Trotto@81 ha scritto:
Frankie71iceman ha scritto:
"Certo, serve una lingua comune da parlare nelle sedi di governo, e con cui scrivere i trattati e le leggi validi per tutti gli stati membri...e non vedo grossi problemi a usare l'inglese (volendo, anche lo spagnolo) per tutto ciò...chiaramente le leggi locali possono tranquillamente restare nelle lingue locali, e nelle scuole si può tranquillamente continuare a insegnarle, al massimo, si dovrebbe istituire un programma di insegnamento della lingua inglese uguale in tutti gli stati (a parte quelli anglofoni, ovviamente), ma questa sarebbe una cosa utile anche allo stato attuale delle cose. C'è una bella differenza tra il creare un modo per comunicare facilmente tra tutti (oltretutto, non si parla nemmeno di "creare" qualcosa di nuovo, ma semplicemente di riconoscere formalmente il ruolo dell'inglese come lingua comune..), e il cancellare completamente le miriadi di culture che compongono l'Europa"
Quale parte di tutto ciò non è chiara?
Sei sicuro che debba essere per forza l'inglese? Allo stato attuale direi che dovresti imparare il tedesco.
Ovviamente no, non sono manco sicuro di cosa mi faccio da mangiare stasera

...
Scherzi a parte, ho parlato di inglese perchè è la lingua più parlata in Europa (soprattutto a livello di seconda lingua), quindi sembrerebbe la scelta più logica piuttosto che usare che so l'olandese che tutti o quasi dovrebbero imparare. Ma sempre secondo questa logica, l'alternativa migliore è lo spagnolo. Tieni presente che già adesso la BCE e il parlamento europeo funzionano in inglese, e tutti gli incontri tra capi di stato pure...quindi mi sembra logico continuare così piuttosto che stravolgere tutto per introdurre una nuova lingua "comune". Questo sul piano pratico, sul piano teorico direi che l'importante è fare in modo che ci si capisca, al limite riesumiamo la lingua che si parlava l'ultima volta che l'Europa è stata unita...Ave atque vale omnibus
Trotto@81 ha scritto:
Nel tuo discorso non c'è questione di chiarezza ma impossibilità di realizzazione. Non può esistere un governo centrale e una legge locale. Un politico non potrà chiedere il voto alla popolazione europea usando quello che poi sarà un semplice dialetto che solo una parte potrà comprendere.
Non c'è niente di impossibile in tutto ciò, c'è molto, moltissimo, di difficile e complicato, lo so e ne sono consapevole...ma come credo di aver già detto, soluzioni facili non esistono, e se esistono spesso sono sbagliate. Per governo centrale e legge locale, credevo fosse ovvio che mi riferivo a una situazione in cui le leggi vengono fatte in parlamento europeo in inglese (o qualsiasi sia la lingua ufficiale) e poi tradotte nelle lingue locali nei vari paesi in modo che chiunque le possa comprendere (e non vedo cosa ci sia di impossibile in ciò).
Tutto ciò senza considerare che quelli dall'altra parte del laghetto fanno certe leggi in campidoglio, valide per tutti i 50 stati, e certe altre in ogni singolo stato, basti pensare alla storia della pena di morte, non prevista in alcuni stati (Washington, Idaho, Montana e non ricordo quali altri) e in altri stati sì (Texas, Virginia e New York, in quest'ultimo caso solo "sulla carta" visto che non la applicano dagli anni 50). Più complicato effettivamente il meccanismo di voto e rappresentanza, credo che la soluzione meno incasinata sia creare un parlamento stile americano con x rappresentanti per stato, in base proporzionale rispetto alla popolazione, ognuno eletto nei vari stati, che poi elegge a sua volta un presidente scelto dal parlamento stesso tra coloro che sono stati nominati dal popolo. Oppure un sistema bicamerale con un senato formato da 1-2 senatori per paese che nomina il presidente scegliendolo tra i deputati eletti nell'altra camera (in questo modo si introduce un minimo di parità tra stati membri). Per i governi locali, elezioni come si fa tuttora per le amministrative...
Trotto@81 ha scritto:
Non sforzatevi con questi esercizi di stile, è l'amara verità quotidiana a ricordarvi del fallimento totale a cui stiamo assistendo, fino alla distruzione totale che avverrà in un futuro non tanto lontano, sia con Fonzie al Governo che con un professorino ligio alle richieste delle Banche che hanno solo vantaggi da questo sistema.
E quindi, per evitare sta catastrofe cosa vogliamo fare?
Trotto@81 ha scritto:
Potrei continuare per ore dicendovi cos'altro non va, mentre voi non potreste trovare nemmeno un vantaggio reale di cui i cittadini italiani hanno beneficiato.
A iniziare dai mutui per la casa o un'attività economica, che con l'euro sono devastanti o perfino impossibili, mentre con la nostra moneta e un po' di inflazione ne trarrebbero perfino benefici immediati.
Può essere. Secondo me col ritorno al sesterzio ci sarebbero vantaggi ancora migliori.
Trotto@81 ha scritto:
Ma si sa, voi volete che un piccolo pescatore muoia di fame insieme alla sua famiglia perchè il modello europeo è il modello giusto da perseguire, costi quel che costi.
A parte che non mi pare di aver mai scritto nulla del genere, magari però mi sbaglio, io sono apertissimo alla possibilità che il modello europeo sia sbagliato. Anzi, aspetto con impazienza che qualcuno mi illustri un modello sicuramente e infallibilmente perfertto per rilanciare l'economia europea, anzi facciamo pure mondiale già che ci siamo.