<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sembrerebbe che non sono solo, nella mia visione. | Il Forum di Quattroruote

Sembrerebbe che non sono solo, nella mia visione.

Sembrerebbe che non sono solo, nella mia visione
Ormai su internet mi stupirei del contrario.
Non vuoi trovare qualche nostalgico dei V8 che scriva un articolo fatto a pezzi per tirare su qualche click?
Ehhh... non fanno più i motori di una volta...
 
Ormai su internet mi stupirei del contrario.
Non vuoi trovare qualche nostalgico dei V8 che scriva un articolo fatto a pezzi per tirare su qualche click?
Ehhh... non fanno più i motori di una volta...
Eh, ti suggerirei di leggere tutto l'articolo e i miei precedenti post per contestualizzare con più precisione

I motori non c'entrano nulla:emoji_wink: sono solo un'aspetto, il minore, di tutta la questione su come Lexus ormai non sia più un marchio premium, per volere stesso di Toyota e del perché i clienti storici come il sottoscritto, (favorevolissimi all'ibrido -o all'elettrico- perché i primi ad adottare sin dall'inizio la tecnologia Synergy Drive) non riconoscono più il marchio nel segmento in cui apparteneva e in cui ora non appartiene più.

Buona lettura, conoscere per deliberare è sempre uno dei più grandi assiomi di Einaudi.
 
Grazie, mi cercherò una fonte affidabile ;)
Se mi posso permettere, visita il sito ufficiale Lexus, direi ormai di tutti i paesi, non fa differenza, visto che la decadenza del brand è ormai condivisa anche nei paesi in cui il posizionamento premium era stata la chiave di volta per l'inserimento sul mercato.

Su quello Italiano ovviamente è più visibile e chiaro il downgrading.

Li vedi esattamente in modo tangibile e senza alcun bias, la corrispondenza attuale di quanto espresso nell'articolo citato.
 
Eh, ti suggerirei di leggere tutto l'articolo e i miei precedenti post per contestualizzare con più precisione

I motori non c'entrano nulla:emoji_wink: sono solo un'aspetto, il minore, di tutta la questione su come Lexus ormai non sia più un marchio premium, per volere stesso di Toyota e del perché i clienti storici come il sottoscritto, (favorevolissimi all'ibrido -o all'elettrico- perché i primi ad adottare sin dall'inizio la tecnologia Synergy Drive) non riconoscono più il marchio nel segmento in cui apparteneva e in cui ora non appartiene più.

Buona lettura, conoscere per deliberare è sempre uno dei più grandi assiomi di Einaudi.
Ciao! L'affermazione "Lexus ormai non sia più un marchio premium" mi sembra estremamente esagerata e fuorviante... Soprattutto se non ne fai un discorso di motori e di "diversificazione" dai prodotti Toyota.
Quali sarebbero i marchi premium? Audi? Mercedes? BMW? Quest'ultimo marchio ad oggi ritengo sia l'unico brand tedesco che negli ultimi anni ha fatto passi in avanti sotto tutti i punti di vista, vende discretamente bene anche l'elettrico seppur esteticamente siano strani e poco convincenti.
Sul discorso della mancanza delle berline sono io il primo ad essere dispiaciuto, non avere più in listino auto come CT, RC, IS e LC è un dramma per le auto che erano... Tuttavia penso che gran parte della colpa venga dal mercato.
Ormai tutti comprano suv, suvvetti, suvvini, auto rialzate... E Toy ha scelto di non esportare così lontano modelli che obiettivamente avevano vendite ridicole. Purtroppo.
Detto questo, tornando alla frase iniziali con la quale non sono d'accordo, come valuti il marchio Lexus sotto tutti i punti di vista? Gli interni credi non siano al livello dei brand tedeschi che ho citato? L'affidabilità? Io ho avuto 2 Lexus e la prima quasi 10 anni fa, sul servizio in showroom e officina leggo pareri discordanti e credo dipenda in quale ci si reca (e non va bene) però io ho sempre avuto un trattamento ottimo. Auto di cortesia di livello, lavaggio incluso, sconti rispetto ai prezzi mostrati sul sito, estrema gentilezza e tempi di consegna/ritiro brevi.
Magari, anzi sicuramente, 20 anni fa era ancora meglio ma questo servizio se lo paragono ad esperienze di amici che hanno VW, Audi, BMW, Mercedes, Ford ecc... è estremamente superiore.
Quindi vorrei capire, sotto quali punti di vista reputi che la gamma Lexus non sia premium?
 
Ciao! L'affermazione "Lexus ormai non sia più un marchio premium" mi sembra estremamente esagerata e fuorviante... Soprattutto se non ne fai un discorso di motori e di "diversificazione" dai prodotti Toyota.
Quali sarebbero i marchi premium? Audi? Mercedes? BMW?

Quindi vorrei capire, sotto quali punti di vista reputi che la gamma Lexus non sia premium?
Bella domanda....trenta anni fa, forse, ti avrei saputo rispondere.....ma anche trenta anni fa avrei talvolta fatto fatica visto che Vag, e MB producevano modelli base senza vetri elettrici.......anche su auto importanti.....

Oggi Premium è autoreferenziale, vai in un grosso autosalone multimarchio e te ne accorgi....
 
Innanzitutto grazie della tua risposta, perché entra finalmente nel merito della questione. Apprezzo molto quando una discussione si basa su esperienze concrete e non sul semplice tifo per un marchio. È proprio questo il motivo per cui frequento ancora questo forum dopo tanti anni.

Premetto una cosa importante: io non sono un ex cliente Lexus deluso.

Al contrario, continuo ad amare il marchio. Ho acquistato la mia prima Lexus nel 2002, una IS200 SportCross, e oggi possiedo la mia quinta Lexus, una RC300h del 2019, che considero ancora una splendida automobile e che spero di poter tenere ancora per molti anni. In famiglia abbiamo inoltre due CT200h. Quindi non sto dicendo che Lexus produca cattive automobili. Sto dicendo qualcosa di diverso: a mio avviso Lexus ha progressivamente perso una parte importante di quel posizionamento premium che l'aveva resa unica.

La domanda che mi poni è quindi molto interessante: perché sostengo questo?

Per rispondere bisogna prima chiarire cosa significhi davvero "premium". A mio avviso non significa semplicemente utilizzare pelle invece che tessuto o vendere automobili costose.

Premium è un ecosistema.

È la somma di qualità costruttiva, materiali, innovazione, servizio post vendita, rapporto con il cliente, assistenza, disponibilità dei ricambi, identità del marchio e capacità di mantenere nel tempo la promessa fatta ai propri clienti.

Quando uno o più di questi elementi vengono meno, il posizionamento cambia, anche se il prodotto rimane valido.

Materiali e qualità percepita

Chi ha posseduto una Lexus delle prime generazioni sa probabilmente di cosa sto parlando.

La mia IS200 SportCross, acquistata nel 2002, aveva un livello di finitura che, all'epoca, ritenevo superiore ai marchi tedeschi con cui era chiamata a confrontarsi, costando peraltro circa il 15% in meno.

Radica vera, pelle di ottima qualità, un sei cilindri di una silenziosità impressionante, plastiche praticamente prive di scricchiolii anche dopo molti anni, strumenti ispirati all'orologeria tradizionale, texture delle superfici curate nei minimi dettagli che sembravano giardini zen in miniatura. Tutto trasmetteva la sensazione che qualcuno avesse dedicato tempo a perfezionare anche ciò che il cliente avrebbe probabilmente notato solo dopo anni.

La stessa filosofia l'ho ritrovata nella IS250 V6, con dettagli come le maniglie interne ispirate alle spade giapponesi, inserti di qualità, tendine posteriori elettriche perfettamente integrate, accostamenti cromatici molto ricercati e una sensazione generale di solidità davvero rara.

Lentamente nelle due IS300H successive che ho avuto (prima e seconda genrazione) e anche nella RC300H attuale, ho visto un leggero decadimento, anche se comunque mai come vedo adesso.

Oggi la situazione mi sembra diversa.

Prendo ad esempio la UX, che pur appartenendo a un segmento differente propone ancora negli allestimenti base una tendina posteriore fissata con due semplici fili al cielo dell'auto, una soluzione che personalmente mi ricorda vetture utilitarie di quarant'anni fa.

Oppure la ES, unica berlina rimasta in gamma in Europa. Quando la provai, pensando di sostituire la mia precedente IS300h, rientrai in concessionaria dopo circa mezz'ora segnalando rumorosità provenienti dai pannelli interni, fruscii aerodinamici e materiali che, per una vettura di quel livello, non mi avevano convinto.

La risposta fu, "oggi le fanno così per l'ecologia".

Sono favorevole in modo soluto all'utilizzo di materiali riciclati o alternativi alla pelle. Non è questo il punto. Ma esistono materiali riciclati eccellenti e materiali riciclati economici. Un marchio premium dovrebbe scegliere i primi.

Tecnologia e innovazione

Anche qui il tema non è dire che Lexus sia rimasta ferma.

Non sarebbe corretto.

Il Lexus Safety System si è evoluto nel tempo introducendo nuove funzioni e migliorando il riconoscimento di pedoni, motociclisti, incroci e molte altre situazioni.

Il problema è un altro.

Negli anni Novanta e nei primi Duemila Lexus era spesso il costruttore che introduceva nuove tecnologie prima dei concorrenti. Oggi, invece, Mercedes, BMW e in parte Audi stanno guidando l'evoluzione degli ADAS con sistemi di assistenza molto più avanzati, architetture software completamente nuove, aggiornamenti over-the-air realmente estesi, fari digitali, funzioni di guida assistita di livello superiore e una maggiore integrazione tra navigazione, sensori e intelligenza del veicolo.

Lexus continua a proporre ottimi sistemi di assistenza, ma a mio avviso non rappresenta più il punto di riferimento del settore.

Lo stesso discorso vale per Teammate.

Quando venne presentato sembrava rappresentare una delle evoluzioni più interessanti del marchio. Nei fatti è rimasto confinato a pochissimi modelli e quasi esclusivamente al mercato giapponese. È certamente un risultato tecnico importante, ma non è diventato quel vantaggio competitivo di gamma che molti clienti si aspettavano.

Dinamica di guida

Qui credo ci sia poco da discutere.

Sono scomparse la GS, la IS, la RC, la LS e praticamente tutta la gamma sportiva europea. Le versioni F sono ormai un ricordo e l'allestimento F SPORT è rimasto prevalentemente un pacchetto estetico.

È una scelta probabilmente imposta dal mercato, e su questo concordo con te. Se il mercato compra SUV, è normale che un costruttore investa lì.

Ma questo non cambia il risultato finale.

Quando oggi acquisto una Lexus F SPORT, acquisto soprattutto un allestimento estetico, non una filosofia tecnica di prodotto. Il marchio F, che un tempo rappresentava una precisa identità ingegneristica, oggi è diventato soprattutto un elemento di comunicazione.

Identità del marchio

Questo è forse il punto che considero più importante.

Quando Lexus nacque non aveva una storia e non aveva un heritage.
Non aveva decenni di motorsport alle spalle.

Eppure riuscì a costruire un'identità fortissima attraverso una promessa molto semplice: "The Relentless Pursuit of Perfection".

In altre parole, si sono detti: "non possiamo competere con la storia dei marchi europei, quindi costruiremo la nostra reputazione attraverso una ricerca ossessiva della qualità."

Secondo me quella promessa è stata mantenuta per molti anni.

Oggi, invece, ho la sensazione che Lexus abbia progressivamente sostituito quella ricerca con una strategia più orientata ai volumi di vendita e alla razionalizzazione dei costi. È una scelta industrialmente comprensibile, ma inevitabilmente modifica il posizionamento del marchio.

Servizi post vendita

Ed è qui che, secondo me, emerge la differenza più evidente.

Chi era cliente Lexus nei primi anni Duemila ricorderà probabilmente un Customer Care completamente diverso.

Quando ebbi un problema con le sospensioni della mia IS250 V6, Lexus inviò, da Roma, un ingegnere direttamente presso l'officina per confrontarsi con i tecnici e individuare la causa del problema. L'intervento venne risolto positivamente anche fuori garanzia.

Oggi fatico a immaginare uno scenario simile.

Il rapporto con il cliente è diventato molto più standardizzato.

Le comunicazioni sono spesso gestite attraverso procedure che sembrano prescindere dalla reale domanda posta dal cliente.

È un'impressione maturata negli anni attraverso numerose pratiche aperte, relative ai servizi connessi, ai rinnovi dei servizi digitali e ad altri aspetti amministrativi. Molto spesso la prima risposta ricevuta non affronta il problema specifico, ma propone risposte precompilate che nulla hanno a che vedere con la richiesta. Solo dopo diversi scambi interviene una persona, che non sempre dispone delle competenze tecniche necessarie.

Non è un episodio isolato. È un modello di gestione che vedo ripetersi con una certa frequenza e che, a mio avviso, è incompatibile con ciò che dovrebbe rappresentare un marchio premium.

Lo stesso vale per il rapporto con il cliente.

Ricevevamo inviti ad eventi dedicati, telefonate per sapere come ci trovassimo con la vettura, piccoli omaggi personalizzati, iniziative che trasmettevano l'idea di appartenere a una comunità e non semplicemente a un database clienti.

Tutto questo oggi è sostanzialmente scomparso.

Concludendo, non sto sostenendo che Lexus costruisca automobili peggiori rispetto ai concorrenti. Continuo anzi a considerarla uno dei marchi più affidabili e la tecnologia Full Hybrid resta uno dei suoi maggiori punti di forza.

Sto sostenendo però che il concetto di "premium" non possa essere ridotto alla sola affidabilità meccanica.

Premium significa mantenere una promessa.

E la promessa che Lexus fece ai propri clienti all'inizio della sua storia era quella di ricercare instancabilmente la perfezione in ogni dettaglio.

È proprio confrontando quella promessa con ciò che vedo oggi che arrivo alla mia conclusione: Lexus continua a produrre ottime automobili, ma non rappresenta più, almeno per me, quel marchio premium che avevo conosciuto oltre vent'anni fa.
 
Prendiamo la LBX, nel modello base, di quella che dovrebbe comunque essere un'auto premium, ci sono troppe mancanze che invece in un modello premium dovrebbero essere presenti di serie. Ciò che la renderebbe davvero premium (rispetto ad una CHR o Yaris Cross Toyota ad esempio) si trova soltanto con l'allestimento superiore e con pacchetti aggiuntivi, c'è infatti una certa sovrapposizione tra il listino Toyota e quello Lexus, invece credo che ci si dovrebbe aspettare altro (molti accessori di serie su Lexus, e come optional funzionalità "di lusso" non presenti su modelli Toyota)
Su alcune BMW (che non acquisterei mai per il senso di caos e disfunzionalità del design che io personalmente percepisco) si trovano molti dettagli da auto premium.
Sono soddisfatto della mia LBX, però onestamente fatico a considerarla del tutto un'auto premium, questo senza comprendere valutazioni sul marchio e la rete italiana Lexus (non ho conoscenza di ciò che era prima).
L'affidabilità dovrebbe essere credo condivisa con Toyota, almeno per i modelli di importazione.

In passato era così? Occorreva comunque spendere molto di più in aggiunta per avere quel tocco "premium"?
Vetri atermici, telecamera 360°, impianti audio non dozzinali, headup display, illuminazione interna, portellone posteriore elettrico... etc... solo per dirne alcuni, dovrebbero essere tutti sempre di serie, e non dipendere dagli allestimenti scelti, come per una Yaris Cross.
Questo aspetto mi ha un po' deluso nel tempo, perché vedo auto cinesi che montano tutta queste cose di serie ormai, o auto tedesce che sempre di più li hanno di serie.
 
Prendiamo la LBX, nel modello base, di quella che dovrebbe comunque essere un'auto premium, ci sono troppe mancanze che invece in un modello premium dovrebbero essere presenti di serie. Ciò che la renderebbe davvero premium (rispetto ad una CHR o Yaris Cross Toyota ad esempio) si trova soltanto con l'allestimento superiore e con pacchetti aggiuntivi, c'è infatti una certa sovrapposizione tra il listino Toyota e quello Lexus, invece credo che ci si dovrebbe aspettare altro (molti accessori di serie su Lexus, e come optional funzionalità "di lusso" non presenti su modelli Toyota)
Su alcune BMW (che non acquisterei mai per il senso di caos e disfunzionalità del design che io personalmente percepisco) si trovano molti dettagli da auto premium.
Sono soddisfatto della mia LBX, però onestamente fatico a considerarla del tutto un'auto premium, questo senza comprendere valutazioni sul marchio e la rete italiana Lexus (non ho conoscenza di ciò che era prima).
L'affidabilità dovrebbe essere credo condivisa con Toyota, almeno per i modelli di importazione.

In passato era così? Occorreva comunque spendere molto di più in aggiunta per avere quel tocco "premium"?
Vetri atermici, telecamera 360°, impianti audio non dozzinali, headup display, illuminazione interna, portellone posteriore elettrico... etc... solo per dirne alcuni, dovrebbero essere tutti sempre di serie, e non dipendere dagli allestimenti scelti, come per una Yaris Cross.
Questo aspetto mi ha un po' deluso nel tempo, perché vedo auto cinesi che montano tutta queste cose di serie ormai, o auto tedesce che sempre di più li hanno di serie.
La mia esperienza diretta sulle dotazioni della nuova LBX è limitata, quindi preferisco non entrare troppo nel dettaglio degli allestimenti attuali. Posso però dirti che le osservazioni che fai le ho lette spesso anche su altri forum e, da quello che vedo, non sei certamente l'unico ad aver avuto questa impressione.

Per fare un confronto tra il passato e il presente, possiamo prendere come riferimento la CT200h MY2018, che per segmento potrebbe essere considerata la più vicina alla LBX, anche se aveva una filosofia diversa.

Trovi qui le versioni (naturalmente tutte avevano Safety System Plus di seconda generazione, per l'epoca molto avanzato)

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Tra l'altro era un'auto estremamente pratica. In famiglia la utilizziamo ancora oggi per lavoro e, abbattendo i sedili posteriori, riusciamo a trasportare rotoli di tessuto lunghi circa un metro e mezzo, oltre a scatole di filati, bottoni e tutto il materiale necessario alla nostra attività. Da questo punto di vista è una vettura sorprendentemente versatile.

Oggi mi pare che i bagagliai in casa Lexus siano un pò trascurati.

Ricordo che esistevano sostanzialmente quattro allestimenti principali, mentre su altri modelli, come la IS, le versioni erano addirittura due o tre.

La differenza, però, era un'altra.

Già l'allestimento base comprendeva praticamente tutto ciò che un cliente si aspettava da un marchio premium. Gli optional erano pochi e riguardavano soprattutto elementi davvero distintivi, come l'impianto audio Mark Levinson o il tetto apribile, spesso proposti insieme nello stesso pacchetto.

La sensazione era quella di una gamma molto più semplice da comprendere: meno configurazioni, meno pacchetti, meno possibilità di sbagliare e, soprattutto, una maggiore trasparenza nei confronti del cliente.

Ti racconto un episodio che ricordo ancora oggi perché, secondo me, rappresenta molto bene la filosofia Lexus di quegli anni.

Quando acquistai la mia IS200 SportCross entrai in concessionaria con l'intenzione di confrontarla direttamente con la BMW Serie 3 Touring Diesel, che all'epoca era praticamente il punto di riferimento del segmento.

L'esperienza nelle due concessionarie fu completamente diversa.

In BMW mi fecero provare una versione piuttosto base e, quando chiesi informazioni sui tempi di consegna, la risposta fu più o meno questa:

"Le vendiamo ad occhi chiusi. Anche il tempo che dedico ai test drive è tempo sottratto a vendite già sicure."

Rimasi sinceramente colpito da quell'atteggiamento, che personalmente non trovai in linea con ciò che mi aspettavo da un marchio premium.

In Lexus accadde esattamente il contrario.

Il venditore mi fece accomodare, mi illustrò con calma la vettura, mi chiese quale colore avrei preferito provare tra le due disponibili in salone e mi lasciò guidare per circa quaranta minuti, alternando città, strade extraurbane e perfino un tratto di autostrada, dato che il casello si trovava a poche centinaia di metri dalla concessionaria.

Al rientro ci sedemmo davanti al computer e mi mostrò un software che confrontava le dotazioni della Lexus con quelle della BMW.

Da una parte compariva la IS200 SportCross.

Dall'altra la Serie 3.

Ogni volta mi chiedeva semplicemente:

"Vuole gli interni in pelle?" Sì.

Lexus: incluso nella vettura provata

BMW: circa +1.000 euro.

"Vuole il navigatore a scomparsa, a colori con cartografia Europa?" Si.

Lexus: incluso nella vettura provata

BMW: circa 1.500 euro.

"Tetto apribile?"

Lexus: incluso nella vettura provata

BMW: ulteriore supplemento.

E così via.

Alla fine del confronto la Lexus, praticamente completa di tutto, costava circa 36.000 euro. Io aggiunsi soltanto i sensori di parcheggio, se ricordo bene per circa 250 euro.

La BMW, configurata con una dotazione realmente equivalente, superava invece i 41.000 euro, la Lexus me la portavo a casa in settimana , la BMW non si sapeva quando sarebbe stat disponibile nella versione e colore scelto.

Naturalmente sono passati oltre vent'anni. Il mercato è cambiato, le normative sono cambiate e anche i costruttori hanno dovuto rivedere molte strategie.
Però uno dei principi su cui Lexus aveva costruito la propria reputazione era proprio questo: offrire il maggior numero possibile di dotazioni già comprese nel prezzo, lasciando come optional solo pochi elementi realmente esclusivi.

Era una filosofia diversa. Più semplice e trasparente.

E, almeno per la mia esperienza, contribuiva molto alla percezione di trovarsi davanti a un marchio premium.
 
Ultima modifica:
Attenzione a non confondere il Premium con un ecosistema che al tagliando vuole il rene però......
Su questo sono d'accordo solo in parte.

A mio avviso non bisogna confondere il concetto di "premium" con il semplice costo della manutenzione.

Ancora oggi, se confrontiamo Lexus con altri marchi, i costi dei tagliandi ufficiali rimangono generalmente competitivi. Anzi, sotto questo aspetto ritengo che Lexus continui ad avere un buon equilibrio.

È vero che, rispetto a vent'anni fa, la rete è cambiata. All'epoca esistevano tecnici dedicati esclusivamente al marchio Lexus; oggi, nella maggior parte dei casi, la rete opera in modo integrato con Toyota e i costi operativi sono diversi, chiaro.

Detto questo, credo sia normale che chi acquista un'automobile premium e decide di affidarsi alla rete ufficiale accetti anche costi di manutenzione più elevati rispetto a quelli di un'officina generica. Dietro quel costo ci sono ricambi originali (OEM), procedure definite dalla casa, aggiornamenti tecnici, formazione del personale e un livello di accolgienza che, pur essendosi ridotto rispetto al passato, continua comunque a esistere.

Naturalmente chi sceglie una vettura più semplice o preferisce rivolgersi al proprio meccanico di fiducia può ottenere costi inferiori. È una scelta assolutamente legittima.

Il punto, però, secondo me è un altro: il prezzo della manutenzione, da solo, non definisce il posizionamento premium di un marchio. È soltanto uno dei tanti elementi che contribuiscono all'esperienza complessiva del cliente.
 
Su questo sono d'accordo solo in parte.

A mio avviso non bisogna confondere il concetto di "premium" con il semplice costo della manutenzione.

Ancora oggi, se confrontiamo Lexus con altri marchi, i costi dei tagliandi ufficiali rimangono generalmente competitivi. Anzi, sotto questo aspetto ritengo che Lexus continui ad avere un buon equilibrio.

È vero che, rispetto a vent'anni fa, la rete è cambiata. All'epoca esistevano tecnici dedicati esclusivamente al marchio Lexus; oggi, nella maggior parte dei casi, la rete opera in modo integrato con Toyota e i costi operativi sono diversi, chiaro.

Detto questo, credo sia normale che chi acquista un'automobile premium e decide di affidarsi alla rete ufficiale accetti anche costi di manutenzione più elevati rispetto a quelli di un'officina generica. Dietro quel costo ci sono ricambi originali (OEM), procedure definite dalla casa, aggiornamenti tecnici, formazione del personale e un livello di accolgienza che, pur essendosi ridotto rispetto al passato, continua comunque a esistere.

Naturalmente chi sceglie una vettura più semplice o preferisce rivolgersi al proprio meccanico di fiducia può ottenere costi inferiori. È una scelta assolutamente legittima.

Il punto, però, secondo me è un altro: il prezzo della manutenzione, da solo, non definisce il posizionamento premium di un marchio. È soltanto uno dei tanti elementi che contribuiscono all'esperienza complessiva del cliente.
Io a detta dei lecsari, intendevo esattamente il contrario....
 
Io a detta dei lecsari, intendevo esattamente il contrario....
Onestamente non ho capito bene cosa intendevi.

Ti sarei grato se potessi spiegarmelo meglio.

Per te Lexus offre tagliandi cari? Più di altre auto del segmento? O no?

Che Lexus possiedi? perché anche quello conta sui prezzi dei service.
 
Onestamente non ho capito bene cosa intendevi.

Ti sarei grato se potessi spiegarmelo meglio.

Per te Lexus offre tagliandi cari? Più di altre auto del segmento? O no?

Che Lexus possiedi? perché anche quello conta sui prezzi dei service.
Intendo che quando sono stato al service Toyota per la mia utilitaria un mio vicino con la Lexus si è lamentato....sonoramente....e non perchè fosse stato trattato bene....(e faceva riferimento alle spazzole pagate quanto tutto il pantografo....)
 
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