volte, mi manca qualche base sistematica.

Per quello che so io, Islanda e Irlanda sono casi molto diversi rispetto all'Italia, in quanto la crisi è stata essenzialmente innescata dal fatto che sono andate in crisi delle banche che erano troppo grandi rispetto all'economia dei paesi.
L'Islanda ha deciso direttamente di non pagare.
L'Irlanda sta tentando di salvare queste banche disastrando il bilancio pubblico, ma temo che non ce la faranno comunque.

Il caso greco è, per certi versi quello che ci somiglia di più.
In Grecia quasi tutti i principali problemi che abbiamo noi: corruzione, evasione fiscale, elevata percentuale di stipendi pubblici rispetto al totale, generosità del sistema previdenziale (oggi, da noi , superato! pure troppo) erano amplificati all'ennesima potenza.
Aggiungiamo una struttura produttiva debolissima (in questo sono molto diversi da noi) e la truccatura dei conti.

Certo se gli stessi speculatori c.d. mercati non fossero stati e non fossero il problema come di fatto è basterebbe la riforma previdenziale e la apertura alla concorrenza delle rendite corporative e una normale spending review...ma i mercati sono appunto quel che dicevo...
 

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